Raw Power, la HC Band piu’ amata oltreoceano, titolata dalle piu’ grandi HC Band, e non solo, del pianeta.
Ormai è consuetudine per loro fare dei tour negli USA, specialmente Canada, e costa Ovest degli USA dove sono molto conosciuti ed apprezzati, non solo da vecchie volpi ma anche da orde di ragazzini.Anni di storia e di strada che li hanno consacrati nell’olimpo delle Band di cui possiamo e dobbiamo essere orgogliosi di avere qui vicino a noi, in Italia.Mauro ci dedica questo racconto del tour, un semplice racconto senza voler trovare la spettacolarita’ ma descrivendo quasi per fila e per segno l’avventura vissuta in giro per quel pezzo di mondo che da noi dista davvero molto ma che grazie a Mauro possiamo viverlo, magari con un pò di immaginazione…
Mauro: Viaggio Milano –Londra-Londra Los Angeles senza intoppi se non fosse che al nostro arrivo le valigie non ci sono, ci verranno poi recapitate 2 giorni dopo a Corona, e che il gruppo che doveva essere con noi Cell Block 5 non è all’aeroporto con il furgone ad aspettarci, fortunatamemente ho con me il nome del locale dove dobbiamo suonare la sera stessa ad Anaheim , The Doll Hut, perciò noleggiamo una Jeep con navigatore satellitare e 1 ora più tardi siamo sul posto.
Il Doll HUt è un bar piccolo ( ma tanti gruppi Hardcore famosi ci hanno suonato perché è riconosciuto come un “cool place to play”) e l’edificio è a forma di u col bar posto al centro , più tardi durante il concerto la cosa più bella è che la barista , una italo americana con due tette da spavento aiuta i ragazzi a salire sul bancone per poi gettarsi sul mucchio , una cosa troppo bella da vedere, finiamo dopo la mezzanotte esausti , sono praticamente 24 ore che non dormiamo, così ci becchiamo un Super 8 Motel a due passi da Disneyland e tutti a letto con la prima balla del tour .

Archiviamo anche Corona e andiamo a dormire a casa di Nat il ragazzo che ha aiutato a mettere insieme il tour , una persona eccezionale , non solo ci ospita a casa sua ma ci sfamerà per due giorni facendoci anche da guida turistica e aiutandoci in tutto quello che vogliamo , fortuna che ci sono persone come lui, nel frattempo incontriamo anche Jared della REd Dragon il ragazzo che effettivamente ha organizzato il tour , mi dice che I Cell Block non possono accompagnarci perché il loro cantante ha qualcosa alla gola ma che da dopo Long Beach ci sarà un altro gruppo , con furgone ad accompagnarci , i californiani ( del deserto come puntualizzeranno sempre loro) Dirtbag .
Terza data è al Jumping Turale di San Marcos, sono particolarmente eccitato per il fatto che questa sera suoneremo con i Angry Samoans una delle mie band preferite di sempre, in più il locale è bellissimo , impianto potente , grosso palco insomma perfetto, dato che è presto decidiamo di andarci a godere un po’ di sole in una delle spiagge di San Diego e quando torniamo verso le 7 al locale è tempo di sedersi al banco toglierci la sete con diverse caraffe di Bud Light tutto offerto dalla simpatica barista bionda e con le tette rifatte . Il concerto è sicuramente uno dei più belli di tutta la spedizione , il locale è pieno anche quando suoniamo noi perciò ci divertiamo come bambini piccoli, poi dopo noi tocca agli Angry samoans e anche se l’unico rimasto è il cantante tutti i mie pezzi preferiti vengono fatti a regola d’arte perciò la serata è perfetta. Lasciamo il posto dopo le 3 per trovare il solito motel nelle vicinanze , domani è il turno del Warehouse a Long Beach , perciò possiamo rimanere un po’ a letto .
Dopo il solito pranzo a base di Hamburgers facciamo un salto in spiaggia per passeggiatina rigeneratrice poi ci incontriamo con Nat che ci porta per una Pizza all’italiana al Michelangelo , mentre siamo lì scopriamo che è il posto frequentato da tutti i poliziotti della zona ! chiudiamo subito tutti i finestrini della macchina per far si che certi odori strani non fuoriescano! la pizza ci viene offerta da Nat e dal padrone del locale , un ragazzo simpaticissimo che poi vedremo più tardi al concerto. Arrivamo al Warehouse verso le sette , il posto è un grosso capannone abusivo ( ma che esiste già da anni) con un grosso palco e un bell’impianto, il tutto è organizzato da Alan, un tipo che si dimostrerà nei nostri confronti eccezionale , non solo ci pagherà molto di più del dovuto ma ci ospiterà più tardi anche a casa sua.

Al mattino dopo una serata un po’ movimentata partiamo per San Josè, questo un concerto aggiunto all’ultimo perciò non sappiamo bene cosa aspettarci, ma niente comunque rispetto a quello che troviamo quando arriviamo ( tra l’altro ora siamo con i Dirtbag, 5 ragazzini + 1 dell’età che va da 19 a 24 anni!). IL posto è una specie di garage tutto in legno dietro una casa privata , in teoria dovrebbe essere un ritrovo per giovani , comunque alla fine suoniamo verso le 8 di sera ( dovevamo suonare alle 4 ) in una specie di forno assieme a circa una cinquantina ( di più è impossibile farci stare) di aspiranti suicidi , il posto è così piccolo e caldo che si fa fatica a respirare in più i presenti ( ragazzi e ragazze) che erano già lì dalle 4 sono così pieni di birra che si lanciano in una specie di gara a chi si spinge più forte , sembra una battaglia, dove però incredibilmente nessuno si fa male e chi cade a terra viene aiutato subito a rialzarsi e rimesso al centro della bolgia, pericoloso ma da vedere.



Arriviamo alla periferia di Okland verso le cinque dove ci aspettano per un barbeque chiaramente quando si parla di mangiare e bere a gratis non bisogna tirarsi indietro così ci facciamo onore e ben presto l’atmosfera si fa alcolica purtroppo dobbiamo lasciare la festa dopo un paio d’ore per andare al locale . Il posto è un’altra warehouse simile a quella di Long Beach , il promoter è Chief Blackdawg della Parate Punx collective , un gruppo di punk che si veste e vive un po’ come pirati , strambi ma dal cuore d’oro , il concerto è un apoteosi di urla , applausi, voli ,spinte , una bolgia infernale, per fortuna i Pirati hanno pensato bene di mettere dei grossi ventilatori all’interno per

Fortunatamente riusciamo a partire ancora in piedi e dopo una ventina di minuti arriviamo a Hells Kitchen , il posto è troppo bello, questa volta decisamente il livello dei locali si è alzato , il culo ci sorride!. Incontro subito Flash il promoter un ragazzone di 120kg che si ricorda ancora di noi dal 1984 è merito suo se siamo qui, ha insistito perché suonassimo nel suo locale anche se questa sera a Seattle ( 1 ora di macchina , suonano gli Slayer) appena il tempo di scaricare gli strumenti che ci prendono l’ordinazione per la cena e Flash mi molla in mano un pacco di buoni consumazione sufficienti per 20 persone . Partono alle nove i Jackmove , poi altre due band ed è poi il turno della band del cantante degli Accused , pacca paurosa , questa sera bisognerà sudare, dopo di loro tocca ai nostri ragazzini terribili e anche se sconosciuti fanno la loro solita bella figura, è passata la mezzanotte quando saliamo sul palco e subito la decina di “vecchietti” davanti si scatenano appena iniziato e cominciano già a chiedere i pezzi che faremo solo nel bis, tutto procede per il meglio, fino a quando il cantante dei Jackmove , completamente ubriaco , decide di salire sul palco e gettarsi a pesce in mezzo alla gente peccato che la sua mira non sia delle migliori e finisce a terra colpendo il pavimento di testa, , gente che urla , ci fermiamo, il tipo sembra morto, qualcuno gli fa la respirazione bocca a bocca lo massaggiano passano un paio di minuti prima che apra gli occhi , grazie a Dio , è a posto, tutti applaudono e gli mollano pacche sulla schiena , l’ultima immagine che ho prima che lo portino via, è lui con le braccia al cielo che urla RAW POWER!!!!ri partiamo e dopo poco l’incidente è dimenticato, finiamo la scaletta , aspettiamo partiamo con il bis , al solito facce contente e sudate le nostre e le loro ci fermiamo sul palco per le foto di rito e per firmare vinili e cd , noi ci vergogniamo ma loro insistono !. Saranno le due quando salutiamo Flash e i suoi amici con la promessa di tornare nel 2007 , destinazione party.


Purtroppo non possiamo fare altro che lasciare il posto senza lo zaino, arriviamo dopo un ora ( non so come ) a casa di Shannon e la festa ricomincia , questa sera poi è il compleanno di Bunchy , quello che dovrebbe essere il roadie della spedizione ma che di fatto è fuori dalla mattina alla sera, comunque la padrona di casa , complice Jeff , gli ha organizzato una bella sorpresa, Shannon ad un certo punto si presenta in tutto il suo 1 ,95 bardata da sadomaso e dopo aver costretto il poverino a baciarle gli stivali inizia a frustarlo con il gatto a nove code, tutti ci spanciamo dalle risate, tutti chiaramente meno il festeggiato che comincia dubitare se questo sia un bel regalo di compleanno, comunque dopo una ventina di minuti e quando la schiena è praticamente rossa tipo bistecca al sangue Bunchy decide che si è divertito abbastanza e scappa dalla stanza inseguito da suoi amici , che riuscita di festa!.
Ci fermiamo un po’ ancora e poi tutti a nanna domani sono sei ore di viaggio!. Al mattino alle 9 telefono a San Francisco al consolato Italiano dove dato che è domenica e che dopotutto è una fetta d’Italia , non si lavora e la segreteria mi dice che in caso di emergenza devo lasciare un messaggio e verrò richiamato, peccato che un secondo messaggio mi dice che la segreteria è piena e si scusano ma se ho bisogno devo recarmi nei loro uffici lunedì dalle 9 a mezzogiorno!mi sa tanto che ci salta la data di Grants pass a questo punto.

Salutiamo le nostre salvatrici e torniamo al locale dove ci informano che stasera non inizieremo prima di mezzanotte ,ed è a questo punto che decidiamo di saltare il concerto e partire subito per San Francisco , non possiamo permetterci di non arrivare in tempo al consolato. Spieghiamo la cosa al ragazzo incaricato della serata e dopo un po’ capisce che effettivamente partire subito è la cosa più giusta anche se per lui è un pacco discreto, comunque dopo avergli lasciato un po’ di magliette partiamo , i piccoli dietro come al solito, e i 3 “pesi” a metà al volante come sempre io e Ronko navigatore .
Il Ronko ed io andiamo avanti a Mostre drink, una brodaglia gialla tipo red bull che dovrebbe tenerti sveglio ma che sembri invece sia buona solo a gonfiarti la pancia con il risultato che dopo poco all’interno del furgone si scatena una bufera!, verso le tre appena entrati in California decidiamo di fermarci dormire un po’ dato che siamo solo a 250 miglia da San Francisco, chiaramente con la nostra solita fortuna ci fermiamo in una zona infestata da zanzare , nel furgone fa un caldo boia perciò qualche temerario va a dormire col sacco a pelo in mezzo ad un prato, ma quando verso le 6 alle prime luci dell’alba si accendono gli idranti che innaffiano il prato li rivediamo catapultarsi bagnati nel furgone, a questo punto visto che di dormire non se ne parla e nel furgone non ci sono zanzare e c’è l’aria condizionata partiamo e dopo un paio di fermate e una coda da paura alle porte di San Francisco, alle 09,01 siamo davanti al consolato che in spirito tutto italiano apre con 10 minuti di ritardo, Viva l’Italia !.

E così finisce, quando suoniamo verso le 11 ci saranno si e no cinquanta persone che hanno saputo non si sa come del concerto è comunque l’ultimo concerto e alla fine questi sono venuti perciò suoniamo comunque come se il posto fosse pieno e i presenti lo apprezzano e fanno la loro parte con cori e voli dal palco , alla fine non và neanche male , chiaro che doveva essere diversa , ma fa niente andrà meglio la prossima volta. Tra l’altro prima di iniziare si presenta George , quello di Long Beach che ci dice che proprio non resisteva a saperci ancora qui e non vederci preso si è preso un giorno di ferie per venire al concerto e anche qui come la prima volta si presenta con un bidone di pollo fritto, tacos e birra , se ne avessimo uno come lui in ogni città risparmieremmo parecchio ma saremmo tutti come lupus e Flabio , oltre 100kg!.
Tempo di saluti nel backstage i Dirtbag decidono di partire subito per San Marcos dato che sono almeno 6/7 ore di guida al mattino devono riportare il furgone e Mike il bassista deve andare al a lavorare ,iniziano i baci gli abbracci e ci scappa anche qualche lacrima, che fortuna nessuno vede , dato che in teoria qui dovremmo essere tutti dei duri, siamo stati molto bene con loro giovani ma persone forti e una band davvero da tenere d’occhio, anche George parte con loro e anche con lui è dura , è difficile capire come una persona di 40 anni possa essere così affezionata ad un gruppo che dopo tutto ha solo visto tre volte in vita sua , è una bella sensazione , anche se prima che parta gli consiglio che forse dovrebbe alla sua età iniziare a concentrarsi ache su “altre cose” ma lui mi dice che per quello c’è tempo!. Alla fine anche noi montiamo su un taxi e torniamo nell’albergo sulla strada che porta all’aeroporto. Siamo alla fine! Porca… Mattino, albergo, taxi ,aeroporto Internazionale di San Francisco Terminal One, volo San Francisco-Londra , Londra-Milano. Non succede niente , un’altra vacanza finita , speriamo di tornare nel 2007, sicuramente dopo quest’anno l’intenzione di “ritirarsi” è passata , perciò come abbiamo promesso a tutti quelli che ci sono venuti a vedre, “ see you next year”.
Mauro






