Se dopo 9 edizioni di Punk Rock Raduno non siete ancora riusciti a farvi almeno un giorno di festival a Bergamo, è ormai difficile farvi capire la sensazione di familiarità, di amicizia, di amore verso il punk rock che si respira fra band, pubblico, organizzatori, volontari. Avrete forse capito che scrivere un live report “completo” dei 4 (più bonus) giorni all’Edoné (più bonus nel resto della città) è impossibile e anche inutile, nonostante sarebbe bello scrivere un articolo intero su quanto sia stato incredibile e imprevisto il set di questo o quel musicista.
E quindi eccomi qui, anche quest’anno, a condividere una manciata di foto e una serie di idee e suggerimenti su cosa tenere d’occhio. Senza nemmeno un senso cronologico, solo foto e parole in flusso di pensiero su quel che ho visto, premettendo che non ho visto *tutto* e che ho seguito i miei gusti, che sono sicuramente personali e diversi da quelli di chiunque altro fosse lì.
I Kingons avevano (per me) dominato l’edizione 2025 del PRR, ed eccezionalmente sono stati richiamati per il secondo anno consecutivo dal Giappone. L’hype questa volta era altissimo: chiunque aveva visto il concerto dell’anno scorso ne aveva parlato a chiunque altro come una cosa imperdibile, e infatti lo spazio sotto al palco era strapieno di gente in trepida attesa per uno show che non ha deluso le aspettative. I 4 giapponesi hanno dominato ancora una volta con un concerto iper-cinetico fin dalle prime note, dimostrando come il linguaggio della musica sia universale. Si sono buttati ancora una volta da una scala in mezzo al pubblico, hanno ancora mostrato i cartelli di Go City Let’s Go dedicati a Bergamo, ma soprattutto hanno suonato 40 minuti a testa bassa e senza pause. Anche quest’anno i presenti divulgheranno le gesta dei Kingons come una impresa epica, aumentandone il mito e sperando che continuino a tornare in Italia.
The Dwarves erano headliner del primo giorno di festival. Hanno attirato una folla enorme, non ricordavo di aver mai visto così tanta gente nella serata del Giovedì del PRR. Ero rimasto un po’ indietro con la loro lineup e non ero assolutamente consapevole del fatto che Nick Oliveri fosse tornato a suonare con loro. E’ bello sapere che il bassista di Kyuss e Queens Of The Stone Age consideri “casa” i Dwarves, con i quali incise album quasi 30 anni fa.
Dal canto suo, è comunque Blag Dhalia ad attirare l’attenzione sul palco, con le sue follie dette fra un brano e l’altro e l’intensità con cui canta. Nell’ultima foto qui sotto lo vedete con gli occhiali: sono i miei, me li ha rubati e ci ha cantato un pezzo mentre io scattavo tutto fuori fuoco.
Grande folla anche per i Succo Marcio: non era gente sotto al palco “per sentire la band che suona Muore Il Giorno”, ma persone che volevano riascoltare molti altri loro inni adolescenziali e conoscevano la (troppo breve) discografia abbastanza bene da cantare ogni singolo pezzo a memoria. Alessio si è evoluto in un frontman magnetico, tiene in pugno tutti ed è super-espressivo mentre canta di problematici amori adolescenziali. Scatenano pogo e crowdsurf SOPRA il palco, nel finale: un concerto epico.
I Discomostro nel 2024 avevano conquistato tutti suonando nel tardo pomeriggio, ora tornano da conquistatori come pre-headliner con un set tiratissimo. Tutti li hanno apprezzati, anche se in molti più che il palco continuavano a guardare il cielo, che prometteva tempesta (poi scampata) e lanciava saette in direzione dei crowdsurfer.
Altre cose viste, tutte di seguito nella galleria qui sotto:
1 Un rappresentante del Comune di Bergamo sul palco per premiare i 3 vincitori del progetto scolastico “Make you own kind of music”, che ha creato grafiche per questa edizione. A quanto pare, ha anche promesso l’edizione 2035 allo stadio dell’Atalanta, con Rancid e Green Day! (Per tutelare la sua salute, pubblico una foto in cui si vede solo Franz che premia i ragazzi e la ragazza vincitrice)
2 Wilson Wilson dei Bee Bee Sea seduto sul palco a godersi la premiazione.
3 Il giovanissimo chitarrista de I Verdesca che indossa la thirt di una band che si sciolse prima ancora che lui nascesse, le Gambe Di Burro.
4,5 The Queers che suonano un concerto a sorpresa la Domenica pomeriggio (prima dei Nabat!) sul palco piccolo, dopo essere stati headliner la sera prima. Ho chiesto a Joe King da quanto sapessero di questo concerto segreto, e mi ha detto “un’ora prima di salire sul palco. Abbiamo deciso di suonare solo canzoni che non abbiamo fatto ieri sera, avremmo potuto suonare altri due set completi!”. Questa è la magia del Punk Rock Raduno.
6 Riccobellis, campioni di tshirt indossate dalle altre band.
7 Il rapper Ted Bee, venuto al PRR per cantare dal vivo con i MadBeat “I fiori della Palestina”
8 Un Kepi Ghoulie selvatico: è stato in giro per tutti i giorni del festival, suonando in una miriade di posti.
9 Il grandioso laboratorio di percussioni del Progetto Aritmica, sicuramente ideato per bambini ma al quale tutti potevano partecipare: chi passava da quelle parti durante una delle due sessioni è stato rapito dal ritmo e ha trovato il coraggio di sedersi e picchiare sui bidoni. Alcuni degli adulti in questa foto sono due tizi americani che non hanno avuto paura di mettersi in gioco e prendere ordini da bambini! Il divertimento che traspariva dalle loro facce è stato tale che sono andato a salutarli e fare quattro chiacchiere, alla fine. Anche questa è la magia del Punk Rock Raduno.
10 Me medesimo, con in mano la foto incorniciata di Rachel Nagy scattata da Paolo Proserpio, vinta con la lotteria del Golden Ticket! Anche questa è la magia del Punk Rock Raduno.
L’edizione 2027 del Punk Rock Raduno si terrà dal 15 al 18 Luglio. Siete avvisati.










































Ah bhe! Me ne farò una ragione ma Purtroppo non sono mai riuscito ad esserci ? Pazienza! ??