Ecco la prima della serie di interviste e contenuti legati alle band che prenderanno parte alla quinta edizione del Motorcity Summe Fest!
- Ciao ragazzi, raccontateci chi sono i Back From The Grave. Penso che nel 2025 se non si hanno vent’anni non si mette su una band per “suonare e stare con gli amici” ma ci si pongano degli obiettivi, quali sono i vostri?
Ciao ragazzi, innanzitutto grazie per questa chiacchierata.
I Back From the Grave sono una band nata sotto i palchi della provincia torinese e provenienti da passate band hardcore e street punk. Unendo i diversi ma simili gusti musicali, il sound ha preso forma in maniera spontanea. Noi suoniamo per i soldi che rendono: “puttane, soldi e droga” giusto per citare gli Skruigners band a cui siamo
affezionati. Scherzi a parte, dal 2017 ad oggi la nostra mentalità non è cambiata e abbiamo, nonostante i cambi di formazione, mantenuto forte la voglia di continuare a portare la nostra energia sul palco. Sì, anche dopo i 30 anni è la passione che smuove tutto quello che facciamo. Siamo partiti senza troppe pretese ma determinati a scrivere musica nostra e suonare più possibile live, ora con la collaborazione con Motorcity Produzioni stiamo
pianificando la conquista dell’universo.
- Un album nel 2018, poi immagino la solita, frustrante storia del covid e dal 2022 una serie di singoli digitali. Se poteste resettare tutto e eliminare gli anni di stallo forzato, ripartireste con un full length o invertireste la rotta iniziando con dei singoli e strutturando un album in seguito?
Assolutamente! Siamo partiti con tutte le buone intenzioni nel 2018 con l’uscita di “Storm” suonando dal vivo il più possibile, anche di spalla a band come Adolescents, Cro-Mags e Negative Approach. Purtroppo sì il covid ci ha rallentato, avevamo già scritto qualche brano nuovo poco prima dell’inizio della pandemia, sono poi quelli che abbiamo registrato e fatto uscire come singoli. In cantiere ora c’è un full length quindi state all’occhio perché a breve vi spariamo questo nostro nuovo disagio.

- Il vostro sound è riassumibile in un hardcore decisamente New School, quali sono le vostre influenze più importanti e cosa pensiate vi differenzi dalle altre band del vostro genere?
Come detto prima non è che ci siamo fatti troppi problemi sul sotto genere e tutt’ora è così. Semplicemente portiamo quello che ci piace in sala, lo amalgamiamo per bene e quello che ne esce se ci piace lo teniamo. Le nostre influenze, per citarne alcune, sono: “Gallows, Feed the Rhino, Cancer Bats, Comeback Kid” sicuramente tra i nostri preferiti. Diversi dalle altre band?…Qui farei rispondere a voi.
- Cosa ne pensate del moshpit violento e del crowdkilling? Nel pit liberi tutti perché ci si deve sfogare o cagacazzi frustrati che rovinano i concerti? Vale anche la risposta demoscristiana
Domanda spinosa. Secondo me liberi tutti finché siamo consenzienti di menare tra noi (per chi ha deciso di lanciarsi nella mischia), ma abbiamo assistito ad episodi dove venivano prese persone a caso da dietro e lanciate in mezzo, pugni e calci dati a ragazze e cose del genere che sinceramente condanniamo, perché ricordiamoci che la libertà di ognuno finisce dove inizia quella dell’altro, perciò buon senso ragazzi dai…
- Torino da sempre capitale del punk italiano è una cosa a cui si pensa quando si mette su un progetto hardcore sotto la Mole? E soprattutto, sentite una certa dose di responsabilità o il passato è passato?
Onere ed onore di rappresentare la Black City…Un peso diciamo di no, non è che ci siamo fatti troppe paranoie su questo quando abbiamo deciso di mettere su il progetto. L’ambiente in cui viviamo per certo ha influenzato i nostri suoni e testi quindi abbiamo rispetto della storia della nostra città. Quando suoniamo “fuori casa” ci preme sempre far fare una bella figura all’Augusta Taurinorum.


