Punkadeka festival 2026- MXPX

Speciale Motorcity Summer Fest: quattro chiacchiere con Nino di Motorcity Graphics

L’intervista dietro le quinte: la parola a Nino di Motorcity Graphics!

Come nasce una tua grafica? Parti più dalla musica, dai testi o dall’estetica della band?

Tutto dipende da come la band vuole impostare il lavoro: delle volte arrivano richieste ben precise, altre volte ho totale carta bianca.

In ogni caso cerco sempre di mantenere una certa fedeltà con il background della band.

Per esempio ho lavorato al restyling del logo degli All Coasted per il loro decimo anniversario e con i ragazzi abbiamo deciso di mantenere un lettering che richiamasse molto l’originale, in modo da mantenere il legame con le origini del logo.

Diverso è stato invece lavorare al Tour della scorsa estate dei Derozer, dove a livello estetico ho portato avanti una grafica molto più “cartoon” rispetto all’immagine della band ma a livello di contenuti ho letteralmente citato i personaggi della copertina di “Bar”, mantenendo comunque una connessione con il passato del gruppo.

Secondo me un artwork deve sempre soddisfare due condizioni principali: comunicare un concetto ed essere coerente con il contesto in cui va ad inserirsi.

 

Hai uno stile molto riconoscibile: quali sono le tue influenze principali?

Parte del mio lavoro consiste nel cercare artisti a cui ispirarmi.

Prima di tutto faccio riferimento a quelli che sono veri e propri maestri del mio ambito: Joel Abad, Oscar Puig (tra le altre cose cantante dei Blowfuse), Jimbo Phillips e Mr. cartoon. Mi piace anche prendere anche spunto da artisti -inarrivabili- di altri ambiti, come i fumettisti Jack Kirby e Katsuhiro Otomo. Infine credo che sia importante anche guardare gli illustratori che popolano la scena underground locale, non posso non citare Gigio – i cui lettering mi hanno salvato più di una volta – e Paskuale Martello che porta avanti una zine meravigliosa che si chiama “Tempo Zero” e che raccoglie tantissimi artisti da diversi ambiti del mondo sotterraneo.

 

Qual è la copertina o la locandina che senti più rappresentativa del tuo percorso?

L’artwork a cui sono più legato è sicuramente la copertina de “Il Fuoco non si è spento” dei Bull Brigade. Ho avuto l’occasione di dare una veste grafica ad un album incredibile ed è stato il primo lavoro che ha avuto davvero un’ampia risonanza grazie al successo del disco. Vedere arrivare la foto di un mio disegno all’interno di un negozio di dischi di New York è stata una sensazione che capita poche volte nella vita.

Una menzione speciale va anche a “Fulltime loser” dei Sinners Squad, album che trovo meraviglioso e che mi riporta sempre dalle persone e nei luoghi che mi porto nel cuore.

 

Se potessi scegliere liberamente, con chi vorresti collaborare domani?

RANCID. Ho il grande sogno che il buon Tim decida un giorno di far disegnare qualche teschietto anche a me!

Quanto conta per te il legame con la scena punk torinese e italiana in generale?

Il legame che ho con la scena punk è qualcosa di estremamente fondamentale per me. Lavorare in questo ambito mi da anche l’occasione di poter vedere come la stessa scena abbia inclinazioni diverse a seconda di dove si sviluppa, anche all’interno dell’Italia stessa, e trovo che questo sia un aspetto interessante e molto positivo perché è sintomo di un movimento vivo che reagisce al contesto in cui vive. Dirò una banalità, ma senza il punk non starei qua a fare queste chiacchiere con voi.

 

Hai mai disegnato una locandina pensando a come sarebbe vista fra 50 anni?

Vorrei avere quella lungimiranza e quell’attitudine al creare artwork che possano resistere alla prova del tempo. Spesso però la dura realtà è che – come molti altri artisti – mi ritrovo a non essere mai soddisfatto davvero di un lavoro e riguardando un layout dopo qualche tempo ripenso a cosa avrei potuto fare meglio, ma temo sia deformazione professionale! Detto questo fra 50 anni probabilmente ci saranno locandine spaziali e tutto il mio lavoro finirà archiviato sotto l’epitaffio “vintage”.

 

Hai mai rifiutato un progetto perché sapevi che, se l’avessi fatto, non saresti più riuscito a guardarti allo specchio la mattina dopo?

Per il momento non mi è mai capitato di dover rifiutare un lavoro per motivi etici, diciamo anche che generalmente le persone con cui mi trovo a collaborare condividono con me delle visioni generali di vita, per cui non ho mai avuto contrasti. Cerco comunque di essere molto attento nelle collaborazioni che faccio, sperando che il Rock’n’Roll non colpisca troppo forte i neuroni di qualcuno che da un giorno all’altro volta faccia, portandosi dietro un mio lavoro.

 

C’è un progetto futuro che ti entusiasma e che puoi spoilerare (anche solo un indizio)?

In cantiere ho diversi progetti che mi esaltano parecchio. Purtroppo non posso rivelare niente!

Il mio lavoro si svolge dietro le quinte e anche se spesso vorrei condividere delle anteprime, devo rispettare timeline ben precise. Niente spoiler!

Addio e grazie per tutto il pesce!

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Rimani aggiornato con tutte le news direttamente nella tua inbox!

Iscriviti alla newsletter, inserisci la tua email:

Iscrivendoti accetti il trattamento dei dati (D.L.196/03) NO SPAM! Potrai disiscriverti in qualisasi momento.

Previous Article

Back One Out: nuovo singolo "Anthem of the Lost"

Next Article

HiThanks "Un lungo viaggio" disponibile da oggi, in anteprima video su Punkadeka

Spotify Playlist
Potrebbe interessarti..
I PROSSIMI CONCERTI
Total
0
Share

Cosa aspetti?

Rimani aggiornato con tutte le news di Punkadeka.it direttamente nella tua inbox!

Inserisci la tua email


Iscrivendoti accetti il trattamento dei dati (D.L.196/03)
NO SPAM!
Potrai disiscriverti in qualisasi momento.