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THE SNOUTERS: Snouts Up!

In un presente che sembra vivere di crisi a ripetizione, dove la stabilità è diventata più un ricordo che una prospettiva concreta, i The Snouters (gruppo ska-punk nato nel 2023) scelgono di rispondere nel modo più diretto possibile, alzando il volume con Snouts Up! : il loro primo full-length, che fa seguito all’omonimo EP The Snouters del 2024.

I dodici brani nascono dall’urgenza di raccontare il proprio tempo senza retorica e si muovono su un equilibrio sottile ma efficace, dove rabbia e leggerezza non si escludono, anzi si rincorrono e si alimentano. L’ironia diventa così una chiave di lettura, ma anche una forma di resistenza: un modo per restare a galla mentre tutto intorno sembra farsi sempre più pesante.

Al centro di tutto c’è l’idea delle seconde possibilità, ma lontana da qualsiasi retorica individualista. Qui si parla di ripartenze collettive, della necessità di rimettere in discussione regole ormai consumate e trovare nuove direzioni, anche quando il terreno sotto i piedi inizia a cedere.

L’apertura affidata a “Snooze City” ci proietta in una città addormentata nella speranza di svegliarsi in un mondo senza pressioni. Ma è un’illusione che dura solo un attimo, e vede la realtà tornare a bussare con forza in “Growin’ Up”, dove ci ritroviamo improvvisamente soli, davanti allo specchio, a fare i conti con ciò che significa davvero crescere. La band non gira intorno ai problemi, ma decide di prenderli di punta: in “The Vampires” il capitalismo prende la forma di un vampiro che succhia ogni linfa vitale al lavoratore, e che, nella sua assurdità, porterà l’essere umano a diventare senzatetto persino nello spazio come ci si immagina in “Homeless Astronaut”. Racconti lucidi e ma mai pesanti, filtrati da uno sguardo che sa’ essere tagliente senza perdere leggerezza. Ed è proprio questa ironia pungente che accompagna la band anche nei passaggi politici, come in “Sushi Cats” dove l’antifascismo si trasforma in un’immagine pop, quasi surreale con gatti Maneki-neko che alzano il pugno.

Accanto a tutto questo, nel disco trova spazio anche una dimensione più intima e personale. “Crosswords” mette a nudo relazioni tossiche, da cui è necessario uscire prima che sia troppo tardi, mentre “Too Many Questions” ruota attorno a quella sensazione soffocante di essere sommersi da domande senza risposta. E tra ansie esistenziali, solitudine e debiti raccontati in “Searching for Sugar Debt”, si arriva fino alle anime in pronto soccorso di “Souls in E.R.”, dove emerge la figura di Andrea: eterna punk-rock girl, sospesa in una soffitta di Berlino, alla ricerca di una risposta al proprio futuro che abbia davvero senso.

Musicalmente parlando l’intero disco scorre leggero come una lunga conversazione al tavolino di un bar, sensazione che si percepisce fin da subito proprio nel secondo brano dell’album “In a Bar Under the Sea”, dove in sottofondo riecheggia il levare dello ska e affiorano naturali sfumature surf, che si fan più evidenti in “Blobfish”. In sostanza, un 2 tone essenziale, dove il levare è affidato soprattutto a chitarre e tastiere, che si intrecciano con influenze punk californiane, mentre i fiati fanno la loro comparsa solo in Growing Up. Potremmo azzardare a definirli la controparte europea dei The Interrupters: forse ancora un po’ ruvidi, ma autentici, senza filtri, e sostenuti dalla promettente voce di Eva. Il tutto attraversato da una carica di energia che non viene mai meno e sorretta da una scrittura dei testi solida ed efficace.

Snouts Up! non dà risposte, e non prova nemmeno a farlo. Semplicemente prende posizione. Racconta ciò che di bello e di brutto la vita mette davanti a tutti, ridendo amaramente anche di sé stesso, senza mai perdere la propria umanità. Un debutto che affonda il dito nella piaga con quel senso dell’ironia, che ne diventa punto di forza.

L’album registrato e mixato da Mattia Bertani (Let’s Burn) con il mastering a cura di Mirko Ferrara (Vai Mirko) vede il  progetto grafico affidato a Nicolò Venturi e una co-produzione che vede coinvolti Rumagna Sgroza (Italia), Rusty Knife (Francia) e Fire and Flames (Germania), e che conferiscono al progetto una dimensione collettiva e internazionale.

Tracklist:
1. Snooze City
2. In a Bar Under the Sea
3. Crosswords
4. Growin’ Up
5. Homeless Astronaut 6. Blobfish
7. Sushi Cats
8. The Vampires
9. Andrea
10. Too Many Questions
11. Searching for Sugar Debt
12. Souls in E.R.

I The Snouters sono:
Eva Marabotti (voce)
Devis “Ciacio” Sacchetti (basso, cori, testi)
Filippo “Bibol” Francesconi (chitarre, cori)
Mattia “Berta” Bertani (batteria)

Ospiti in studio:
Alessandro “Poto” Esposti: Tastiere
Alex Wonk (Wonk Unit) – Voce in Sushi Cats
Giovanni Sgorbati (Skassapunka/Arpioni) – Trombone in Growin’ Up

“Entrate e mettetevi comodi: Snouts Up! è una storia che, in fondo, parla anche di voi…”

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