Viaggio nell’immaginario punk che fa da sfondo alla serie di Zerocalcare “Strappare lungo i bordi”

Venerdi appena uscita la serie “Strappare lungo i bordi” la chat della redazione di Punkadeka è esplosa in messaggi, foto e memorie di tutto quello che ha emanato la serie di Michele Rech, in arte Zerocalcare. Non vi parleremo di quanto è fica la serie (questo gia lo sapete!) ma vi vogliamo guidare e segnalare tutti i riferimenti culturali alla scena punk presenti nella serie. Commentate e fateci sapere se ci siamo persi qualcosa. Buona lettura!

a cura di Davide Tamburlini

I Klaxon – 100celle City Rockers

Ragazzi, che flash! Ricordo come se fosse ieri questo concerto del 2002. Per chi non li conoscesse, I Klaxon sono una delle band più storiche della scena romana: i “CentocelleCity rockers”. Se non sbaglio questa era la presentazione ufficiale al centro sociale La Strada a Garbatella (si, dove è nata la Meloni che vi porterà a capire che anche nei posti migliori può crescere m….). Questa data seguiva quella di spalla agli SkaP al Villaggio Globale (circa 10 mila persone!) per raccogliere fondi per la carovana antifascista dei compagni della Banda Bassotti. Questa era un’occasione più intima, verace e genuina. I Klaxon erano nella loro dimensione più vera: birra, sudore e tanti kids in estasi! Concerto strepitoso, una cappa assurda dentro che uscivi fuori e vedevi le teste sudate fumanti della persone. Proprio in questa data avviene l’incontro con Alice. Una data che per chi c’era (e Zerocalcare c’era) rimase nella storia e per chi non c’era un’occasione che non potranno raccontare ai loro nipoti. In alto i cuori e viva i Klaxon!

I CLASH

Cosa dire che non sia stato già detto e che non risulti terribilmente inutile riguardo i Clash? Esatto! C’è poco da dire, per chi è cresciuto a Roma e vissuto la scena Romana punk i Clash sono il Dio del punk e Zerocalcare lo sa bene. E quando incontri i vecchi punk degli anni ‘80, quelli che ancora non mollano e bazzicano la scena, appena sentono questo nome sta’ sicuro che ti tireranno fuori aneddoti della famosa data di Bologna e di come quello fu un momento di svolta per le loro vite. Come direbbe la Banda Bassotti: partirò per Bologna! 

DEAD KENNEDYS

I Dead Kennedys sono una di quelle band storiche che rientravano nella formazione obbligatoria di noi kids romani della fine degli anni 2000. Zerocalcare omaggia la band di Jello Briafra inserendo la copertina del secondo album della band “Plastic Surgery Disasters”. Inoltre se fate attenzione, sul suo zaino per tutta la serie campeggia la spilletta con il famoso logo DK. E qui voglio aprire una polemica: ho visto davvero migliaia di spillette dei DK sui zaini di mezza Roma ma appena attaccavi bottone e parlavi della band il 99% delle persone ti guardava esterrefatto non capendo di cosa stessi parlando e allora prendevi e svagheggiavi per non fare la figura del nerd punk che davvero vive la scena. Se avessero venduto tanti dischi quante spillette a Roma al finire degli anni 2000 credo che i Dead Kennedys sarebbero stati disco di platino in Italia. 

GLI ULTIMI 

L’amicizia di Michele Rech con gli Ultimi è cosa nota e risaputa e tutti noi ci siamo gustati il video di “Favole” disegnato proprio da lui. Zerocalcare non è tipo che fa marchette (ahò, non tirate fuori la storia del film che poraccio lui non c’entra niente. C’avevano i diritti e lo hanno fatto – e fatto male!). Il mese scorso è uscito l’ultimo disco della band che ritorna alle vecchie sonorità più stradaiole e qui potete trovare la recensione su Punkadeka.it e qui la sintesi delle quattro chiacchiere che ci siamo fatti con loro. Disco dell’anno? Noi un’idea ce la siamo fatta. E voi?

LOCANDINE

Zerocalcare è sempre stato uno che nei primi anni duemila bazzicava la scena Romana. Io so de Roma per cui vi posso assicurare che c’era, d’altronde non è che fossimo migliaia di kids. Dopo un po ‘ le facce che trovavi in giro erano sempre quelle. La prima locandina è di un concerto molto importante che fu’ organizzato dai compagni della Gridalo Forte records, un concerto che voleva essere 100% antifascista. Gli Angelic Upstarts sono amici di lunga data con la Banda Bassotti così come la Brigada Flores Magon (Oi dalla Francia) e Roma per loro è quasi una seconda casa. Il posto era grande (calcolate che nello stesso tendone ci hanno suonato Manu Chao e Beastie Boys per farvi capire!) e avevo paura che neanche tre file di persone sotto al palco ci sarebbero state. Invece con mia grande sorpresa, parcheggiamo la macchina e vediamo che un certo fermento e fomento antifascista era nell’aria. Grandissimo concerto (ammetto a me la Brigada Flores Magon non fa impazzire) e mi ricordo questo dettaglio: il bar quella sera  incasso’ piu che a concerti piu’ grossi con nomi di grido (e.g. SkaP, Afterhours etc). Che dire, i punk hanno molta sete!

La seconda invece è una locandina risalente intorno al 2002 di Roberto Patata, Redskin di SanLorenzo.

L’ODIO – LA HAINE

Ecco questo riferimento non è proprio attinente alla musica punk ma il film decisamente lo è: L’Astio (in italiano fu tradotto L’odio ma Zerocalcare riprende il titolo originale francese La Haine). Interpretazione magistrale di Vincent Cassel (si lui, l’ex marito della Bellucci) che racconta la vita delle banlieue francesi. Fatevi un favore: interrompete tutto quello che state facendo e guardatevelo. Non ve ne pentirete!

H2O

Qui lo ammetto che sono di parte perchè dopo i Sick Of It All gli H2O sono il mio gruppo HC preferito. Ho davvero sballato nel vedere la felpa nella serie per due motivi principali. Il primo, “Faster than the world” e “Nothing to prove” sono due capolavori (se non li avete mai ascoltati recuperate I M M E D I A T A M E N T E). Il secondo, considerando che all’epoca non erano mai venuti a Roma e il loro primo tour ufficiale Italiano fu cancellato (io ero andato fino a Udine per poterli vedere con i Vandals e Less Than Jake!) significa che Secco l’aveva ordinata su Negative. E per chi non ha piu molti capelli o non si ricorda cosa successe a Pasadena nel 1994, per noi ragazzi dell’epoca Negative era il catalogo (ma direi quasi una sorta di Bibbia o Santo Graal) dove potevi ordinare tutto il tuo armamentario punk, dai cd ai poster passando per vinili e gadget che manco ti saresti immaginato. Mi è scesa la lacrimuccia a ricordare quando ci passavamo il catalogo tra i banchi di scuola, ordinavamo e poi mettevamo per mesi i soldi da parte nell’attesa che il pacco arrivasse (e che la taglia non fosse sminchiata tra EU e US). Momento nostalgia.

Generation X – Dancing with myself

Anche noi punk abbiamo un cuore e oltre alla batteria sparata a mille ci piace gustarci una buona melodia. I Generation X sono stati nei primi anni ‘80 una band che iniziò a sperimentare nuovi orizzonti cercando di rendere il punk forse si un pò piu commerciale e orecchiabile ma anche cercando nuove contaminazioni, a volte riuscite e a volte meno. Se vi capita non perdetevi l’occasione di andarvi a vedere live il loro frontman Billy Idol, visto che i grandi della storia del punk ci stanno abbandonando piano piano vi consiglio di affrettarvi. 

Bronksi Beat – Smalltown boy

Se bazzicate le serate anni ‘80 o quelle dark/ new wave, questo è una delle hit che non mancano mai. Si è vero, c’entra poco con il punk ma in quegli anni fare un pezzo con tematiche cosi intime e profonde fu un qualcosa di veramente dirompente per i temi toccati (vivere in periferia, l’omofobia, la chiusura mentale). Che tu sia di Rozzano, Glasgow o Ostia… la periferia è sempre una bella brutta bestia con la quale ti devi confrontare ogni mattina. 

Bene ragazzi, questa è la fine del nostro viaggio semi serio nella serie. Fateci sapere nei commenti se ci siamo persi qualche pezzo. 

… e se siete ancora in presa a male che vi siete già sparati la serie di Zerocalcare e d’ora in poi nulla sarà piu’ come prima perchè vi ritroverete a cercare per ore serie da guardare ma nulla arriva a “Strappare lungo i bordi”? Bene! Cioè male.
Noi di Punkadeka.it per farvela prendere a bene abbiamo creato questa playlist per voi con tutti i riferimenti musicali Punk (si vabbè c’è anche Tiziano Ferro ma ce stava bene, statece!) della serie.
Buon ascolto!

Ps. ah per chi se la fosse persa, qui trovate la chiacchierata che ci siamo fatti con Zerocalcare qualche mese fa.
Buona lettura!

3 comments
  1. Onestamemta non mi é sembrato sta cosona.
    Un bell’Amarcord..Specie per chi é de Roma.
    Ci mancava Totti..Mi sembra abbia giá abbondamente dato in merito nel passato..
    Vabbé,ogni stagione ha il suo mentore ed suoi eroi..
    Volendo essere cattivi,un Pazienza de noiatri,ma senza la stessa resa..
    Comumque al plauso universale non ci si può che inchinare.

  2. Nella palestra popolare di Biella (ahimè, non esiste!) c’è lo striscione “lividi e sudore sono la nostra storia” che rimanda ad “All Reds Rugby Roma”, inno della squadra degli Atarassia Grop. E come già aggiunto in altro commento la locandina di This is England. Ma più in generale le locandine! Chi ha frequentato quel tipo concerti almeno una locandina in casa ce l’ha!

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