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“Visions From The Void”: il nuovo album dei PROTON PACKS visto dalla band, dalla STRIPED MUSIC e dalla MOM’S BASEMENT RECORDS

In occasione dell’uscita di Visions From The Void”, nuovo album dei toscani Proton Packs, abbiamo fatto due chiacchiere con la band, ma prima con Andrea della Striped Music e John della Mom’s Basement Records che ci dicono la loro sull’album tanto atteso della ecto-punk band senese/aretina.

1) Cosa vi ha spinti a pubblicare il nuovo album dei Proton Packs?

Andrea, Striped Music: Il nuovo album dei Proton Packs è veramente il loro migliore ad oggi, e siamo loro amici e fans. Non ne abbiamo neanche discusso in verità, la decisione era già presa mentre ne parlavamo tra di noi per la prima volta.

John, Mom’s Basement Records: Non c’era bisogno di convincerci. I Proton Packs fanno parte della famiglia della nostra etichetta. Sono stati una delle prime band che abbiamo scelto e da allora abbiamo pubblicato diverse uscite con loro, tra cui altri due full length, due 7″ lathe cut, tre split 7″ e due LP Live at Punk Rock Raduno. Ora che lo scrivo, penso che i Proton Packs detengano il record per il maggior numero di uscite per la Mom’s Basement.

Copertina di “Visions From The Void”

2) Cosa vi è piaciuto al primissimo impatto della band toscana?

Andrea, Striped Music: I Proton Packs non sono nuovi su Striped, hanno già collaborato per tantissimi anni con Badman Records, l’etichetta che Pulce ha fondato prima ancora di diventare socio di Andrea in Striped. Oggi semplicemente stiamo “consolidando” il catalogo mettendo direttamente su Striped Records i nuovi album che vanno bene per Striped Records.

John, Mom’s Basement Records: Il mio primo approccio con i Proton Packs è stato con “Space Opera”(secondo album da studio uscito nel 2014, n.d.r.) che, a dire il vero, ho ascoltato alla cieca perché Davide Speciani mi aveva detto che era buono e perché ero (sono) un grande fan di One Chord Wonder. Inizialmente mi ha colpito la musica, ho adorato l’evidente influenza dei Lillingtons, ma ciò che mi ha davvero conquistato è stata la scrittura. Sono un fan dei concept album e mi è bastato un ascolto e ne sono rimasto affascinato.
3) Qual’è secondo voi il segreto dei Proton Packs? la loro melodia? L’originalità dei loro testi?  Cos’altro?

Andrea, Striped Music: I Proton Packs riescono ad essere contemporaneamente nerd e cazzuti. Testi, melodie e atmosfere sono curatissimi ma non perdono mai di vista il divertimento e la grinta

John, Mom’s Basement Records:
Penso che il loro segreto, non proprio top secret, sia la loro bravura come musicisti. I Proton Packs non sono la solita band punk rock. Le canzoni sono incredibilmente ben scritte. I testi sono taglienti e tutti questi ragazzi si completano a vicenda.

4) Quale è il vostro pezzo preferito di “Visions From The Void”? E perché?

Andrea, Striped Music: Difficile trovare un pezzo preferito, hanno tutti delle belle melodie ma “The Tunnel at the end of the light” è forse il preferito, quello che ci è entrato subito in testa. Quello che canti già dopo il primo ascolto, soprattutto la parte vocale di Matt.

John, Mom’s Basement Records: La mia canzone preferita è The Tunnel At The End Of The Light. È la mia preferita perché il pre-ritornello di Brody si sviluppa magnificamente fino al tanto atteso ritorno di Mattia alla voce per il ritornello. In più che è una canzone molto intelligente e ben scritta.

5) Striped Music e Mom’s Basement Recordssono due etichette molto attive, in costante ricerca di novità: quale è l’etica dietro ad ogni vostra scelta? 

Andrea, Striped Music: Onestamente ci piacerebbe essere più sul pezzo con le novità. per fortuna andiamo benino senza doversi troppo preoccupare di correre e vendere a tutti i costi, per cui la regola è sempre quella di lavorare sui progetti che ci interessano ed appassionano.

John, Mom’s Basement Records: Lavoriamo solo con band di cui siamo fan e in cui crediamo, prima di tutto. Cerchiamo di collaborare con band che la pensano come noi e che sono all’altezza degli sforzi che mettiamo in campo come etichetta. Siamo entrambi grandi fan del punk rock e vogliamo restituire qualcosa alla comunità che ci ha dato così tanto nel corso dei decenni.

6) Il 2026 è appena iniziato: cosa dobbiamo aspettarci dalla Striped e dalla Mom’s Basement?

Andrea, Striped Music: Tanti dei gruppi Striped torneranno in studio nel 2026 quindi siamo molto carichi ma non abbiamo ancora sentito la maggior parte della musica che faremo uscire quest’anno.
In ogni caso abbiamo già tanto da fare, vedi i concerti degli Screeching Weasel a Maggio (Italia inclusa) e, come sempre, l’organizzazione del Punk Rock Raduno (che non è una passeggiata)!

John, Mom’s Basement Records: Abbiamo un sacco di uscite in programma per il 2026! Potete aspettarvi album completi di Proton Packs, Eep-Oop, Egghead, The Jasons, Hoaxxers, Beatnik Termites, The Young Hasselhoffs e molti altri. Stiamo anche organizzando la sesta edizione annuale del Mom’s Basement Fest, che si terrà a Youngstown, Ohio.

Ed eccoci ai diretti interessati ovvero i Proton Packs.
1) “Visions From The Void” è il vostro quinto album da studio: cosa vi piace di più di questo lavoro?
E’ sicuramente l’album sul quale abbiamo speso più tempo sia in fase di scrittura che di registrazione. Durante la pre-produzione abbiamo scartato tantissimi pezzi, in modo da tenere solo quelli veramente meritevoli di finire sul disco. Questa è per certo una cosa di cui siamo tutti orgogliosi, cioè il fatto di avere un processo di auto critica molto diretto all’interno della band. Non ci interessano né l’ego né le preferenze personali: l’unica cosa che vogliamo è scrivere e registrare canzoni al meglio delle nostre possibilità.2) Vi definite una band “Ecto-Punk”: provate a spiegarne il significato ai lettori meno nerd del sottoscritto.
La definizione Ecto-Punk viene dai primissimi tempi della band (ormai si parla di più di 20 anni fa…). L’idea era rendere in un’unica espressione lo spirito del gruppo, sia a livello musicale che di tematiche affrontate nei testi (fantascienza, occulto, animali grossi ecc…).3) Il vostro sound, ispirato a quello del più canonico dei punk rock, aggiunge melodie cupe e quasi misteriose a una base in 4/4 e downstroke: quali sono le vostre principali influenze?
Il gruppo di riferimento, soprattutto ai nostri esordi, erano sicuramente i Lillingtons, nonché Ramones e Misfits come band storiche. Attualmente come band non abbiamo vere e proprie ispirazioni particolari perché, com’è naturale, il nostro songwriting è mutato in maniera organica in base agli ascolti personali di noi quattro, all’evoluzione naturale della band e del nostro modo di suonare ecc. Sicuramente alcuni gruppi che apprezziamo molto nel panorama punk rock attuale sono Mugwumps, Mean Jeans e Alkaline Trio, nonché tantissimi altri gruppi più di nicchia come Red Dons, Kuken, Chain Cult, Home Front…

4) Tornando a “Visions From The Void”, quale è la vostra canzone preferita del nuovo album? E perché?
Ne possiamo citare due… una è sicuramente il singolo Corrupted File. È la prima canzone che abbiamo scritto per l’album e quella su cui abbiamo impostato il tono e il mood di tutto il disco. Un altro pezzo di cui siamo molto contenti è I did’t get the memo. Come da tradizione da “Conspiracy ‘66” in poi, chiediamo sempre a un ospite di cantare uno dei brani dell’album. In questo caso si tratta niente di meno che di Skottie Lobotomy, vocalist canadese di band che apprezziamo molto come Creeps, Visitors, Crusades e Black Tower. Avevamo la sensazione che quel pezzo potesse essere nelle sue corde e in effetti non ci sbagliavamo. Quando ci ha rispedito la canzone con la sua traccia di voce siamo rimasti a bocca aperta. Ha fatto un lavoro egregio e ha innalzato la canzone a un altro livello. È stato un onore per noi collaborare con un artista di questo calibro. Prendiamo spunto anche per ringraziare gli altri due cantanti che abbiamo coinvolto per i dischi precedenti: Jimmy Vapid (“Real Identity”) e Chris Mugwump (“Three holes in my head”).

5) I Proto Packs vengono da una regione abbastanza attiva sul fronte punk rock: quali sono, secondo voi, i punti di forza della Toscana nel mondo del punk?
La Toscana è sempre stata una regione molto attiva nel mondo del punk rock, basti pensare alle band che orbitavano attorno al Granducato Hardcore e che hanno contribuito a scrivere la storia del punk rock in Italia.  Anche in tempi più recenti, sono state tante le tante che negli anni si sono avvicendate e hanno dato dato lustro alla nostra piccola scena… pensiamo ai nostri amici Highschool Dropouts, a veterani come i Chromosomes e Latte+, ma anche a realtà più giovani che via via spuntano nel nostro territorio come i Fins e tanti altri. Poi sono sicuramente da citare i vari festival che da qualche anno si stanno affermando: oltre al Lobotomy Fest organizzato da noi a Siena c’è il Festival di Margini a Grosseto e lo Psychohill ad Arezzo. Mica male! E sicuramente ce ne sono tanti altri che non abbiamo citato!

6) Cosa porterà con sé il vostro 2026?
Il nostro 2026 sarà dedicato totalmente alla promozione del nuovo album in uscita a Febbraio per Mom’s Basement records e Striped. Abbiamo già in programma diverse date in Italia e in Europa. Anzi, prendiamo l’occasione per fare un piccolo appello: se qualcuno ci vuol far suonare nel proprio locale/festival/scantinato/lavanderia a gettoni, che si faccia avanti e ci contatti! Come dicevano gli Spits: let us play your party!

Il nuovo disco dei Proton Packs è in uscita sulle piattaforme digitali il 27 febbraio. Le versioni fisiche (LP e CD) saranno curate da Mom’s Basement Records negli USA e da Striped Records in Europa.

https://protonpacks.bandcamp.com/

Qui i primi 3 singoli pubblicati:

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