PUNKADEKA FESTIVAL 25th Anniversary

Voiceless fuori con il disco d’esordio The Biggest Chance

I Voiceless sono una band che nasce tra Chieti e Pescara nel 2020 con un intento ben preciso; prendere la Hellcat dei primi gloriosi periodi, i Rancid più truci, una fettina di Social Ditortion, mischiarli a dovere con la genziana per cacciare fuori un sound, che se fosse stato proposto ai mericani del periodo, oggi li vedevamo in giro con i suddetti gruppi a scialarsi. Ma siamo in Italia, nel 2024 e con qualche spiccio in meno per la promozione e i tour. A maggior ragione quindi la cricca Abruzzese non deve mancare dai vostri ascolti, soprattutto oggi che i quattro di Berkeley stanno proponendo il loro EP d’esordio. Stringendo gli occhi e scordandosi di un po’ di cose (ripeto che siamo in IT) i Voiceless con le loro note ci portano proprio in quei territori fatti di dischi che uscivano per necessità, per urlare quanto non non ci si adattava agli schemi imposti, a quel rapporto disco/singolo/video/belle facce e bei vestiti. Periodi in cui avere la maglietta dei Bad Religion era una chiara dichiarazione di intenti, in cui pogare era necessario fin dalla prima nota di un live, periodi in cui il punk era ancora collegato a filo diretto con le proprie origini, giorni in cui se non potevi spendere soldi in un vinile ti facevi la cassetta e i demo delle band contavano qualcosa. Qui c’è tutto, davvero! Potenza, raucedine, carattere e tanta voglia di non arrendersi alle mode, ma solo a ciò che questi ragazzi reputano fondamentale per loro. Non tutti i complimenti però vengono per stendere tappeti rossi, sono sicuro che la banda vada “testata dal vivo” non c’è dubbio, ma nonostante ciò io, dal basso della mio “saputellismo”, per il futuro mi sento di suggerire ai picciotti un innesto di personalità maggiore nella proposta sonora e magari di concentrarsi un po’ di più nella creazione delle canzoni, puntando meno alla quantità a favore dell’ispirazione, così da incrementare e non diluire le molte buone idee distribuite tra le songs di questo disco. Di dubbi non ce ne sono che si tratti di un ottimo album d’esordio ma, questa è una sfida, aspetto i Voiceless a breve con un pugno (in faccia) di inni che sveleranno la loro natura di rockers sporchi, sudati con tanta classe da vendere.

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