Siccome sono uno scassacoglioni ho chiesto ai WHOSNEXT di farmi un tour diary della loro esperienza, leggetelo, e speriamo di rivederli presto da queste parti!
Esperienze di una band hardcore punk tedesca in Italia
Diario di viaggio del tour dei Whos Next – Aprile 2026 raccontato da Nobbe, chitarrista della band.
Dopo aver già suonato due concerti in Italia alla fine del 2024 e dopo l’esperienza sul palco della crociera “Punk on Sea” nel porto di Civitavecchia alla fine del 2025, Gazza, il nostro bassista italiano, si è posto l’obiettivo di organizzare un tour di dieci giorni fino a Roma e ritorno per gli Whos Next.
Per una piccola band underground tedesca non era certo un’impresa semplice. Ma grazie all’aiuto di GAZ Tourbooking e al supporto di tanti contatti italiani siamo riusciti a mettere insieme l’intera tournée.
Giovedì, 2 aprile 2026 – Innsbruck
Finalmente il tour comincia. Ci incontriamo la mattina nella sala prove a Norimberga: i quattro membri degli Whos Next e il nostro merchandiser/fotografo/drumtech Chris. Carichiamo backline, strumenti e bagagli nel van e partiamo verso Innsbruck, la prima tappa sulla strada per l’Italia.
Il “Prometheus” è un minuscolo club sotterraneo nel centro di Innsbruck, proprio accanto al famoso Tettuccio d’Oro. Purtroppo si trova in una zona pedonale senza parcheggi, quindi siamo costretti a trasportare tutta l’attrezzatura sul pavé, schivando gruppi di turisti fino all’ingresso del locale. Dentro troviamo due casse voce, ma niente vero mixer, né microfoni o aste. Per un locale che ospita concerti live sembra piuttosto surreale. Alla fine siamo costretti a rinunciare quasi completamente ai cori.
Nonostante tutto, il concerto va bene: il locale è pieno e le reazioni sono positive. Dopo il live riportiamo tutta l’attrezzatura in strada e, per velocizzare il carico, guido direttamente il van nella stretta zona pedonale fino davanti al club. Riusciamo a evitare multe e concludiamo la prima notte del tour nell’hotel più economico di Innsbruck.
Costa esattamente quanto il cachet della serata.
Venerdì, 3 aprile 2026 – Piumazzo
Dopo una colazione veloce attraversiamo il Brennero e, con il sole che diventa sempre più caldo chilometro dopo chilometro, passiamo dal Lago di Garda, Verona, Mantova e Modena fino ad arrivare a Piumazzo. Avendo già suonato al Pub La Grotta, conosciamo bene il posto e ci prepariamo alla serata con qualche birra fresca bevuta al sole. Primo utilizzo della crema solare del tour: yeah!
Per una band tedesca è curioso vedere quanti concerti punk e underground in Italia siano gratuiti. Anche stasera si esibiscono tre band — gli Shardones, gli e i Malloy — senza alcun biglietto
d’ingresso. In Germania sarebbe difficile immaginarlo. Da noi si dice spesso: “Se qualcosa non costa nulla, non vale nulla”. Eppure l’energia e il supporto del pubblico sembrano raccontare altro.
Dopo il concerto utilizziamo per la prima volta materassini e sacchi a pelo: dormiamo nel seminterrato del locale, direttamente sul pavimento dove poche ore prima c’era il pubblico del live.
Purtroppo sopra, nel pub, si continua a parlare a volume decisamente italiano fino all’alba, quindi la notte è breve, sporca e scomoda. Ma questo è puro punk rock!
Sabato, 4 aprile 2026 – Fano
Dato che al La Grotta non ci sono docce, il veterano del tour ricorre alle salviette umidificate per l’igiene mattutina. Dopo una veloce “lavata da gatto” e una colazione al bar di fronte, partiamo direzione Blood To Blood Fest presso l’Officina Amaranta, dove siamo attesi già alle 14 per il check sound.
Facciamo il check-in in un hotel inaspettatamente elegante: una ex tenuta trasformata in una struttura di alto livello. Ci godiamo finalmente un letto vero, un power nap e poi andiamo in spiaggia per la classica foto “band tedesca sull’Adriatico”.
Il Blood To Blood Fest è ben organizzato. Anche se ci sono soprattutto band metal, troviamo comunque il nostro spazio e ci divertiamo insieme al pubblico.
Ottima atmosfera, buona pasta come catering e band interessanti.
Dopo il concerto torniamo presto in hotel: il giorno dopo sarà lungo.
Domenica di Pasqua, 5 aprile 2026 – Roma
Dopo una doccia e una colazione fantastica partiamo per Roma. Il viaggio è reso piacevole dai paesaggi delle Marche e dell’Umbria.
Dopo vari caffè arriviamo nel nostro appartamento e poi ci dirigiamo verso il luogo del concerto, in un centro culturale chiamato “Casale Alba Due”. Le band della serata — I Germi, Underball, Bazooka e La Croce — sono tutte realtà ben conosciute e rispettate della scena romana.
Suoniamo penultimi. Il concerto va bene, ma il pubblico romano sembra meno coinvolto rispetto alle date precedenti. Il nostro cantante fa una battuta mal interpretata e qualcuno ci scambia
addirittura per una band di destra (!), cosa totalmente lontana dalla realtà.
Inoltre vendiamo pochissimo merchandising. In Germania quasi tutti comprano o indossano magliette delle band ai concerti, qui molto meno.
Questo inizia a pesare sulle finanze del tour, già colpite dai costi di carburante e pedaggi. Capisci presto che il tour sarà in perdita, ma suonare in Italia vale comunque tutto.
Lunedì, 6 aprile 2026 – Pontedera
Dopo una notte breve e un sonno quasi inesistente ripartiamo presto. Facciamo colazione in un autogrill e attraversiamo la Toscana ancora mezzi addormentati.
Arrivati al Botteghino troviamo una situazione particolare: è Pasquetta e il posto è pieno di gente, una specie di festa familiare tra cibo, bevute e caos organizzato. Mangiamo e beviamo con tutti, poi lo spazio si trasforma lentamente in un palco per la matinée.
Le band della giornata, i Causa e gli Orrendo Subotnik, aprono il pomeriggio prima di noi. Suoniamo all’aperto e l’atmosfera è incredibile. Il pubblico è dentro la situazione: balla, sale sul palco, spinge tutto a un livello di energia che non ti aspetti. È uno di quei concerti che ti ricordi subito dopo aver finito di suonare.
La notte però ci riporta alla realtà del tour. Dormiamo nella sala prove di una band locale: niente bagno, niente acqua corrente. Ancora una volta salviette umidificate e la solita attesa del
primo bar aperto la mattina dopo.
Martedì, 7 aprile 2026 – Modena
Cerchiamo continuamente il diesel più economico, ma spesso i prezzi non sono aggiornati o il carburante è già finito.
Lo “Stella Nera” è un posto davvero estremo: un centro autogestito, con palco improvvisato e luci soffuse di fortuna. Un ambiente grezzo ma perfettamente coerente con lo spirito punk della
serata. Suoniamo con i Madcowsins in una situazione molto intima. È martedì e il pubblico è pochissimo. Ci si chiede inevitabilmente se abbia più senso suonare comunque o prendersi un giorno di pausa, ma alla fine si va sempre sul palco.
Mercoledì, 8 aprile 2026 – San Donà di Piave
Colazione con cornetti farciti a volontà. Lo show, inizialmente previsto al Grindhouse di Padova, è stato spostato a San Donà di Piave già da settimane a causa di problemi tecnici. Non è un
cambio dell’ultimo minuto, ma la giornata arriva comunque con tutta la tensione accumulata dal ritmo frenetico del tour.
La tensione cresce, così decidiamo di staccare per qualche ora e fare una deviazione a Chioggia. Sole, acqua, spritz e un pranzo lento sul porto: per un momento il tour sembra quasi fermarsi. Gelato finale e si riparte. Il concerto si tiene al Garage Club. È mercoledì, ma il locale è pieno e la risposta del pubblico giovane è molto forte. L’atmosfera è giusta fin da subito.
Suoniamo con gli Unfriends, al loro primo concerto, in una serata che si trasforma in qualcosa di molto più grande di quanto ci si aspettasse.
Dopo lo show dormiamo da un amico, ma per pochissimo. La stanchezza ormai non è più solo mentale: si sente addosso, in ogni movimento.
Giovedì, 9 aprile 2026 – Cremona
A casa di Mimmo veniamo accolti con un pranzo incredibile cucinato da sua madre, accompagnato da molto vino. Mimmo, di Balera Punk, è un fratello conosciuto al Punk on Sea dello scorso anno ed è stato fin da subito amore a prima vista: una di quelle amicizie nate in fretta ma rimaste subito solide.
Le band di supporto della serata sono gli Infected da Piacenza e i Collisione da Bergamo. La location è grande, pensata per eventi importanti, e il contrasto con la serata è evidente: non c’è molta gente, ma c’è chi si fa sentire. Due fan, in particolare, fanno comunque due ore di viaggio per essere lì.
Suoniamo comunque il nostro set, e per quei pochi presenti facciamo esattamente quello che siamo venuti a fare: il nostro spettacolo.
Dopo il concerto la serata continua in modo semplice, tra chiacchiere e bicchieri. Il tour va avanti, ma per qualche ora tutto sembra più leggero.
Venerdì, 10 aprile 2026 – Torino
Lasciamo Cremona diretti verso Torino per quello che sarà uno degli appuntamenti più particolari dell’intero tour: un secret show ai Docks Dora.
Finalmente riusciamo anche a dormire un po’. Dopo giorni di sonno spezzato, van e sveglie improbabili, qualche ora di riposo vero sembra quasi un lusso.
La serata viene organizzata in forma riservata, una soluzione resa necessaria dalla sempre minore presenza di spazi indipendenti dove poter organizzare live punk e underground.
Lo show è organizzato dagli Scheletri, band molto conosciuta nell’ambiente torinese grazie al loro punk rock cantato in italiano.
L’atmosfera è incredibile fin dall’inizio: ottimo pubblico, gente coinvolta e una sensazione generale che ci fa capire subito di essere dentro una di quelle serate che rimangono addosso. Per tutti noi diventa facilmente uno dei momenti migliori dell’intero tour.
Dopo il concerto veniamo ospitati dal batterista degli Scheletri in un appartamento accogliente. Per una notte il tour sembra quasi normale.
Sabato, 11 aprile 2026 – Milano
Lasciamo Torino diretti verso Milano con una sensazione strana addosso. Il concerto, inizialmente previsto al KPN Skatepark di Opera, viene spostato pochi giorni prima a causa di problemi burocratici. Già durante il viaggio iniziamo a percepire una certa confusione nell’organizzazione della serata.
Una volta arrivati la situazione appare complicata: poca comunicazione tra band e promoter, orari poco chiari e diversi aspetti logistici non considerati, compresi i tempi dei live delle varie band. In cartellone ci sono Collisione, Indieass, Collasso nella Manica e Mad Pain. Anche sul piano dell’ospitalità la situazione è molto precaria. Non è previsto un vero supporto per le band, nemmeno per quella ospite: solo una consumazione a testa e poco altro. A quel punto iniziamo seriamente a discutere se abbia senso salire sul palco oppure no.
Il problema non è fare soldi — chi suona punk lo sa bene — ma sentirsi almeno rispettati nelle condizioni minime necessarie per affrontare un tour. Dopo averne parlato tra noi prendiamo una
decisione difficile: annulliamo la nostra esibizione poco prima di salire sul palco.
Ci dispiace soprattutto per le persone venute a vederci e per le altre band della serata. Promettiamo però a tutti che torneremo presto a suonare a Milano, ma nelle condizioni giuste.
Domenica, 12 aprile 2026 – Norimberga
Torniamo a Norimberga stanchi, svuotati, ma con la sensazione di aver vissuto qualcosa di importante.
Il tour è stato duro, spesso caotico e a tratti fisicamente pesante, ma incredibilmente istruttivo. In dieci giorni abbiamo attraversato l’Italia, condiviso palchi, pavimenti, pasti, chilometri e birre con un numero enorme di persone che fino a poco tempo prima erano soltanto nomi o contatti sui social.
Nonostante il concerto saltato dell’ultima sera, il bilancio resta assolutamente positivo. Abbiamo conosciuto band, realtà autogestite, promoter, amici e modi diversi di vivere la scena punk e hardcore. La sensazione è che l’hardcore in Italia stia crescendo davvero, alimentato soprattutto dalla passione e dall’impegno delle persone che continuano a tenere viva questa scena nonostante tutte le difficoltà.




















Grandissimo diario di bordo, fa capire tutte le difficoltà (e qualche gioia) dell’affrontare un tour vero e proprio. Vorrei leggere più pezzi così!