Quattro chiacchiere con STAY STRONG FESTIVAL

Ciao ragazzi e benvenuti su Punkadeka, iniziamo con le presentazioni:
Chi c’è dietro allo Stay Strong Festival e come è nato, raccontateci tutto quello che c’è da sapere.


LucaGà: Stay Strong festival Nasce in tempo di quarantena da una idea che mi è venuta mentre cercavo di sopravvivere al lockdown a Cosenza ( anche se sembrava di essere a Sarajevo nel ’92 ) . Da uno slogan lanciato con dei piccoli video ( ‘chi vi mangiati oj ?’ TRAD.: Oggi cosa mangiate? ), che volevano essere da incitamento a superare quel momento difficile, è partito tutto.
Da questa spinta iniziale mi è tornata viva la consapevolezza che restare uniti può essere l unico modo per resistere anche nella dimensione della lontananza fisica. Da qui prende forma l idea vera e propria del festival. Ossia quella di tornare a fare rete riprendendo in mano contatti e relazioni creati negli anni in cui abbiamo girato l Italia in furgone portando la nostra musica ovunque ci fosse una presa di corrente. Insieme a Andrù Venneri, che ha sposato subito la causa, abbiamo iniziato a sentire e mettere in contatto,con delle call di gruppo, tutte le persone a cui l idea interessava. Dal nord alle isole si è tracciata una mappa delle città aderenti al progetto. All inizio doveva essere solo un festival musicale ma col tempo il racconto che è venuto fuori in qst mesi ci ha fatto riflettere su come fosse fondamentale coinvolgere tutte le realtà in maniera più eterogenea, rispettando peculiarità e differenze di ognuno, senza imporre un format schematico ( la diversità è la nostra forza ), quindi non solo musica ma arte a 360 gradi. Per ribadire l idea di unione abbiamo deciso di svolgere la giornata dell’evento contemporaneamente lo stesso giorno in tutta Italia. Sarà la prima volta al mondo che un evento avrà questa modalità. Per rendere tangibile questo momento di unione saremo connessi via streaming attraverso una piattaforma ( work in progress ) che  permetterà di seguire l evento in diretta. Un giorno, tante voci, una nuova coralità per molteplici attori di un unico grande palcoscenico.

Andrù: Quando Luca mi ha parlato la prima volta di SSF ho capito subito che nella sua risolutezza c’era già qualcosa di compiuto. La forma prima della sostanza o meglio una sostanza magica dentro una forma unica che ho sentito subito familiare. L’idea di tornare a fare le cose che ti fanno vibrare ti fanno sentire vivo, ti rendono forte e quello che sei. Oltre ad essere stato il mio salvacondotto, per me è stato un modo per riflettere su tanti problemi che qst emergenza ha soltanto portato a galla, laddove non si erano già palesati. Parlo della questione ambientale, della crisi e della precarietà lavorativa, della stessa gestione della sanità pubblica con le sue storture…per questo vogliamo offrire una possibilità in più, usando SSF come pretesto, per dare visibilità a chi vuole mettersi in gioco. Come abbiamo detto in altra sede, SSF vuole essere un contenitore di idee e un modo per creare opportunità. Siamo già al lavoro da 6 mesi e siamo proiettati verso l’ anno nuovo con una serie di attività collaterali che ci traghetteranno verso il festival vero e proprio.

Qualcosa anzi molto è già stato fatto, mi riferisco ad “aspettando lo Stay Strong Festival”, com’è andata? C’è stata una buona risposta?

Andrù : ‘Aspettando Stay Strong Festival’ è stato un test veramente decisivo e ci ha dato la spinta giusta per continuare a lavorare insieme. Inoltre un banco di prova per testare cosa vuol dire avere degli accessi contingentati, controllo della temperatura, e altre menate che siamo obbligati a rispettare in questo momento. Abbiamo fatto sold out in un contesto ovviamente in cui i posti a disposizione erano limitati, questo è un successo ma lo è stato ancora di più vedere all evento un pubblico molto eterogeneo, a riprova del fatto che usare diversi linguaggi ( teatro, fotografia, musica ) è una forza che ci permette di creare connessioni uniche, che poi è quello che io fattivamente faccio per SSF, faccio incontrare le persone.

LucaGà :Parlando di aspettando…riproporremo la formula allo Scumm di Pescara e all Ex Caserma di Livorno, il 30 e 31 ottobre. Lanceremo sempre ad ottobre una trasmissione radio che si chiamerà ‘discover stay strong’ in cui intervisteremo i referenti delle antenne sparse per l Italia, ricordo che al momento abbiamo avuto adesioni da 17 città e ci aspettiamo che il numero cresca ovviamente. Andrà in onda su radio ciroma, radio indipendente cosentina, media partner dell evento.

Organizzare un evento con quello che sta succedendo per molti è un azzardo, come vi state muovendo? Parlo ovviamente dell’emergenza Covid e di quelli che diranno “si facciamolo” contro quelli che diranno “no, è una cazzata”.

Andrù :Ovviamente siamo per il ‘si facciamolo’. Confidando nel buon senso delle persone e rispettando alcune semplici regole. Questa è la risposta istituzionale. È un momento storico unico e ci mette di fronte a delle possibilità anch’esse sperimentabili ossia, solo ieri non ci saremmo mai pensati di parlare di sostenibilità dei festivals, di coinvolgere psicologi attraverso dei panel, per parlare insieme di come quello che è successo e continua a succedere cambia la ns percezione del mondo, etc….C’è bisogno di una nuova attenzione…Di non dare nulla per scontato, ribadire dei concetti, anche politici, con forza. Quel ‘si, facciamolo’ per me vuol dire anche pensare che fra qualche anno ci saranno i nostri figli e nipoti ad organizzare e a lavorare per SSF, lasciando un segno positivo e dando continuità  storica a quello in cui crediamo.

Domanda del cazzo che faccio sempre, in particolar modo a chi organizza concerti: Situazione Scena in Italia? Come siamo messi secondo voi?

LucaGà :Più che una domanda scema, è una domanda a cui è molto difficile rispondere. La scena esiste sicuramente, è cambiata, sono cambiati gli scenari, siamo cambiati un po tutti. In Italia concerti se ne fanno, parecchi posti continuano a resistere ed a restare delle “isole felici”. Bisogna stare al passo con i tempi, Internet ci ha dato tanto, ma contestualmente ci ha levato molto, ci ha dato la fruibilità di quasi tutto in maniera molto, troppo facile. Quando la curiosità manca, cambia l’approccio un po alle cose. Riprendiamoci i nostri spazi, la nostra musica e tutto quello che ci sta dietro!

Andrù : ma che domanda fai??? La scena siamo noi (cit.)

Ringraziamo sti ragazzi che dello Stya Strong Festival, che sono vera linfa vitale per la Scena, e vi invito a seguire gli sviluppi di questo Festival, perché ne vedremo delle belle!

STAY STRONG FESTIVAL on FB

Fotografie di Cecilia Vaccari gentilmente prese da L’INDYGESTO

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