SLAIVER: Why Brothers?

SLAIVER: Why Brothers?
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SLAIVER: Why Brothers?

Iniziamo con le presentazioni, gli Slaiver sono una Metal/Hc band piemontese, delle parti di Cuneo, conosciuti per aver partecipato nel 2006 all’ AREZZO WAVE BAND e aver vinto nella regione Piemonte o per aver suonato di supporto ai Converge, sbalordendo il pubblico.

Per non essere riduttivi dobbiamo dire che la band è in attività dal lontano 1994, da dei ragazzi amanti dell’Hard Rock e di belle speranze.
Avevo sentito il loro precedente “L’indifferenza di me verso le cose” e non mi era affatto piaciuto, mi pareva un mix di NewMetal e Crossover, con questo album c’è stato una notevole sterzata verso altre sonorità. Iniziamo a parlare dell’album.

Mcd prodotto dalla torinese Complotto Autoproduzioni e dall’americana Forward Recordds, 5 canzoni per più di 20 minuti di musica, grafica fresca, con quel fucsia che spara una vivacità per gli occhi e quel booklet adorabile con il caro vecchio stile taglia incolla ammodernizzato nell’era della tecnologia.
Le canzoni sono un qualcosa di indescrivibile, un mix di post hc con varie sterzate verso il metal, un album che non ti aspetti, canzone dopo canzone, suoni non prevedibili, idee fresche di giornata e atmosfere da applausi per l’udito. Devo però dire che questo tipo di musica a me non piace, mi stufa presto, preferisco altra musica, che comunichi più sui contenuti che non sulla forma. Ma se cercate qualcosa di nuovo, di ben suonato e amate il post hc credo avrete già questa chicca a casa.

Finirei la recensione con una loro citazione:
“Chiamateci Slaiver, organizziamo rumore e numeri, mettiamo insieme tutto, siamo alfieri del delirio, del caos e della confusione. Nessuna promessa. Dal cappello non esce niente.”
Voto: 3/5 case


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