STRUNG OUT: Live in a Dive

STRUNG OUT: Live in a Dive
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STRUNG OUT: Live in a Dive

So di cadere in disgrazia presso molti di voi ogni volta che lo dico, ma a me gli Strung Out han sempre detto poco. Per carità, una batteria così non si trova tutti i giorni, e la voce di Jason mi piace pure, ma non ho mai trovato l’hardcore melodico di questi cinque ragazzi granchè stimolante. E dopo questa doverosa premessa non posso che esprimere giudizi positivi su questo quarto volume della serie “Live in a Dive”, che vede per l’appunto protagonista la band californiana. Perché? Beh, perché per la prima voltanon trovo noioso ascoltare un intero disco degli Strung Out, perché qui dentro ci sono contenuti brani -presumibilmente i migliori, almeno per il gruppo- che coprono l’intera carriera dei nostri, da “Population Control” fino a pezzi dell’ultimo “An American Paradox”, il tutto in una versione live che rende giustizia alle capacità tecniche, ben oltre la media, deicinque. Se poi ci aggiungiamo che la qualità sonora è in linea con iprecedenti “episodi” della serie, e cioè da “state of the art”, e che il libretto -carino, niente più- è stato pensato e realizzato dallo stesso Jason Cruz arriviamo alla conclusione che se gli Strung Out vi piacciono èil caso che facciate vostro anche questo live in a Dive, anche perché è l’unico modo per godervi la cover di “Bark at the Moon”, se invece del gruppo in questione non avete niente potrebbe essere un buon inizio; nonmale per uno che non li adora, no?


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