IO (BESTIA): l’intervista esclusiva per Punkadeka!

IO (BESTIA): l’intervista esclusiva per Punkadeka!

In collaborazione con Gab De La Vega ed Epidemic Records, pubblichiamo in esclusiva per Punkadeka l’intervista alla band hc punk bresciana IO (Bestia)!
La band si lascia alle spalle il 2020, ma non senza infliggere una stilettata al cuore di questo anno maledetto, con l’album di debutto “Antropocene”, una raccolta di 13 brani affilati come la lama di un rasoio. Ecco l’intervista con Umberto, il chitarrista del gruppo.

Gli Io (Bestia) nascono dalle esperienze di almeno due band distinte, con background diversi. Come avete trovato il terreno comune sul quale costruire le vostre sonorità?

Le nostre esperienze precedenti a IO (Bestia) sono frutto di ciò che volevamo fare al tempo, quando le cose finiscono è perché c’è bisogno di cambiamento. Essendo amici e condividendo la stessa sala prove, quando ci siamo trovati avevamo voglia di estrarre la rabbia da tutto quello che avevamo fatto fino ad allora e trasformarla. Nulla è stato deciso a tavolino, tutto è avvenuto come una cosa naturale, quasi ovvia.

Quali sono le vostre band di riferimento nel vostro genere, attuali e non? E ci sono gruppi di generi completamente diversi che ritenete importanti per la vostra produzione musicale?
E tornando a parlare di gruppi punk e hardcore, quali sono i vostri preferiti in Italia al momento?

A tutti noi piacciono gli anni 90 e siamo cresciuti con quelle band che hanno fatto grande quel decennio, da gruppi punk hardcore come S.O.I.A, Rancid, Madball a band come NIRVANA, Alice in Chains, Melvins e tutto il filone grunge. Siamo figli di quegli anni, anni che ci hanno condizionato profondamente, e non parliamo solo a livello musicale.
Per quanto riguarda la scena punk hc italiana abbiamo sempre apprezzato tantissimo (ma fess fess) gruppi come gli Attrito e Skruigners, soprattutto per i testi e le sonorità scevre da fronzoli. Purtroppo come sappiamo entrambe le band non sono più in attività, per citare una band in attività possiamo dire i Sangue, dalla Sardegna con tanta rabbia in corpo! 

“Antropocene” è un album composto da tante tracce, ma si presenta come un album compatto. Quanto è stato difficile scriverlo? Avete avuto particolari difficoltà? Cosa invece è scaturito con spontaneità nelle fasi compositive?

“Antropocene” è nato come nascono tutti gli altri pezzi, in generale ogni brano subisce varie modifiche prima di registrarlo, particolari difficoltà non ci sono state, forse qualche brano ci ha fatto dannare più di altri ma perché non scorreva come avremmo voluto.

I testi di questo disco (e i vostri in generale) sono incisivi, diretti, spesso disillusi, senza per forza voler essere negativi. Come nascono i testi degli Io (Bestia)? Ci sono canzoni nelle quali non vi rivedete più?

Solitamente le prime bozze di testo vengono buttate giù in sala prove da Eddy, il nostro cantante che improvvisa durante l’esecuzione della strumentale. Da questa improvvisazione si inizia a delineare la linea vocale; una volta registrati i provini con calma viene sviluppato il testo. Come dici tu sono testi rabbiosi ma mai negativi, c’è sempre speranza di cambiamento nei nostri pezzi e l’essere umano è il fulcro.

Qual è il concerto che più vi è rimasto impresso tra quelli fatti in questi anni?

Uno dei concerti più belli è stato il live alla Festa di Radio Onda D’urto, aprivamo ai Raw Power e Terror (!!!) nella nostra Brescia, era il 2017. Siamo cresciuti con la Festa della Radio, aver la possibilità di suonarci è stato davvero molto emozionante. (P.S. Ci tenevamo così tanto che 45 minuti prima di salire sul palco ci siamo imposti lo stop con l’alcool ahahahah non è mai più successo una cosa del genere)!

Il 2020 ha penalizzato tutti nel mondo della musica ed è stato un anno da dimenticare sotto molti aspetti. Però è anche l’anno dell’uscita del vostro album. Ci sono altre cose positive che riuscite a trovare in questo anno come band…o anche a livello personale?

A dire la verità avremmo voluto far uscire “Antropocene” in un periodo migliore, in modo da poterlo presentare live come avevamo già programmato nei primi mesi del 2020, purtroppo il lockdown ha condizionato tutti, perché oltre a non poter suonare e vedere la disastrosa deriva del settore cultura/concerti molti di noi hanno dovuto fare i conti con la cassa integrazione, e che tutt’oggi sono ancora alle prese. Ora la speranza è di vedere crescere man mano il settore degli spettacoli, in modo da ritrovare quella normalità  che tutti desideriamo.

Cosa vi appassiona oltre alla musica? Avete trovato nuovi modi di sfogare la vostra vena creativa in questo periodo di stop forzato?

A me personalmente interessa molto l’arte in genere, dalla street art a l’arte figurativa cristiana del 1300, dall’illustrazione alla fotografia, diciamo che adoro le forme di comunicazione non verbale. Durante il lockdown mi sono dato ai pennarelli UNIPOSCA, disegno compulsivo e musica a cannone! Fausto, il bassista, oltre a piazzare un bel trasloco tra un lockdown e l’altro si è destreggiato con Ableton intrippandosi su sound electro dark, Emi (batteria) invece si è dato alla ristrutturazione e alla creazione (per i più golosi), di una bella postazione barbecue. In ultimo Eddy, il nostro cantante, il neo padre del gruppo, oltre a buttar giù pezzi per un altro suo progetto (Aymara) si è dilettato a fare il babbo per la bellissima Irene. 

Dove vi porterà il 2021? Dove vi piacerebbe suonare in futuro?

Eh fare pronostici, non vorrei portasse sfiga! Ma come dicevo prima abbiamo bisogno di un rientro alla normalità, come tutti del resto, vogliamo poter suonare, viaggiare, andare nei musei, abbracciare gli amici senza rischiare nulla…dove ci piacerebbe suonare? Ora come ora pensare ad un posto preciso è molto difficile, molte realtà hanno abbassato le serrande e altre serrande verranno abbassate se non si aiutano concretamente i locali che propongono musica live, questo è una sconfitta per tutti noi. 

A voi lo spazio per i saluti e per dire qualcosa a chi vi sta leggendo!

Innanzitutto grazie mille a voi, che siete una delle realtà più longeve e importanti della scena punk hardcore italiana, volevamo ringraziare chi ha collaborato con noi per l’uscita di “Antropocene”, in ordine sparso Roberto Belloni per la fotografia, Laura Monteverdi per il lavoro grafico e Gab de la Vega con Epidemic Records per l’ufficio stampa. Grazie mille a tutti per l’attenzione e stringiamo i denti, quando torneremo sopra e sotto il palco sarà stupendo. 

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