REBORN

Quattro chiacchiere con gli AMESUA

Sono attivi da tempo ma si prendono i loro spazi per creare e scrivere. Poi quando lo fanno lanciano la bomba con un singolo come “Costruire dalla Sabbia” e poi sferrano l’attacco finale con un album come “Punto”, intrigante commistione di sonorità che vedono attraversare il punk in tutte le sue declinazioni. Ma non solo. Un’estetica precisa e allo stesso tempo universale è forse quello che più caratterizza il nuovo album della band sarda. Gab De La Vega (Epidemic Records) li ha intervistati in esclusiva per Punkadeka.

Chi sono gli Amesua? Perché suonano insieme e perché hanno deciso di fare un nuovo album?
M: Gli Amesua sono Marco, Enzo, Simone, Alessandro e Luciano. Sembra banale, ma suoniamo insieme perché siamo amici da sempre. Io ed Enzo abbiamo formato il gruppo nel 2007, da adolescenti: qualche anno dopo è arrivato Simone, poi Alessandro ha sostituito Martin alla batteria e Luciano ha preso il posto di Roberto alla seconda chitarra. Siamo davvero cresciuti insieme: frequentato gli stessi concerti, le stesse sale prova. La decisione di scrivere un nuovo album è arrivata perché sentivamo il bisogno di prendere gli ultimi anni di vita di gruppo e fissarli nel tempo: il modo migliore per farlo o, almeno, l’unico che conosciamo, è suonando.

La vostra produzione è scandita lentamente nel tempo. Cosa vi porta a “prendervela con comodo”? Credete che ciò vi aiuti a lavorare meglio ai brani?
M: Assolutamente. Pensiamo che sia inutile lavorare a del nuovo materiale forzatamente, per riempire una scaletta o dover essere sempre sul pezzo. Abbiamo un metodo old school: ci si vede in sala, si collega tutto e si parte. Spesso l’idea arriva da un pattern di batteria, un riff di basso o chitarra: improvvisiamo molto mentre ci scaldiamo e spesso da lì riusciamo a tirar fuori qualcosa che ci colpisce talmente tanto da spingerci ad espanderlo. Sentiamo come un click: da lì in poi, ci ragioniamo per qualche prova, rifiniamo tutto e lo mettiamo da parte. Tendiamo a non tornare troppo sugli arrangiamenti.

Avete pubblicato un singolo di presentazione, “Costruire dalla Sabbia”, che anticipava il vostro album. Come mai avete scelto questo brano tra tutti?
M: Ci sembrava il brano più immediato per presentare il disco nuovo. Penso che dia un’idea abbastanza chiara del mood generale: punk, rumore, lotte.

La Sardegna è terra prolifica per l’underground. Secondo voi come mai una regione che per ovvi motivi geografici rende il suonare in giro – o essere attraversata da tour – più difficile che altre, vede tanti musicisti cimentarsi nella scrittura di musica, spesso con ottimi risultati?
M: La risposta potrebbe occupare pagine intere, ma ci provo: chiunque produca arte sull’isola sa (o dovrebbe sapere) che per non essere l’ennesimo minuscolo punto nel mondo deve dare il 200% per emergere, oggi più che mai. Personalmente, vivendo lontano dai centri di interesse (Milano, Roma, Bologna, ecc.), penso che invece di limitarsi ad ammirare le scene altrui, sia fondamentale crearne una propria. Pian pianino, negli anni, sta emergendo una “scena sarda”, che comprende un miliardo di generi diversi ma accomunati dallo stesso spirito bruciante e appassionato.

Riguardo questo, quali sono le band sarde che dovremmo tenere d’occhio e supportare?
M: I Sangue: siamo amici da sempre, condividiamo la sala prove e sono tra le persone più divertenti dell’universo, oltre ad aver pubblicato da poco un disco a dir poco incredibile. Poi, in ordine sparso: Diego Pani e i suoi mille progetti, Second Youth,Vilma, Regrowth, Blaze, Sarram, ma son davvero tanti; quindi, scusate se non cito nessun altro, ma vi voglio bene, giuro!

In ambito hardcore e punk è spesso difficile non scadere in facili cliché e stilemi. Con il nuovo album “Punto” sembrate dimostrare che si possa trovare un equilibrio tra tradizione e apporto personale. Come avete affrontato il processo creativo di questo album?
M: Ti ringraziamo tanto. L’album è nato in modo molto naturale: come dicevo, abbiamo ritmi molto rilassati, tendiamo a non forzare le cose. Quando abbiamo iniziato a parlare di disco, siamo partiti con l’idea di non esagerare con i pezzi: volevamo qualcosa di rapido, passionale, che arrivasse al punto senza fronzoli. Sette canzoni ci sono sembrate perfette. Due le avevamo già portate anche dal vivo, le altre sono arrivate naturalmente, spinti anche dall’arrivo di Luciano alla seconda chitarra: ci sembrava doveroso pubblicare qualcosa con lui, come forma di ringraziamento per le energie portate dentro il gruppo.

I testi sono intimi e decisamente intensi. Ci sono passaggi nei testi che vi hanno dato l’impressione di esporvi troppo dal punto di vista personale? Quanto è importante per voi l’uso delle parole giuste? Ponderate e rimuginate sulla scrittura dei testi o siete più istintivi?
M: Le parole sono importanti! (cit). Scherzi a parte, penso che la musica debba mettersi a nudo, fa parte del gioco, soprattutto per il modo in cui la viviamo noi. Quindi sì, nei testi ci siamo noi, le nostre guerre, il nostro amore. In fase di scrittura tendiamo a essere istintivi: difficilmente cambiamo qualcosa. Più che altro perché credo che se in quel momento abbiamo deciso che fossero quelle le parole più adatte, è giusto lasciarle lì.

Perché il nuovo album si chiama “Punto”? Cosa rappresenta per voi questo segno grafico tanto semplice quanto importante?
M: Rappresenta la fine e il nuovo inizio. I dischi precedenti, per esempio, tendevamo a pubblicarli numerati (un po’ come i Document dei Pg.99). Abbiamo deciso che dovevamo chiudere un capitolo, lasciare alle spalle gli ultimi anni, dare un limite a ciò che eravamo. In più, i titoli dei brani sono legati tra loro, come se fossero un haiku: l’ultima canzone, la title-track, chiude questo breve racconto. Diciamo che abbiamo trovato un filo conduttore: la necessità di raccontare una storia e segnare dei confini.


Dove vi piacerebbe arrivare con questo nuovo album? Avete progetti in cantiere?
M: Suonare, suonare, suonare, ovunque.

LINK AI SOCIAL:
FACEBOOK: https://facebook.com/Amesua/
INSTAGRAM: https://instagram.com/amesua_
BANDCAMP: https://amesua.bandcamp.com/
SPOTIFY: https://open.spotify.com/artist/6XLHYXGuw641kECaqsK6pM

Il nuovo album su YouTube: https://youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_mN9fytfeMEtoHFa6unxb3MYYa6it2RpKU

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