5 ore di sonno mi sono bastate per riprendermi, e la sicurezza di non aver niente da fare in casa mi ha catapultato in macchina alla volta dell’Idroscalo per la seconda giornata di Rock in Idro…morale della favola: alle 10.30 sono già fuori dai cancelli a reintegrare zuccheri e liquidi con una Pepsi, chiedendomi che cazzo ci faccio a quell’ora a gironzolare come un idiota, quando so benissimo che i cancelli aprono ben più tardi e la cassa accrediti addirittura 3 ore dopo.
Grazie a dio dopo nemmeno un’ora arriva il Grande Capo Deka, entriamo, sistemiamo il banchetto, e la giornata può iniziare.
Dopo il concerto il Mono inizia a imperversare per tutta l’arena, Devil arriva al banchetto e dopo qualche birretta rinfrescante e il concerto dei A wilhelm scream seguito dal banchetto (il loro hardcore non miattira particolarmente) è tempo di andarsi a vedere Pipi y The Locos: vedere Pipi, dopo l’esperienza negli Ska-P come corista/ballerino, impegnato come cantante principale mi fa molto effetto…sembra strano…invece si dimostra un ottimo cantante con un’ottima presenza scenica.
Lo ska-core della band non è particolarmente innovativo, ma risulta assai godibile, il pogo nelle prime file è d’obbligo. Sono pronto a scommettere che tutti nel pubblico speravano in qualche cover degli Ska-P, ma dopo una quarantina di minuti Pipi saluta e se ne va, concerto molto divertente comunque.


Data la mia età, dopo aver tanto ballato e saltato, mi merito un po’ di riposo, e se mi devo perdere Toasters e Boysetsfire, peccato…ma ho bisogno di cibo e alcool. I Toasters in realtà li ho seguiti per qualche minuto: poca gente sotto il palco e non grandissima partecipazione…peccato; i Boysetsfire mi dicono che abbiano spaccato, ma mi devo affidare a un giudizio altrui, io me li sono persi, impegnato com’ero a mangiarmi un arancino di riso, unico cibo solido della giornata.


Dopo questo il mio corpo si porta verso il main stage giusto per seguire qualche pezzo dei Pennywise che si producono in un buon numero di cover: la solita Blitzkrieg bop, poi Nervous Breakdown dei Black Flag e Minor Threat…ovvia la chiusura con l’antemica Bro-hymn cantata a pieni polmoni da tutto il pubblico, degna conclusione di due giorni di festival assolutamente fuori di testa.
E così anche per quest’anno l’estate è finita…una volta c’era l’Indipendent Days a suggellare la fine della stagione festivaliera, quest’anno è toccato al Rock in Idro (e vedendo le ultime edizioni dell’Indipendent forse è stato meglio così), che pur con tutti i problemi di cui ho parlato ad inizio recensione, resta comunque una due giorni ormai imperdibile per
Ci vediamo l’anno prossimo. Di sicuro.
Punkadeka.it ringrazia e saluta di cuore tutti coloro che sono venuti a trovarci allo stand!







