FIVE O’S: Don’t Be Sad

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FIVE O’S: Don’t Be Sad

Immaginatevi i Get Up Kids con l’energia che non hanno mai avuto, immaginateveli calati a Savona e con un disco sulla torinese Uaz records e avrete così, con una buona approsimazione, i Five O’s. Un esordio su Riot alle spalle, “Groundfloor”, questi quattro ragazzi hanno fatto le cose per bene per il loro secondo lavoro; innanzitutto sono andati a registrare a Pisa, ed i West Link non sono certo studi di serie B visto che hanno ospitato, tra gli altri, Prozac+ e Shandon, ed inoltre hanno avuto al fianco in fase di produzione anche Beppe e Silvio di Persiana Jones -titolari della stessa Uaz-, certo non due sprovveduti. Il risultato è di quelli da segnalare; si inizia subito con una title track energica e potente che certamente è un bel biglietto da visita ed il resto si destreggia nei binari emo-punk, con l’inglese delle liriche che nel complesso risulta molto convincente, così come non possiamo non apprezzarne la tecnica, che con i recenti cambi di formazione ha fatto enormi passi in avanti. A conferma di tutto quanto di buono detto finora c’è l’interessamento alla pubblicazione di “Don’t Be Sad” per il mercato americano, fatto questo che dovrebbe essere di per se indice di qualità. Se ancora non vi bastasse non posso che consigliarvi di ascoltare “Perfect World”, oppure la più intensa “Bored Future” per cambiare definitivamente idea. Anche se lontani dalle “capitali italiane” del punk i Five O’s dimostrano di essere, ora più che mai, un gruppo in grado di farsi strada sia in ambito nazionale che non, anche in virtù del fatto che la loro musica conosce un momento di popolarità mai avuto. Non un fuoco di paglia; qualcosa destinato a durare nel tempo.


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