GASGUZZLER: Less Pop, Baby!

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GASGUZZLER: Less Pop, Baby!

I Gasguzzlers sono: Morgan Karlsson (chitarra solista), Richard Hammar (voce), Jim Wiberg (batteria) e Daniel Jonsson (basso).Il loro ultimo lavoro (“Less Pop, Baby!”), ottimamente realizzato, è una vera sferzata nell’ambiente punk rock, grazie ad una azzeccatissima combinazione di melodia e violenza, perfettamente equilibrate.I due brani d’apertura, “Broke My Neck” e “Raise The Flag”, ci mostrano tutto il lato più hard della band, con chitarre trascinanti ed un cantato più che mai viscerale. In seguito, il ritmo si fa leggermente più lento con “Hall Of Fame”, brano nettamente più orecchiabile rispetto ai precedenti; si tratta, però, di una sporadica parentesi, in quanto i pezzi successivi, “The World Makes Us Sick”, “Rollercoaster” e, soprattutto, “The Devils Girl”, tornano a sprigionare un’abbondante dose di adrenalina. Arriviamo così ad uno dei brani meglio riusciti dell’intero album: “Burn Them All”, in cui la voce di Richard Hammar si fa particolarmente “rudosa”. Bello lo stacco centrale, in stile reggae, che ricorda vagamente i Rancid di “Time Bomb”.Dopo altri due brevi episodi melodici (“Cold City” e “Going Too Fast”), il disco giunge alle battute conclusive, con una raffica di tracks ultraviolente. Tra queste, meritano una menzione particolare “First Impression”, con un rapido intro “hot-rod style”, che lascia spazio al pezzo più pogabile di tutto il cd, ed “Are You Shaking”, una vera chicca caratterizzata da un sound attualissimo, alla The Hives, per intenderci.“Less Pop, Baby!”, quindi, è davvero un buon disco, di cui va apprezzata soprattutto una certa ricerca sonora, che testimonia la volontà dei quattro di sfuggire alla monotonia di schemi preconfezionati ed iperabusati.Quello che emerge ad un primo ascolto è, senza dubbio, il fatto che il gruppo stia seguendo una precisa direzione ormai da tempo; ottimo il compito svolto dalle chitarre di Morgan Karlsson, che non lesina su assoli di buonissima fattura, e dalla voce di Hammar, che sembra continuamente volerci vomitare addosso tutta la sua incazzatura cronica.


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