HOT SUNDAY BLOOD: Someone Left Behind

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HOT SUNDAY BLOOD: Someone Left Behind

Gli Hot Sunday Blood arrivano da Torino, città da sempre ultra recettiva per quel che riguarda la scena alternative.

In particolare dagli anni ’90 in poi la Mole ha partorito una serie di nomi che ancora oggi rimangono sulla bocca dei più, vedi Linea 77 e Subsonica, giusto per citarne un paio. E proprio da questa corrente, tendenzialmente alternative rock, ha preso spunto questo quintetto, intento a dar vita a un progetto grunge oriented che vanta però all’interno della sua proposta divagazioni stoner ed heavy. Un mix di elementi che incuriosisce insomma e che potrete trovare in “Someone Left Behind”, disco d’esordio pubblicato dall’etichetta statunitense Mervilton Records e che può essere considerato come il giusto punto di partenza di un progetto ancora da evolvere in ogni sua parte.

Musicalmente gli Hot Sunday Blood potremmo dire che sono cresciuti con il sound di quella Seattle anni ’90 che partorì tante ottime realtà in chiave grunge, con suoni caldi e al tempo stesso cupi, che hanno quel mix di finezza e al tempo stesso di trash al loro interno. Il disco vanta al suo interno soluzioni interessanti specie nelle ritmiche, che spesso e volentieri riescono a spezzare le redini del gioco attraverso stravolgimenti e intermezzi che ben si sposano con il sound delle chitarre. Menzione a parte per il fattore canoro, a mio avviso molto influenzato da Depeche Mode e quella schiera di dark band anni ’80 che hanno dato alla voce del frontman quel carisma che si necessita di avere quando si affrontano scenari come il grunge e il rock in genere.

Una ottima performance la sua. Come molti debutti ci sono dei nei da segnalare: in primis la produzione dei suoni che sinceramente avrei preferito ancor più “calda” e rumorosa soprattutto alle chitarre, e una parte finale della tracklist in calare. Ciò nonostante sono dell’idea che questi Hot Sunday Blood abbiano ancora molto da offrire – stilisticamente in primis – e proprio per questo motivo se siete freschi nostalgici degli anni d’oro del grunge date una chance a questi musicisti, credo lo meritino assolutamente.


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