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SPECIAL BOMBS: Eruptions

Eruptions” uscito il 20 Marzo per Sbam Records è l’album di debutto degli Special Bombs: band punk rock di Wittibreut nella Bassa Baviera (Germania), nata nel 2017 e in grado di farsi notare già con il primo ep (Stay True) per un rock accattivante e interseco delle melodie e della potenza classica d’oltreoceano.

Quello che presentano è un album che prende gli aspetti positivi di quell’ep e va a migliorarne quelli che si potevano ritenere i punti deboli, dando quindi un tocco più deciso alla batteria e un sound più corposo alla voce. Un album che convince fin da subito, e ci mostra chi sono gli Special Bombs e in che modo han fatto proprie le diverse influenze americane del decennio appena concluso.

Se a primo impatto il sound della band sembra rifarsi a quello dei Bouncing Souls, ci si accorge ben presto che in realtà le influenze sono tante. Ci puoi vedere l’energia dei Flatliners, la rabbia dei Banner Pilot, ma puoi anche intravederci qualcosa dei Red City Radio o dei Dropkick Murphys; insomma davvero sfaccettate le influenze che si miscelano in quest’album. Un lavoro forse non rivoluzionario, ma un album potente, grezzo e accattivante con il giusto mix di melodia, di gioia e rabbia in grado di portarci sulle calde strade della California.

“Eruptions” si compone di 10 canzoni, per una durata che supera di poco i 30 minuti, e tratta diversi temi: quelli più personali come in “Back to Reality” o “Still Dreaming” dove ad esempio, troviamo un invito a non smettere di sognare e a combattere i demoni che ci fermano. Ma si affrontano argomenti più seri che possono riguardare temi politici come in “Nothing in the world” dove si denuncia un sistema ormai fallito, e problemi sociali come “Swim upstream” in cui si sottolinea l’importanza di alzare la voce e mostrare ciò che si pensa. E poi si parla anche di tematiche più generali che possono riguardare l’amicizia come “United”, e il festeggiare i grandi momenti della vita come in “The Night” e in cui tutti possiamo immedesimarci. Come già si evince dall’art work e dal primo pezzo che ci rinvia al nome dell’album, le emozioni trattenute per troppo tempo sono ormai pronte ad esplodere, ad eruttare nel vero senso della parola con questo primo lavoro.

Musicalmente parlando l’album si apre con gli ottimi riff di “My Eruption” che catturano immediatamente l’attenzione dell’ascoltatore, e una melodia che prova subito a coinvolgerti, seppur il quartetto tedesco non sembra voler partire in quinta.  Segue “Still Dreaming” (Il singolo che il 13 febbraio aveva anticipato l’uscita dell’album), in cui i tempi decisamente più intensi e il gioco di cori che ricordano lontanamente gli Anti-Flag, ne fanno una delle mie preferite dell’intero album. In “Back To Reality” la voce ruvida del cantante Stephan spicca, tra i fantastici riff hardcore, per quel marcato accento tedesco che gli conferisce un carattere più deciso e sicuro. Top song dell’album senza dubbio “Swim Upstream” che sembra partire pianissimo, ma subito dopo evolve nel più classico dei pezzi skate punk. Mandal alla batteria e Chris alla chitarra ne dettano i tempi, variando più volte all’interno dello stesso pezzo l’intensività e il suono, e conferendogli quel senso di imprevedibilità, che in fondo ritroviamo in tutto l’album. Se “Looking for the cause” (la più breve di tutto l’album con i suoi due minuti) mostra una voce un po’ troppo tirata, non va meglio a “Not too old” che sembra riarrangiare la precedente Still Dreaming” in un nuovo mood. Si torna a far meglio con il settimo e ottavo pezzo, ovvero: “Black Eye” e “Nothing in the world” pescati entrambi dal primo Ep (Stay True). In questi due pezzi alla voce già familiare di Stephan si alterna la voce del gruppo, e nuovamente ritroviamo i cambi di tempi di esecuzione. Prima di andare a chiudere, trova spazio un incisiva e ruvida “United“, in cui va menzionato il giro di basso eseguito da Bernie a ¾  del pezzo (degno di un giovane Matt Freeman) e in grado di regalarci ancora una volta qualcosa di inaspettato nonostante l’essere arrivati al penultimo pezzo.  A chiudere l’album “The Night”, in cui ognuno dei quattro membri sembra giocarsi la sua carta vincente, per un mix melodic e hardcore di matrice californiana assolutamente vincente.

I The Special Bombs si confermano con questo l’album quella band che poco meno di 6 mesi fa avevo visto allo Sbam Fest in Austria, con un punk rock melodico e tanta potenza, in grado di coinvolgerti e a dir poco perfetto per gli spettacoli live.

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