Intervista ai Council of rats

Intervista ai Council of rats
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Ho cominciato ad ascoltare i Council of rats pochi mesi fa e sono rimasto affascinato dalla loro musica, potente e dai toni cupi. A fine 2014 ho potuto conoscerli in occasione di un concerto in liguria, i ragazzi sono molto bravi live e vi consiglio di vederli se ne avete possibilità.

MalerHC: Ciao ragazzi, raccontatemi del vostro progetto, com’è nato?

Lele: Io ed Alex avevamo già suonato negli “Angelica Mariner” e da un pò di tempo cercavamo di mettere su un gruppo a Milano. Con Marco siamo entrambi amici da anni ed è quindi risultato naturale chiedere a lui di suonare. Quando abbiamo conosciuto Fede, la line up si è completata in modo naturale. Abbiamo quindi iniziato a provare senza avere delle coordinate musicali definite,
se non un generico ‘facciamo hardcore e che sia oscuro’. Ci siamo presi il tempo che serviva,abbiamo iniziato a scrivere pezzi e a definire una possibile direzione che soddisfacesse tutti.

M: Quali band influenzano la vostra musica?

Lele: Mi piace pensare a quello che facciamo come alla versione punk dell’incrocio fra “Black Sabbath” e “Rorschach”.
Alex: Trovo che sia una definizione azzeccata.

M: Cosa ispira i testi delle vostre canzoni?

Alex: Cerco di usare qualsiasi argomento che possa suscitare interesse.Ad esempio nel nostro ultimo lavoro c’è un po’ di massoneria, le poesie di Edgar Lee Masters, recenti episodi di protesta civile.

M: Il vostro secondo E.P. “Ill Weathers” esce sotto “Adagio830” un’etichetta molto attiva, cosa puoi dirci su questa collaborazione?

Alex: Siamo entrati in contatto con “Adagio830” durante la promozione del nostro primo EP, i ragazzi di Berlino si sono subito dichiarati interessati ad una eventuale uscita, ci siamo accordati su un arco di tempo necessario alla stesura e registrazione dei pezzi mentre loro si sono incaricati stampa e distribuzione delle copie.


rat logorid M: Al giorno d’oggi vendere dischi è sempre più difficile, i cd sono diventati, come i vinili, un supporto per collezionisti e si tende a puntare sul merchandise per rientrare nelle spese.
Come valuti questa situazione? Pensi che ci saranno delle evoluzioni?

Lele: Penso che sia un’inevitabile conseguenza della distribuzione della musica via web, che ha portato con se molti vantaggi ma anche alcune conseguenze deleterie.
Penso che la situazione continuerà ad evolversi in questa direzione,i supporti tradizionali non hanno più la funzione di comunicare quello che la band fa, a quello ci pensa la rete.
Vinili e cd sono purtroppo relegati al ruolo di oggetti – a conti fatti non sono altro che prodotti che soddisfano i pruriti dei collezionisti (me compreso).

Fede: cd, vinili, maglie, toppe ecc ormai non fanno più molta differenza siccome la musica è accessibile inizialmente da internet, la cosa importante è che ci sia la consapevolezza di supportare i gruppi che ci piacciono andando a vederli dal vivo oppure comprando loro del merch.

M: State organizzando un tour in europa per l’anno venturo, cosa vi aspettate da questa esperienza?

Fede: Non abbiamo particolari aspettative se non quelle che ci spingono ogni volta ad andare da qualche parte a suonare: conoscere nuove persone,band e posti, cercare di suonare al meglio e sperare di portare a casa nuovi fan.
Marco: In passato tutti noi hanno avuto la possibilità di suonare all’estero in altre band.
Ci aspettiamo di divertirci, conoscere gente nuova e ci auguriamo che chi verrà ai nostri concerti possa apprezzare quello che facciamo.

M: Il concerto più bello dei Council of Rats ?

Marco: Il prossimo che faremo!

M: Cosa ne pensate della scena italiana?

Lele: La risposta classica è che una scena non è mai esitita ma che esistono invece gruppi
di persone che fanno cose e che a volte costituiscono una rete più o meno funzionante…
però forse la scena non è altro che questa cosa qua.
Mi sembra che in questo senso sia un momento abbastanza positivo nonostante forse si stiano riducendo i posti in cui suonare (in particolare cs) però la mia sensazione è che di persone
che hanno voglia si battersi in questo ambito al momento ce ne siano molte e questo è un bene.

Fede: D’accordo con lele, aggiungerei che è difficile parlare di scena perchè andando in giro a suonare trovi band, posti ed organizzatori che hanno concezioni molto diverse
dei concerti hc/punk, soprattutto sul piano politico(come dice lele la situazione degli spazi autogestiti e occupati è abbastanza critica, vedi l’ultimo periodo milanese).
Personalmente ho sempre vissuto la mia passione per la musica hc/punk come qualcosa di strettamente legato ad un’ attitudine anticapitalistica e antifascista, figlia della cultura
dell’occupazione e dell’autogestione come pratiche di autodeterminazione di una subcultura che oggi è molto cambiata ma che credo si possa ancora riferire al punk.
Penso che i cosiddetti “centri sociali” esprimano di più il vero senso di un concerto punk anche se questo non vuol dire che si debbano tenere per forza tutti in questi posti.
Abbiamo suonato in posti che non sono occupati ma dove abbiamo comunque percepito la stessa voglia di sbattersi per dare una continuità a questo tipo di cultura che ha ancora voglia di dire qualcosa, anche perchè come sappiamo ci sono luoghi dove occupare è una pratica davvero difficile ed è per noi comunque un piacere supportare individui che si decidono di tirar su concerti anche se nel pub piuttosto che nel circolo arci.

M: e dell’Italia in generale?

Lele: …che è il posto in cui vivo, che non è poi così diverso da altri posti, nei suoi difetti e nei suoi pregi che forse è un posto in una fase critica, prossima al collasso ma non credo che la situazione, in fondo, altrove sia così diversa…
forse però esistono posti più divertenti da cui osservare il declino della cultura occidentale 🙂

M: Grazie della conversazione, vi lascio uno spazio per lanciare un messaggio e salutare i lettori di punkadeka.it.

Fede: Grazie punkadeka per lo spazio concesso.Ai lettori dico: venite a vederci suonare e scriveteci se anche voi,
di tanto in tanto, organizzate concerti!

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http://www.councilofrats.com/


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