Intervista ai PAY

Intervista ai PAY
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1) partiamo dal presupposto che praticamente tutti i lettori di punkadeka conoscono i pay,
direi di evitare la solita introduzione e veniamo al sodo: Avete un disco nuovo in uscita. Ce ne volete parlare?

Canzoni per gente che non si fa più” è il settimo disco dei PAY, autoprodotto per la Punkrocker’s Industry.
con la copertina concettuale dell’artista P.Proserpio: 200 copie uniche per un disco rotto.
Volevamo fare qualcosa di nuovo, senza stare troppo a pensare con preproduzioni e altro.
Ci siamo messi a comporre i pezzi, li abbiamo provati (poco. pochissimo) e li abbiamo registrati in diretta (in poco. pochissimo).
Più veloci dei Rolling Stones dell’ultimo album…
Diciamo che purtroppo o per fortuna è l’ennesima riprova del nostro essere costantemente fuoritempo o fuorisincro rispetto al resto, musicale e non.

2) avete sempre delle idee assurde, stavolta il cd mi e’ arrivato rotto. Come mai?
Come ho risposto in un’altra intervista un disco rotto è una rappresentazione perfetta dei PAY.
E non si puà negare che l’oggetto fa una bellissima figura, grazie alla preziosa collaborazione di quel matto di Paolo Proserpio: il perfetto alter ego dei PAY, per quanto riguarda la grafica/ideazione.
Lo consideriamo ormai un membro aggiunto al progetto comunicativo punk PAY.
Io non avrei incluso nella confezione un cd integro e funzionante, ma non sono riuscito a convincere mister Granchio e l’artista Proserpio.

3) dall’uscita di Virus ad oggi cos’avete fatto?
C’è stata la sontuosissima ristampa di Federico Tre e il Destino Infausto in vinile con custodia pop up, un giornale  e soprattutto una nuova grafica con le tombe rispettivamente di mrGranchio e Pinguino.
Abbiamo avuto anche la soddisfazione di suonare tutta la PunkrockOpera dal vivo in tre eventi speciali,
ed è stato veramente divertente potere rappresentarla tutta, senza altri pezzi, quasi da punk rock musical.
Poi abbiamo oziato facendo concerti casuali fino all’idea di registrare un disco normale, come tutte le band normali, con delle canzoni e una confezione standard.
Ovviamente non ci siamo riusciti.

4) questa e’ un po’ delicata, potete non rispondere: Sono curioso di sapere cosa fanno i vecchi punkrockers nella vita.
Voi (intesi singolarmente) di cosa vi occupate nella vita reale?

Siamo delle rockstars. Saltuariamente dobbiamo impegnarci in attività che ci consentono di avere dei soldi per la mera sopravvivenza perchè, come è ovvio e tutti sapete, lo status di rockstar non ha niente a che vedere con squallidi aspetti economici.

5) prossimi passi dei pay. Cosa farete ora?
A me piacerebbe ristampare qualche vecchio disco in vinile, con dispendiose e esclusivissime edizioni confezionate nella maniera più matta possibile.
Ma questo mrGranchio non lo sa ancora.
Fare almeno un altro stage diving party (chi non sapesse cosa è. ecco il primo: STAGE DIVING PARTY) e inventarsi un altro concerto matto
come era stata la rappresentazione di Federico Tre.
Il tutto prima di (giustamente) soccombere, processo che mi sembra già evidentemente in corso

5) ci sono nuove band (punk e non) che volete consigliare ai lettori di punkadeka? Quali sono le ultime cose che vi hanno esaltato in ambito musicale?

Io consoglerei proprio The Death Set e.personalmente aspetto molto il nuovo disco Beatsteaks.
Mi è capitato di rivedere dal vivo the Peawees e sono proprio di un altro livello,
e poi c’erano gli Animols di cui non so nulla, ma mi piacciono tantissimo i pezzi.
E il disco nuovo dei NOFX è ovviamente meraviglioso.
Effettivamente mi rendo conto che non c’è nulla di “nuovo” in quello che ti ho detto…
anche se non è proprio nelle cose che mi piacciono:
The Interrupters bravi anche loro non esattamente una novità, è la (mia) vecchiaia o non ci sono tante bands nuove?


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