LA RUDA SALSKA: Passeger du reel

LA RUDA SALSKA: Passeger du reel
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LA RUDA SALSKA: Passeger du reel

Formazione ormai storica dello ska contaminato francese, la Ruda Salska sbarca anche da noi con “Passeger du Reel”, complici le recenti sortite in giro per lo stivale che l’hanno fatta conoscere anche ai non amanti della lingua transalpina. Abbandonata, in parte, la vena più chitarristica che ne aveva caratterizzato le prove precedenti, questi otto ragazzi ci propongono una ricetta rispettosa delle origini “lente” dello ska, con poco spazio alla contaminazione in chiave punk e maggiore attenzione alle melodie. La particolarità maggiore, almeno per noi italiani, è però la lingua; raramente ci capita infatti di poter ascoltare musica in francese, ed è parere del sottoscritto che questo sia un vero peccato sia perché la scena musicale al di la delle alpi è ricca e qualitativamente buona e sia per il fatto che questa lingua sia affascinante accostata a queste sonorità. Detto questo bisogna dire che “Passenger du Reel”, le sue atmosfere delicate e perlopiù rarefatte, è una buona prova di maturità; da segnalare in particolare “L’Empire du Moi” e “Carnet d’une Egerie”, degni esempi delle due faccie della Ruda, l’una più riflessiva l’altra più festosa, ed altrettanto efficaci. Sicuramente non un disco da far passare sotto silenzio, anche perché trattasi di scelta obbligata -è difatti l’unico album disponibile in Italia-; personalmente continuo a preferire il più datato e vigoroso “L’art de la Joie”, ma in una scelta del genere a decidere è solo il gusto personale; la qualità c’è tutta.


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