SAID: Istruzioni per Loser

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SAID: Istruzioni per Loser

Sinceramente? Li seguo, da poco (Ahimè) e per conoscere un pò più di loro, anche per curiosità personale, mi sono andato a leggere tutta la biografia e ad ascoltare quasi tutta la discografia, fino ad arrivare al loro ultimo lavoro “Istruzioni per Loser”, così per caso. Lo sò, passerò per l’ignorante della situazione e chiedo venia, ma d’altronde non si può conoscere e sapere tutto di tutti, quindi ben vengano i SAID nel mio piccolo spazio musicale. Ora, facendo un malloppone di tutto ciò che son riuscite a carpire e, sintetizzandolo al massimo, sono, molto probabilmente, la band che nel corso degli anni, in cui i gusti tendenzialmente cambiano e si evolvono, è rimasta sempre costantemente sulla scia, cercando sempre di portare un nuovo percorso musicale.

Un disco questo recensito, che mostra svariate sfaccettature, un vero intruglio di generi musicali che si muove su un campo molto ben definito e traccia parallelismi già attraversati da altri, ma con una classe che pochi hanno in ambito punk r’n’r! Lo si capisce dai suoni, mai invasivi, un progetto polimorfo quello dei SAID, valorizzato anche dalla voce melodica, tagliente e melanconica di Ricky, che da vita a momenti esaltanti, passando a attimi di riflessione quotidiana, quali la granitica “Il Dramma del Buono” (singolo di lancio) mi provoca cefalea e, “Biochimica”, tra le mie song preferite , “Hey, come stai, qua non succede niente…”, wow ragazzi, 4 minuti e 20 secondi di applausi e primo pensiero associativo diretto a “Hey” dei milanesi Minnie’s, senza dimenticare “Il Trucco”, se esiste davvero, voglio conoscere Sara, forse abbiamo un Dio in comune!! “Morte della Meritocrazia”, altro pezzone pieno zeppo di riff scevro di sperimentazioni e che tiene conto della lezione di chi questo genere ha cominciato a suonarlo vent’anni fà, così come “La Nuova Stagione”, che rappresenta come dovrebbe essere fatto e suonato il punk o crunch core o che dir si voglia. Chiude smorzando i toni in chiave reggae “Sparta”, riprendendo in alcuni tratti sonorità dei rimpiantissimi Sublime, avete presente “Smoke Two Joints”?…ascoltare per credere!!

Qui si sta parlando di roba da sentire e risentire a random, è troppo di un’altra categoria, difficile trovare band italiane che affinino molteplici frasi musicali e che oltretutto non stufino dopo un determinato periodo di ascolto, cazzo in 12 tracce ci avrò sentito dentro Nofx, Sublime, Alkaline Trio, Bracket, Talco, Incubus, Tool, Frenzal Rhomb, Soundgarden, Bluvertigo, Negrita e tutte con una fattezza produttiva di alto livello, allora sapete cosa vi dico: Viva i SAID!

“Perchè un suono, senza ascolto, rimarrebbe orfano…e noi ti siamo infinitamente grati per il supporto”.

No belli, siamo noi che ve ne rendiamo merito, Up The Punx!!!


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