THE DAMNED: Grave Disorder

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THE DAMNED: Grave Disorder

I Dannati son tornati, cinque anni li separano dal loro precedente lavoro in studio; nel frattempo si sono accasati alla Nitro di quel tale Dexter Holland che non perde occasione di citarli come una delle sue più importanti influenze, hanno suonato parecchio in giro e hanno trovato una stabilità nella formazione, che vede ora Patricia Morrison al basso, “Pinch” alla batteria e Monty Oxy Moron alle tastiere, assieme agli ‘storici’ Dave Vanian alla voce e Captain Sensible al basso. Questo ³Grave Disorder², prodotto conperizia da David Bianco -oltre che dagli stessi Vanian e Sensible-, resta comunque un lavoro più legato agli anni ’70 che non ai giorni nostri; le sue strutture richiamano il rock di quel periodo, e mentre alcune soluzioni ritmiche e chitarristiche sono inequivocabilmente punk gli arrangiamentisono vagamente ‘retrò’. Però il gruppo dimostra che la loro vena compositiva non è in fase di esaurimento, le melodie sono orecchiabilissime e le canzonivanno via che è un piacere, e se non siete sempre in cerca dell’ultima novità sonora (sempre che esistaS) vi potrebbe piacere questo misto di rock ­ punk condito di un po¹ di dark. Personalmente mi ricordano in alcuni momenti i Misfits, non tanto nella foga ­la produzione ha privilegiato i momenti di calma- quanto nella struttura melodica, e questo detto da me nonpuò che essere un complimento. Vale la pena di acquistare questo lavoro, anche solo per poter ascoltare l’iniziale ‘Democracy?’, dove il lirismovocale di Dave Vanian straborda in una melodia eccezionale, ma anche altri momenti del disco sono molto belli, e tra questi ricordo “She” ed “Obscene”.Certo, il disco non cambierà la storia, cosa che i Damned hanno già fatto nel 1977 con l¹esordio ³Damned Damned Damned’, ma sicuramente fa capire come molte volte l’ esperienza e le proprie capacità contino molto di più dell’essere ‘giovani ed arrabbiati’. Lunga vita ai Damned.


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