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AUTOMATICA AGGREGAZIONE: #2

AUTOMATICA AGGREGAZIONE: #2

Ad 8 anni di distanza, 9 per alcuni pezzi, potrebbe sembrare superfluo parlare di un disco che nel web gira già da tempo, però stiamo parlando di una delle band più influenti e cazzute dei 2000, che dopo il suo scioglimento ha dato vita ad altri gruppi incredibili, ma che ha inevitabilmente lasciato un grande vuoto, soprattutto in me ed in chi non ha mai avuto l’occasione di vederli dal vivo. Ostia Records s’è presa la briga di stampare il disco mai stampato su un po di vinili numerati (io ho il n° 3), e dentro c’è l’ultimo ballo degli Automatica Aggregazione, che suona ancora, sa il cazzo quanto, attuale.
Registrato, mixato e masterizzato nel 2012 da Fabrizio Scarafoni alla Lake Records.
Tracce 12 e 13 registrate, mixate e masterizzate nel 2011 da Fabrizio Scarafoni alla Lake Records, destinate
ad uno split mai uscito con i Plakkaggio dal titolo “La provincia”.
Master, testi, materiale originale e promozione in collaborazione con Folk beat vendetta
(fbvendettaxxx@gmail.com).

Tracklist:
A1. intro
A2. feccia
A3. vita da sfruttato
A4. un’altra notte
A5. Automatica #2
A6. uomo libero
A7. poesia di strada
B1. disoccupazione
B2. finché muoio (acustica)
B3. propensione omologante (Flop Down)
B4. sentimento (Chilly Willy)
B5. la mia gente (bonus)
B6. (finché muoio (bonus)

Nel 2012 gli Automatica Aggregazione arrivavano al capolinea dopo otto anni di grandi
soddisfazioni e piccole vicissitudini, concerti nelle cantine e tour esteri, dischi buttati nel
cestino e piccoli capolavori.
Prima di archiviare la band, un ultimo lavoro doveva essere portato a termine: un nuovo
disco, “#2”, che sarebbe poi stato preso e accantonato riaffiorando saltuariamente sul
web nel corso dei successivi otto anni.
Nel 2020 la neonata Ostia Records assume gli oneri ed gli onori della prima stampa in
vinile LP di questo album, un lavoro grezzo, registrato praticamente in presa diretta negli
studi della Lake Records di Bracciano, e forse ancora più rabbioso, sicuramente più
nostalgico dei precedenti.
L’album di una band che sapeva già sarebbe stato l’ultimo, per sempre.

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