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BEATERSBAND: VOL.1

Dall’amore per Ramones, Rolling Stones, Who e da quell’immancabile senso di appartenenza al punk’n’ roll degli anni 50/60, esordiscono con il loro primo VOL.1, tutto coverizzato, i BEATERSBAND. La band si è formata nel settembre 2018, composta da 3 elementi, Donatella Guida – Voce/Chitarra, Leonardo Serrini – Basso/cori, Francesco Dell’Antico – Batteria.
I 3 hanno realizzato il progetto di riarrangiare brani del Rock’n’Roll americano 50’s 60’s, dandogli nuova vita in una chiave Punk Rock piu attuale e fresca; mantenendo l’anima originale.
Il loro Album(VOL UNO) è un lavoro impeccabile. Ogni singola canzone é un tuffo nel passato, partendo con “C’mon Lets go” di Ritchie Valens. I presagi non sono affatto male e “The Girl of my Best Friends” del re del rock’n’roll, li conferma pienamente; “Donna”, con il suo ritornello memorabile, chiude il primo trittico di chitarre e melodia nella piena concezione rock.
“Then he Kissed me” è la prima ballata del quartetto, sembra quasi di risentire Martha Reeves & the Vandellas dei tempi migliori, sarà la voce femminile, boh chissà, fatto sta che qui di cover ne son state fatte parecchie e i BB ne hanno portata alta la bandiera. Si riparte a tavoletta con “Baby I Love You” brano delle Ronettes riproposto a sua volta in chiave punk rock dai fu Ramones (ovviamente non potevano mancare), a mio parere il miglior brano dell’album nonchè sveglia del mio telefono.
La seconda parte dell’album si riapre con “Diana” che ci insegna come si potessero scrivere dei classici del rock. “Do you Wanna Dance”, non sto nemmeno a presentarvela è più o meno la copia di quei 4 lì, con la variante di un sound più vintage, chiude l’album la classica “Surfin’ Bird”…ma a Livorno si fa surf? …

In conclusione, in paradiso dicono che suonare cover è il modo migliore per auto disciplinarsi e avere nuove idee per le proprie creazioni, all’inferno invece l’accusano di essere solo un clone mal riuscito di qualcosa che non potrà mai essere eguagliato, in purgatorio non vogliono ammettere i propri limiti tecnici: “beh, suoniamola questa cover, tanto poi la interpretiamo col nostro sound”….Bona!

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