Dopo un’estate calda e prosciugata da eventi musicali degni di nota, arrivano le tre serate della Festa di Radio Onda d’Urto a Brescia per rinfrescare anima, corpo e orecchie.
Si inizia (almeno noi due), il giovedì 16, il programma prevede 3 gruppi: Psyconegative, Razzapparte e Adicts. Purtroppo gli orari non sono il nostro forte, essendo abituati ai tira tardi di Torino, arriviamo così quando i viterbesi Razzapparte avevano già suonato, peccato, avevo una grande voglia di vedermi Flavio e company, e da quello che ho sentito dire se la sono cavata alla grande e non poteva essere che così, vista la bravura del gruppo. Iniziamo male e
Qualche spesa folle del Perno nelle distro e poi di corsa in macchina per tornare a casa; una serata che non è iniziata nel migliore dei modi, ma che si è conclusa alla grande con una sorpresa nel cuore, quella di aver rivalutato un grande gruppo come gli Adicts!
Finalmente arriva sabato e questa sarà (per lo meno per me) la migliore delle tre serate, ci sono grandi gruppi in programma, così con un po’ di furbizia in più si parte un’ora prima e stavolta non ci perderemo proprio nessuno. Si parte

Io sarei sazia anche così, stasera le mie orecchie si sono fatte una scorpacciata di buona musica, adesso tocca al dessert, che però mi lascerà un gusto un po’ aspro in bocca. È il turno degli Sham69, anche se sinceramente, a me che continuino a chiamarsi così, nonostante Pursey non ci sia più, non mi va proprio a genio, e non riesco nemmeno a tollerare chi continua a dire “eh tanto sono comunque gli Sham!”.. eh no, miseriaccia non sono loro! Sapevo che non mi sarebbero piaciuti, il nuovo cantante se la cava bene, ma
Arriva anche l’ultima serata di questa tre giorni di sfrenato punk tra le colline bresciane, stasera si tarda un po’, e per le nove iniziano a suonare i Mess mess mess, un gruppo romagnolo a tre, che suona uno street punk davvero ben fatto, che ha anche un buon riscontro sotto il palco, suonano per una buona mezz’oretta, dopodiché passano il testimone ai belgi Funeral dress che sono sempre una sicurezza. Sono dei mostri questi signori, ma il pubblico mi pare un po’ freddino per lo meno all’inizio, dopo poco almeno nelle prime file si scatena un timido e leggero pogo: “A way of life”, “Cops are no human beings”, e tante altre song capaci di allietare tutti noi; si finisce con l’anthem “If the kids are united”, che vede un fuori programma di Balestrino che sale sul palco e si unisce al gruppo, grande Marco! E ora tocca a loro; quest’anno per una menata o per l’altra mi hanno fatto sempre pacco e io l’ho fatto a loro impossessata dall’influenza maledetta, ma stavolta non c’è scampo, i Casualties sono sul palco e io sono sotto a vedermeli.
Appena mettono piede sul palco, sono invasa da orde di punk crestati che corrono, manco fosse la maratona di New York, sotto al palco, devo addirittura attaccarmi al Perno per non essere abbattuta; non c’è che dire i ragazzi americani sono di un altro mondo, la voce sfonderebbe ogni barriera del suono, e sembrano davvero molto coinvolgenti, non credevo potessero essere così bravi nei live, anche se dopo una mezz’oretta di canzoni ininterrotte, incomincia a farsi sentire la mia noia e la mia stanchezza, insomma non riuscivo a reggerli più di tanto, davvero bravi ma si vede 
Ancora chiacchiere in giro e poi a casa per fare la nanna, tutto questo via e vai ci ha stancato, ma sono state tre serate davvero fantastiche, sia per la buona musica, che per l‘ambiente, che per i piacevoli incontri e chiacchiere fatte. All’anno prossimo quindi! (Zora)







