Punkadeka 20 anni di DIY ...il libro

INTERVISTA AI TANA DEL VERME

Dopo averli presentati con una recensione del loro EP d’esordio omonimo, incontriamo i Tana Del Verme per sapere tutto su di loro!

Di Sick

Ciao ragazzi, partiamo dalle introduzioni, ossia come presentereste i Tana Del Verme a chi ancora non ha

avuto modo di conoscervi?
Prima di tutto grazie per questo spazio  e grazie a coloro che tramite questa  opportunità vorranno dedicarci la loro attenzione. Per rispondere alla prima domanda possiamo solo dire che è bastata l’amicizia e l’amore per il punk-rock per far sì che tre teste un po’ pazze , provenienti da differenti esperienze musicali, un bel giorno decidessero di compiere un viaggio a ritroso. Questo viaggio ci ha riportato nel bel mezzo degli anni ‘90… A quel punto non è stato difficile capire che il vecchio punk-rock italiano sarebbe stata la colonna sonora del nostro progetto.

Il vostro percorso artistico potremmo definirlo “fast”, infatti tra la nascita del progetto e la pubblicazione di questo EP omonimo di tempo ne è passato davvero poco. Come si è svolto il tutto nell’arco di così pochi mesi?

La genesi del nostro primo lavoro discografico è stata davvero istantanea. Sarà stato l’entusiasmo, sarà stata la consapevolezza del materiale scritto, o semplicemente la birra (tanta), fatto sta che non abbiamo perso tempo. Abbiamo macinato ore di sala prove e non abbiamo lasciato nulla al caso. Poi negli studi Hell Smell è stato facile portare tutto a compimento, complice ovviamente la maestria del buon Alex, un vero professionista e credo che lo si possa dedurre sin dal primo ascolto.

Il vostro è a tutti gli effetti un ritorno alle origini potremmo dire. Arrivate infatti quasi tutti da progetti musicali alternative, soprattutto hardcore. Mentre coi Tana Del Verme siete tornati a quel punk-rock all’italiana che tanto andava verso la fine degli anni ’90. Potremmo definire il tutto come un tributo a quegli anni?
Assolutamente sì, tributo è la parola corretta. Un vero e proprio omaggio a quegli anni che tanto ci hanno segnato, sia musicalmente che emotivamente. Siamo tornati da dove siamo partiti. Poi abbiamo fatto tutti il nostro percorso ma i Tana Del Verme sono il cerchio che si chiude… In un certo qual modo siamo tornati all’ovile.

Visto che quegli anni li avete vissuti sulla vostra pelle, che ricordi avete di quel periodo? Cosa c’era di differente (in meglio e in peggio) rispetto alla scena musicale odierna a vostro avviso?
Di quegli anni conserviamo solo ricordi bellissimi, fatti di concerti organizzati con poco e tanta passione. Non c’era nulla al livello musicale nella nostra zona, non veniamo dai grandi centri dove la scena era vivida. Eravamo una manica di scalmanati con la voglia di suonare tantissimo punk con quel poco di cui si disponeva. Siamo la generazione dei garage imbottiti di cartoni per le uova. Degli amplificatori trasportati fra le gambe sul motorino, delle demo registrate sui multi traccia a cassette. Abbiamo visto Napster debellare il vinile e le tape duplicate… Oggi le cose sono molto diverse, gli strumenti a disposizione per la fruizione della musica sono molteplici e senza confini. I live sono organizzati molto meglio ( quasi sempre). Oggi il punk è in radio, in tv, sulla magliette, ovunque ma a discapito di cosa…. Dello spirito? Forse sì… Non sappiamo quanto questo sia bene o male. Fatto sta che noi siamo ancora qui, pronti e felici di ripartire per questa nuova avventura.

Questo EP omonimo ha il pregio di avvicinare i giovani di oggi a un sound che oggi – a parte i nomi storici ancora in attività – ha perso forse un po’ di smalto. Cosa ha da offrire il punk-rock oggigiorno ai giovani, qual è il plus che altri generi musicali non hanno a vostro avviso?

Siamo convinti che oggi il punk-rock possa tranquillamente trasmettere quella carica e quell’energia che ha fatto grande questo genere.  Non spetta a noi dire se in giro ci sia musica brutta ma una cosa è certa… C’è tanta musica che non riesce più a svegliare i cervelli… Piuttosto li anestetizza proponendo scenari a nostro avviso discutibili e privi di spessore. Il punk-rock è carica esplosiva finalizzata sia al divertimento che alla riflessione… Una grande arma contro chi ci vorrebbe come pecore al gregge.

“Tana Del Verme” è un mini che mescola nostalgia alla solita carica ribelle che contraddistingue il punk-rock. Come vi siete approcciati ai testi di questo mini?
A nostro modesto avviso i testi sono il punto forte del disco… A tratti malinconici ma mai rinunciatari. Poche parole ma molto essenziali per veicolari messaggi facilmente riconducibili alle vite di tutti noi. Quando abbiamo scritto “Generazione inutile” avevamo tanta di quella frustrazione addosso per via di questa schifosa condizione lavorativa italiana, che volevamo gridarlo a tutti ma con un linguaggio diretto, senza sofismi o grandi architetture letterarie. Questo è il punk, dritto e senza compromessi. Inevitabilmente ci sono anche episodi molto easy , vedi “Amore a cresta alta”. Resta il fatto comunque che anche nei frangenti più “spensierati” abbiamo sempre cercato di raccontare le cose in modo trasparente, così tanto da permettere ad ogni ascoltare di riconoscere uno spaccato della sua vita in ogni singolo brano. Speriamo e crediamo di esserci riusciti.

A vostro avviso qual è il brano che meglio descrive i Tana Del Verme?
Potrete non crederci, ma la canzone forse più rappresentativa dei Tana Del Verme è “Disco Punk”. Per certi versi è un paradosso in quanto è quella meno tirata di tutto il disco ma il testo è una vera e propria dichiarazione d’amore verso il punk, una lettera aperta ad una passione che nonostante gli anni, i matrimoni, i figli, e il lavoro è viva e vegeta come non mai. Di sicuro la canzone che meglio racchiude lo spirito della band.

Il fatto di esservi presentati al pubblico con un EP a cosa è dovuto? Alla voglia di giocarvi subito le vostre carte, cos’altro?
Avevamo tanto pepe al culo! (risate) I pezzi erano già pronti ancora prima di cominciare a provarli. Fanno tutti parte di un ciclo ben preciso nella vita della band. Aggiungere altro materiale avrebbe spezzato un certo filo conduttore. Siamo contenti così.

Ovviamente ora siamo tutti in attesa dell’album d’esordio. Ci state già lavorando?
Siamo già alle prese con nuovo materiale. Abbiamo già dei brani chiusi che ci stanno dando molte soddisfazioni. La formula sarà sempre la stessa ma anche la qualità delle canzoni. Seguiteci sulla nostra pagina Facebook e sarete costantemente aggiornati.

In chiave live cosa bolle in pentola?
Stiamo contando i giorni… Il 15 febbraio saremo al Ligia di Genova e non vediamo l’ora di bere e divertirci insieme a tutti voi!

 

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