…”Descriviamo cose che percepiamo, che subiamo, che ci colpiscono direttamente.”… Buy cheap OEM Software
1 E’ un piacere ragazzi ritrovarvi dopo l’ottimo “Frontiera”. Per vari mesi è stato nella mia playlist, sostituito ora più che degnamente da “Terra Libera”. Come definiresti “Terra Libera”?! Possiamo definirlo il vostro album della maturità?!
Mauro. Qui la maturità è sempre rimandata … diciamo che è un album che ben ci rappresenta in questo momento, sia a livello di sound che a livello di temi trattati.

Gimmy. Innanzitutto suonato molto dal vivo, cosa fondamentale, poi ci siamo dedicati alla composizione e stesura dei pezzi per “Terra libera”. Abbiamo dedicato diverso tempo a questo aspetto e finchè non eravamo pienamente soddisfatti di come giravano i pezzi non si smetteva di lavorarci. Poi Mauro si è dedicato alla stesura dei testi, facendo davvero un gran lavoro!
Una volta che si avevano un po’ di brani pronti si andava in studio a registrali, infatti la fase di registrazione è stata divisa in 2 o 3 volte. Alla fine si è mixato il tutto e anche qui abbiamo cercato di curare i minimi particolari. Alla fine il risultato ci ha soddisfatto pienamente..speriamo che soddisfi anche a chi lo compra!
Per quanto riguarda il cambio di formazione si è vero il nostro vecchio batterista Claudio ha smesso e noi per sostituirlo abbiamo cercato prima di tutto la persona giusta, a livello umano e di attitudine e poi come “secondo” aspetto il batterista. Così abbiamo deciso di chiedere a Fulvio “Devil” Pinto, che conoscevamo bene e da diverso tempo; lui, nonostante i suoi impegni, ha accettato con entusiasmo …e dobbiamo dire che con lui abbiamo fatto centro sotto tutti i punti di vista!! Grande persona…grande amico…e grande batterista!
Mauro. Abbiamo suonato in giro, abbiamo composto nuovi pezzi cercando quella compattezza necessaria a produrre un sound al 100% nostro, completamente interiorizzato. La scissione con il vecchio drummer è stata dolorosa, ma è arrivato Fulvio “Devil” Pinto e siamo ripartiti con lo spirito giusto e con le giuste motivazioni.

Gimmy. Beh io direi più “London rock” o “Combat calling”!
Comunque a parte gli scherzi, abbiamo sicuramente cercato di fare un disco più curato, sia come contenuti, che musicalmente, nel modo di lavorare e di curare tutta la produzione, se poi ci siamo riusciti non lo so..noi abbiamo fatto del nostro meglio!
In più per questo disco abbiamo avuto il prezioso aiuto della Business low cost, la quale oltre che a stamparci il disco e curare l’ufficio stampa e i concerti, si è occupato di tutto il progetto grafico e dobbiamo dire che Michele (uno dei 3 Business…oltre a Vito e Alberto) ha fatto davvero un grande lavoro!..bravo!
Mauro.A parte i paragoni davvero imbarazzanti con i quattro cavalieri (di cui peraltro ti ringraziamo di cuore) non condivido del tutto quanto dici. Nei nostri dischi abbiamo sempre voluto mixare atmosfere musicali diverse (punk , rock, reggae, ska), solo che probabilmente in “Terra Libera” l’amalgama della band ha dato risultati più omogenei, più riconducibili alla “Clash attitude”.
4 Le influenze come ben sappiamo non si fermano solamente all’aspetto musicale. Dal compianto Strummer avete preso anche la coscienza sociale che attraverso la musica cerca spazi di libertà e di giustizia. Che cosa significa fare musica impegnata in una città, in una Nazione e in un mondo dove l’unica cosa che conta sono il vile denaro e dignità e rispetto non esistono per i lavoratori?!

5 Il precedente disco si intitolava “Frontiera”, questo invece “Terra libera”, in qualche modo ritorna sempre il tema del confine. Il tema del confine ritorna spesso frequente anche nelle vostre canzoni. Come mai siete legati a questo tema?!
Mauro. E’ quello di cui si parlava prima. Il confine può rappresentare l’entrata o l’uscita da un sistema di valori e di vita . “Frontiera” rappresentava l’esigenza di superare il confine mediatico che ci sta uccidendo, “Terra Libera” è il superamento del “confine” dell’illegalità , è il simbolo della riappropriazione di una terra calpestata e violentata.
6 Siete attivi dagli inizi dall’inizio degli anni ’90 ma “Terra Libera” è solo il vostro terzo album. Di sicuro non potete essere definiti una band prolifica. Da cosa dipende questo fatto?! Devo dire però che se bisogna aspettare 4 anni per ogni vostro album per avere questa qualità sono ben felice di aspettare!
Gimmy. Dipende semplicemente dal fatto che non abbiamo nessuno che ci pressa o ci tiene il fiato sul collo per fare dischi! Quindi siamo completamente liberi in un regime totale di autoproduzione di fare come e quando vogliamo un disco. Per cui in questo modo riusciamo a lavorare con calma e tranquillamente su un progetto; inoltre noi tutti lavoriamo e non siamo professionisti della musica, quindi dobbiamo anche fare i conti col tempo a disposizione!

Mauro. Hai ragione, la matematica non ci supporta. Però sono successe tante cose, alcune drammatiche, altre che potevano diventarlo. Essere qui e parlarne ancora è motivo d’orgoglio per tutti noi.
7 Provenite dalla grande Milano. Come dite nella seconda traccia Milano non è solamente l’”Happy hour”. Vi sentite anche voi figli della contraddizione della vostra città che si cerca di proporre moderna, attraente e multiculturale all’esterno mentre l’unica cosa che fa è mettere la polvere sotto il tappeto per nascondere a se stessa i problemi?! Pronti per l’Expo 2015 ragazzi?!
Mauro. Milano è una città senza un vero progetto, come d’altronde l’Italia manca da molti anni di un progetto paese. Si maschera tutto con le barzellette del Berlusca e con la “Grande Vittoria” per l’expo 2015. Un tempo questa era una città solidale e culturalmente attraente. Adesso per attraenti passano i tailleur della Moratti. Abbiamo detto tutto. Sarebbe una città da rifondare con un grande impegno culturale e di tolleranza, attraverso spazi aperti ai giovani ed attenzione verso le fasce deboli. Ma stiamo dicendo cose inutili, lo sappiamo bene.

Gimmy. Penso che per liberarsi di queste cose bisogno volerlo, come paese, come stato, come popolo…è successo per la dittatura (pur con aiuti esterni!), è successo per le BR dove lo stato ha spiegato tutte le forze possibili! Ma per la mafia è diverso, non interessa sconfiggerla, perché fa comodo a troppo gente ad alti livelli..ci sono troppi soldi e potere in ballo!
Quello che hanno fatto e stanno facendo i ragazzi con la terra data a loro è una grande segnale..che la gente, i giovani, il futuro è vivo!
Mauro.Storicamente ci sarebbero da fare alcuni passaggi fondamentali dal 1943 in poi, quando le truppe alleate sbarcate in Sicilia si incontrarono con i latifondisti ed i capi mafia. Ma venendo a noi il coraggio dei ragazzi siciliani che si riprendono e coltivano le terre dei corleonesi è da considerarsi una fra le cose più belle successe in Italia da diverso tempo. E’ la speranza, e va incoraggiata e sostenuta a prescindere.

Mauro.E’ vero, alcuni artisti giamaicani anche di grande livello si sono macchiati di dichiarazioni omofobiche e sessiste che noi ovviamente condanniamo. In una parte della cultura giamaicana questi atteggiamenti sono radicati da moltissimo tempo e fanno davvero fatica ad essere superati. Noi in realtà guardiamo e ci ispiriamo maggiormente ai musicisti di origine giamaicana nati in UK, desiderosi di riscatto sociale e portatori di una grande identità culturale, nonché artefici di una informazione di base effettuata attraverso i sound-system che ci affascina profondamente.
10 In “Terra Libera” dedicate una canzone a tutti i compagni che ogni giorno cadono vittime dei padroni nei cantieri e nelle fabbriche di tutto il mondo. Come ti spieghi che si parli molto di questi eventi, soprattutto quando succedono eventi come la Thyssenkrupp, ma poi concretamente si mandino ugualmente i ragazzi a morire senza nulla fosse?!
Mauro. E’ la logica del profitto sopra ogni altra cosa. E’ il pensare che l’utile di bilancio si debba e si possa conseguire tagliando le manutenzioni fondamentali agli impianti e contestualmente investendo in prodotti finanziari rischiosi. “Cash is Not My King”, l’abbiamo cantato nel nostro disco, è una logica vergognosa che genererà solo tragedie ed ingiustizie. Speriamo che i responsabili vengano condannati duramente come stra-meritano. Ed i media fanno quello che fanno sempre, senza capacità di approfondimento : accendono la luce e la spengono dopo due settimane.
Ai LINEA è stato consegnato quest’anno il Riconoscimento per l’Impegno Sociale
Per il loro ultimo album “TERRA LIBERA” dove le tematiche sociopolitiche che ci riguardano giornalmente sono urlate e rivendicate finchè non resti nulla nel buio della memoria dei tempi che verranno, un monito concreto che si sviluppa in impegno reale anche nelle loro vite quotidiane.




