TIGHTWIRE: Six Feet Deep

I Tightwire arrivano da Minneapolis e “Six Feet Deep” è il loro album d’esordio, uscito a ottobre dello scorso anno per Red Scare Industries.
Che dire, questo è un album che mi ha letteralmente stregato: 13 tracce di un punk rock che può essere posizionato, per gli amanti dei paragoni e giusto per darvi un’idea, tra i Copyrights e soprattutto i Teen Idols (senza la voce femminile).
L’iniziale Draggin’ Me apre le danze e lo fa con il giusto mix di energia e melodia, mix che ritroviamo in pezzi veloci come Hidden Planet, Body Language e Don’t Wanna Wait, tracce nelle quali l’accostamento con i Teen Idols viene quasi automatico.
Belle la title track, la successiva Spell on Me e soprattutto l’accoppiata Don’t Like To Lose, in pieno stile Copyrights, e Told Ya, il cui ritornello non vi si staccherà dalla memoria per molto tempo. C’è spazio anche per la scheggia pop Simple Question che anticipa un finale degno di nota con Out of It (bella l’alternanza tra il 4/4 tipico del pop punk e parti aperte alla Off With Their Heads) e i 24 secondi di Closing Time, nei quali torna prepotentemente l’immagine dei Copyrights, soprattutto per quanto riguarda la struttura del cantato.
“Six Feet Deep” tesimonia due cose: la prima che il Midwest degli Stati Uniti rimane un’assoluta garanzia per quanto riguarda il punk rock (Off With Their Heads, Banner Pilot, Dear Landlord, The Slow Death, Masked Intruder ecc ecc), la seconda, a proposito di garanzia, che la Red Scare Industries si conferma ancora una volta una vera e propria fucina di talenti.

Tracklist:

Draggin’ Me
Six Feet Deep
Spell On Me
Guts
Pentagram Tattoo
Don’t Like To Lose
Told Ya
Hidden Planet
Simple Question
Body Language
Don’t Wanna Wait
Out of It
Closing Time

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