ALKALINE TRIO

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“…Il pubblico guarda, e canta, estasiato, e l’ingresso delle tastiere, che ogni tanto fanno capolino dal retro palco, ci sembra che aggiunga davvero una marcia di espressività in più. Un’ora e un quarto senza quasi mai fermarsi…”

 

ALKALINE TRIO / FORTY WINKS live @ Transilvania live 17/02/06

Pochi giorni dopo San Valentino un Transilvania live pieno all’80% attende l’esibizione degli Alkaline Trio, mai passati da queste parti dopo l’uscita dell’ottimo “Crimson”.

A scaldare l’atmosfera ci pensano i Forty Winks. Definire “promessa” il combo bolognese suona ormai ridicolo, tant’è che nel poco tempo a disposizione dimostrano tutto il loro valore. Come ha giustamente fatto notare un amico “sono troppo bravi per avere successo in Italia”; speriamo lo trovino altrove.

Quando, dopo un veloce cambio palco, tocca ai protagonisti della serata si parte subito in quarta: una “Back to Hell” veloce e potente che infiamma subito la platea. MattSkiba e Daniel Andriano ci sembrano in buona forma nonostante i problemi avuti per esserci in orario, Derek Grant si conferma come il miglior batterista mai avuto dal trio e il concerto scorre via veloce.

La scaletta dosa bene successi recenti e pezzi più vecchi per non scontentare nessuno; si passa così dall’immancabile “Mercy Me” -che ogni tanto fa capolino anche nei network televisivi (finalmente)- a “Private Eye”, fino alla conclusiva “Radio”.

 

 

 Il pubblico guarda, e canta, estasiato, e l’ingresso delle tastiere, che ogni tanto fanno capolino dal retro palco, ci sembra che aggiunga davvero una marcia di espressività in più. Un’ora e un quarto senza quasi mai fermarsi ed il concerto finisce, il pubblico che defluisce sulle note di “Born to Run” (e se non sapete di chi è rimediate subito!) prima e dell’immenso Mike Ness (“Don’t Drag MeDown” se non ricordo male) poi ci sembra esausto ma contento, e anche il banchetto a prezzi umani -CD a 10euro e magliette a 15- ci sembra che contribuisca alla riuscita dell’evento.

Personalmente preferisco il Trio Alcalino in studio, dove possono giocare di più con arrangiamenti e atmosfere, ma anche la versione decisamente più solida e secca del live li conferma come uno dei migliori gruppi che il “punk” offre al giorno d’oggi.


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