ANTI-WAR (Anarcho Punk Compilation Vol. I)

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ANTI-WAR (Anarcho Punk Compilation Vol. I)

Nel ’79 in Inghilterra il movimento Punk stava vivendo un momento di forti cambiamenti: la stampa e i media lo davano per morto, qualcuno rispondeva che non era affatto così! Il Mod Revival e lo Ska 2 Tones avevano invaso i club scalando le classifiche nazionali e si stavano apprestando dad invadere l’intera europa…Nel frattempo l’Oi! iniziava a farsi strada tra le periferie proletarie ecc…
Una parte dei punks vedeva in tutto ciò soltanto omologazione, moda e frustrazione. Rifiutando tutto ciò, questi punks iniziarono a riunirsi attorno ad una band che fece storia: i Crass, i quali diedero vita, insieme a molte altre band, al cosiddetto movimento Anarcho-Punk. Gli ideali che raggruppavano migliaia di ragazzi e ragazze nelle comuni Punk di tutta Inghilterra erano la filosofia del Do It Yourself, l’antimilitarismo, l’animalismo, il rispetto per l’ambiente e molto altro ancora.

Nonostante tutte le polemiche che verranno fuori in seguito – su tute l’accusa di hyppismo rivolta allo stile di vita degli anarcho-punks – non si può certo negare che la scena Anarcho-Punk abbia lasciato il segno sulle generazioni successive.
Grazie a questa prima raccolta (a sentire quelli della Overground Rec., è solo il primo dei volumi di una lunga serie) anche chi non ha vissuto in prima persona gli anni dell’Anarcho-Punk potrà farsi un’idea di cosa rappresentò questo movimento.

Nel CD troviamo 23 bands (la maggior parte delle quali sparirono dopo il 1984) che seguono altrettanti pezzi, molti dei quali già editi sugli ormai rarissimi 7” ed EP della Crass Records, e un buon numero di inediti e demo. Si va dai violentissimi Dirt con il manifesto “Anti War” ai Zounds con l’inno “War”, dagli hippy-punks Astronauts agli A-Heads (in cui militava Bruce dei Subhumans), dagli elettro-punx Flowers In The Dustbin ai mitici Omega Tribe. E poi Metro Youth, Kronstadt Uprising, Politcal Asylum, Anthrax, The System e molti altri ancora sino ad arrivare agli Anti System, Rubella Ballet e The Snipers.

Ad impreziosire il tutto troverete un booklet di 23 pagine ricco di foto e corredato delle note di Sean McGhee che, ripercorrendo gli anni dell’Anarco-Punk, vi racconta la storia delle bands e della fine che hanno fatto i loro membri. A riguardo, aspettatevi molte contraddizioni e delusioni, d’altronde il Punk è anche fatto di questo!


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