BAD ASTRONAUT: Acrophobe

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BAD ASTRONAUT: Acrophobe

Ep di esordio per il “cattivo astronauta” questo “Acrophobe” targato Honest Don’s; pur trattandosi a tutti gli effetti di un primo album però i componenti del gruppo non sono affatto degli esordienti, troviamo infatti Joey Cape dei Lagwagon e Derrick Plourde che è stato dietro ai tamburi del gruppo californiano per i primi tre album. E per questo progetto collaterale il buon Joey ha voluto mischiare le carte, tirando fuori della musica che è si riconducibile ai Lagwagon, ma che ne rappresenta in un certo senso l’esasperazione pop, in senso positivo. Non mancano accelerazioni e brani veloci, come non citare la bellissima cover di Ellioth Smith “Needle in The Hay”?, ma sicuramente il punto di forza -ed anche quello più originale- è stato quello di conciliare melodie lente ed avvolgenti con il background punk del combo. Se aggiungiamo anche che a “complicare” ancor più le cose ci ha pensato un produttore certo non poco importante come Mark Trombino forse riusciamo a rendere l’idea di cosa rappresenti questo disco. E così che si resta affascinati dalla leggerezza con la quale il gruppo tratteggia “Anecdote” oppure “Deformed”, altro affresco pop con tinte rock. Ma non dispiace nemmeno l’iniziale “Greg’s Estate”, molto simile al tipico suono dei Lagwagon. Altra caratteristica del gruppo è l’uso di moltissimi strumenti, infatti troviamo in questo lavoro pianoforti e tastiere, fiati e strumenti a corda di ogni genere e, in generale, la voglia di sfuggire al classico basso-chitarra-batteria-voce. Il risultato all’inizio lascia smarriti, perché si cambia d’atmosfera ad ogni traccia, ma con il tempo affascina e stupisce per la fantasia dimostrata, e questo è certamente un pregio non da poco. Certo, se per voi gruppi come Radiohead non sono importanti non pensate all’acquisto di questo EP, perché ne rimarreste probabilmente delusi, ma per tutti gli altri l’ascolto almeno è di dovere.Se poi quanto dichiarato dalla band dovesse essere vero, e cioè che nel 2001 usciranno altri due dischi a marchio Bad Astronaut (uno split con gli Armchair Martian ed un album per la stessa etichetta di Joey, la My Records), sicuramente le occasioni non vi mancheranno. L’astronauta è atterrato sulla terra, e minaccia di rimanervi a lungo!


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