BLACK CAT MUSIC: Hands In The Estuary,Torso In The Lake

BLACK CAT MUSIC: Hands In The Estuary,Torso In The Lake
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BLACK CAT MUSIC: Hands In The Estuary,Torso In The Lake

Può un termine come “malinconia”, oppure “spleen” adattarsi ad un disco definito punk? Tutto è possibile, ma sinceramente non avrei mai pensato di arrivare a questo livello… eppure i Black Cat Music riescono in questo paradosso, e ci presentano in “Hands In The Estuary…” uno spaccato del loro modo di intendere la musica, a metà strada tra il pop mellinfluo ed il punk più strano. Provenienti da Oakland, e formatisi dalle ceneri dei Criminals e dei Receivers, questi Californiani dimostrano di non seguire il trend imperante della west coast tutto energia e velocità ma cercano di andare in una direzione dove un certo tipo di punk diventa collante per quadri dalle tinte sfocate e sfuggenti, un rock di matrice chitarristica ma volutamente indefinito. Bella l’iniziale “The Valentine” con un riff azzeccato, così come la title track con il suo sferragliante carico di energia, si fanno poi anche apprezzare la quasi acustica “Most Perfect Day, Ever” e XXX ; la voce sembra rubata ad un Lou Reed particolarmente intonato e gli arrangiamenti sono molto maturi e complessi, il che è abbastanza strano se consideriamo che questa è la terza prova discografica dei quattro ma la prima di un certo livello. In ogni caso una definizione come “ecco come suona il punk quando cresce” si calza a pennello per i Black Cat Music, che pur non dimenticando una certa irruenza sanno affascinare anche con il volume basso dell’amplificatore, fatto questo che li rende una piacevole eccezione nel “globalizzato” panorama musicale attuale. Questa policromia di sonorità gioca a loro favore, e fa si che il disco scorra in maniera quasi automatica, e sicuramente chi adora bands come International Noise Conspiracy o Murder City Devils, punk si ma a modo loro, dovrebbe almeno ascoltare una volta “Hands in the estuary…”. Certo, e qui c’è il rovescio della medaglia, alcune volte il gioco intelligente dei Black Cat Music non riesce appieno e le canzoni perdono un po’ di appeal, ma per essere un disco di quasi-esordio non si poteva onestamente chiedere molto di più.


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