CHAOS TOUR: The Casualties, Discomostro, Chaos Being (Decibel, 30/06/16)

CHAOS TOUR: The Casualties, Discomostro, Chaos Being (Decibel, 30/06/16)
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Nel momento in cui sto scrivendo queste righe ho ancora le palle appiccicate dal sudore, i Casualties sono uno di quei gruppi che ascolto da sempre e che non avevo mai visto live, quindi ‘fanculo la menata da milanese imbruttito per il caldo e mi tuffo nella sauna del Decibel per l’ultimo appuntamento al chiuso di questa stagione, organizzato come sempre dalla Out Of Control con l’immancabile supporto del Decibel e di Hellfire.
Arrivo al locale tiratissimo, non c’è ancora molta gente, ma il cortiletto è già in fermento con le creste colorate e le borchie, oltre alle distro Rock Out Fascim di Ste, Anfibio Records di Bolzo e ovviamente la Out of Control, faccio compere perché è impossibile resistere, e tra una zanzara e l’altra si fanno sempre due chiacchiere piacevoli. Nel frattempo sul palco ci sono già i Chaos Being da Milano, ai quali vanno le mie scuse per le pochissime foto, il loro metal suonato da pazzi fa saltare i pochi ragazzi coi capelli lunghi sotto il palco, non esattamente il mio genere, ma bisogna riconoscere che sti ragazzi sanno suonare e anche molto bene, su questo penso siamo tutti d’accordo.

Esco a prendere un po d’aria e una birra perché dentro già c’è la cappa di umido, il mio amico Benny mi racconta delle sue ultime, e delle prossime, avventure in Spagna (oh fraté non ti ho salutato a fine serata!), e chi lo ferma sto qua? Poi arrivano Walter e una delle colonne portanti della Punkadeka Crew, Amanda, che ha tutta la mia invidia per una certa foto che ha fatto, seguirà una news, nel frattempo arriva un po di gente, non da sold out e nemmeno poca, ma credo che purtroppo in periferia di Milano in settimana non si può chiedere di più se non c’è il nome del momento, anche se devo dire che la fauna presente è davvero tosta…inoltre c’erano altre belle serate anche in zona, quindi è andata bene così, ma mi sto perdendo, sul palco stanno salendo i Discomostro e finalmente me li posso godere anche live, oltre che su quel capolavoro del loro primo disco.
Come mi aspettavo la resa live è devastante, perfetti e precisi come un orologio, potenti come il maglio perforante di Goldrake, urlano uno dopo l’altro i pezzi dell’album, particolare attenzione per i miei pezzi preferiti (praticamente tutti, ma in particolare Mostro, Ascensore e Gennaio), con un attimo di tensione misto a sbandamento e commozione quando il buon Carlame ha detto “ora facciamo un pezzo che ho scritto 15 anni fa: Vecchio”, delirio vero, con gli Skruigners ci sono cresciuto, ma per fortuna questa parentesi non ha per nulla annebbiato lo splendido live che ci hanno regalato i Discomostro, finalmente un po di pogo, il sudore scorre a litrate e in tanti conoscono già i pezzi, personalmente spero che questo progetto vada avanti a lungo e che i ragazzi raccolgano sempre più soddisfazioni e consensi lungo la strada, se li meritano.

Uff altro giretto fuori perché dentro adesso è un’inferno, il tempo di fare un altro paio di acquisti che i Casualties sono già sul palco, come detto per me la prima volta che li vedo, un po d’emozione, anche a 35 anni e duecentomila concerti, c’è sempre. Non ricordo la scaletta, ricordo giusto qualche pezzo qua e la perché al posto che stare li a segnarmi i titoli per fare un lavoro degno di questo nome mi sono perso ad urlare ed a fare qualche pessima foto, Resistance, For The Punx, NYC, We Are All We Have tra quelli che mi vengono in mente, e tra una minchiata in spagnolo e l’altra concludono verso mezzanotte con “we are all we have” con una temperatura che credo si aggiri intorno ai 65°C ed i vetri che si appannano, e fuori ce n’erano 30 di gradi…), il pavimento che ormai è una pista saponata ma le facce sorridenti.

Nessuno ha il coraggio di chiedere il bis, sono tutti soddisfatti ed esausti, e loro hanno dato tutto quello che avevano, dopo il concerto ed un po di fiato ripreso si mettono a gironzolare dentro e fuori il locale con la faccia davvero contenta, penso che, abituati come sono a suonare davanti a 5000 e passa persone a 5 metri di distanza, ritrovarsi in un piccolo locale con 200 punk scatenati praticamente in braccio deve essere stata una bella cosa, infatti nessun atteggiamento da rock star o da punk navigati, e questo gli fa guadagnare altri punti. Qui di seguito un po di foto fatte durante la serata che non hanno niente a che fare col concerto vero e proprio, ma che, secondo me, sono il bello dei concerti, ovvero chi vi partecipa


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