GAMITS: Rose Harbor Anthems

GAMITS: Rose Harbor Anthems
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GAMITS: Rose Harbor Anthems

Eccoci al cospetto di una bands di pop punk come si deve; a proporcela ci pensano come spesso succede di questi tempi i tipi della genovese Wynona, e per farlo hanno pensato bene di pubblicare questi dodici brani che di fatto costituiscono l’esordio del trio americano, laggiù edito da Suburban Home,nel vecchio continente. Dodici pezzi dove la componente pop dei Gamits ha libero sfogo, sorretta come da standard da un’adeguata potenza ritmica e da liriche tutto sommato piacevoli -evitabile qualche scivolata in territori emo- che compone una ricetta di per se non originale, ma che nello specificorisulta piacevole. Registrati a Denver e con una resa sonora nella media, pezzi come l’iniziale “Reset” oppure “Guy in Club (mekes new friend)” o meglio ancora “Take It On Run” reggono bene all’ascolto e con il loro speed pop (un neologismo?) dimostrano così di avere le possibilità per farsi apprezzare su larga scala anche sul suolo italico, “bombardato” a dovere di questi tempi dalle esibizioni dal vivo dei nostri. Chi si è affrettatto a paragonarli ai Green Day non ha tutti i torti, perché pur riscontrando differenze stilistiche tra i due gruppi possiamo ritrovare anche nei Gamitsla capacità di saper scrivere ottima musica, adatta anche ad un pubblico “di massa” senza risultare vuota ed inutile, proprio come il “Dookie” dei loro fratelli maggiori. Chiaramente il mercato ha logiche che spesso esulano dalla bravura artistica e probabilmente queste idee rimarranno tali, ma questo non toglie nulla al fatto che un disco come “Rose Harbor Anthems” siaun modo più che piacevole per passare 33 minuti ascoltando musica senza troppi pensieri, il che è quasi tutto ciò che si chiede alla musica.


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