Hardcore series COUNTDOWN RECORDS

Hardcore series COUNTDOWN RECORDS
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Visto il gran fermento nella scena hardcore, partiamo con questo piccolo dossier sulle piccole realtà discografiche di casa nostra attinenti al genere. Ad aprire la serie ecco Countdown Records di Vicenza, qui rappresentata dal suo “boss” Luca.

Innanzitutto partiamo con le presentazioni.

Luca Burato: Ciao! L’etichetta nasce ufficialmente nel 2004 con l’apertura di Countdown Shop (ora chiuso). Inizialmente eravamo due soci, ma con la chiusura del negozio Matteo (il mio ex socio) ha deciso di dedicarsi ad altro, sempre in ambito musicale. Prima di Countdown gestivo un’altra piccola etichetta, OCW Records che ha all’attivo quattro produzioni.

A quale etichetta ti senti più legato a livello di idee e organizzazione?

L.B.: Lavorare in un’etichetta ti porta inevitabilmente ad avere rapporti con altre label. Sicuramente quelle con cui mi sono sempre trovato e mi sento tuttora più vicino sono SOA Records, Brutus, Valium, Goodwill per quanto concerne l’Italia e  Pure simple e Legion Luciferes per l’estero.

Cosa ti ha spinto a mettere in piedi il progetto Countdown e quali sono stati i tuoi primi passi a livello promozionale?

L.B.: Mi è sempre piaciuto seguire le band, dalla produzione al merchandise fino all’organizzazione degli show. E’ una gran bella soddisfazione vedere una tua band che cresce e si fa un nome… Diciamo che è stato soprattutto questo a farmi mettere in piedi il progetto Countdown. A livello promozionale ci siamo sempre arrangiati, contattando di persona i distributori per cercare di promuovere al meglio le nostre uscite. Lavoriamo molto sulla pubblicità, cercando di pompare bene ogni uscita, come è sempre successo finora.

Quanta gente è coinvolta nell’etichetta e come scegliete i gruppi da produrre?

L.B.: La maggior parte del lavoro è svolto da me: scegliere le band, contattare i distributori, aggiornare la distro… Nell’etichetta è coinvolta comunque altra gente, soprattutto amici che mi danno una mano. Se guardate ad esempio il sito, l’ha sviluppato una mia amica… Mi da sempre una mano con le grafiche!

Per quanto riguarda la scelta di un gruppo ci sono diverse cose da valutare: prima di tutto devono essere persone oneste, di cui ti puoi fidare e con le quali avere anche un certo rapporto di amicizia. Poi altre caratteristiche come avere una buona dose di attitudine, un bell’impatto scenico…

Quali sono state le prime difficoltà che ti si sono presentate?

L.B.: Sicuramente il fattore economico. La produzione costa parecchio!!!

Visto che al momento non siete ancora distribuiti, pensi che il DIY sia ancora fattibile oggigiorno a livello di etichetta discografica e per l’organizzazione di concerti?

L.B.: Sicuramente sì, il DIY è fattibilissimo oggigiorno. In Italia sono molte le realtà DIY che organizzano periodicamente eventi e producono band! Sicuramente ci vorrebbe un po’più DIY e meno myspace, Suicide Girls e tutte queste trovate dell’ultim’ora.

Se non sbaglio siete di Vicenza. Come è la scena musicale dalle vostre parti e, cosa curiosa, come mai vi spingete sempre così lontano con le band da produrre?

L.B.: La scena di Vicenza è ridicola come la gente che la popola… Sono davvero poche le band rispetto a qualche anno fa, questo perché la poca gente rimasta si perde a insultarsi via web e a cercare di formare ulteriori discrepanze in una scena ormai distrutta di per sé! Gli Argetti sono una delle poche realtà durate fino a oggi, possono piacere o meno ma sono l’unica band degna di rispetto in mezzo a questa mischia di froci piglia in culo, rockstar che lasciano il tempo che trovano e Sick Girl che sono di Vicenza. Ecco cosa ci spinge a prendere le band da altre parti!

Quale tra i vari CD da voi pubblicati sta riscuotendo maggior successo a livello di vendite?

L.B.: Sicuramente The Difference e The Vendetta sono quelli che hanno venduto di più. Sono gruppi rodati con anni di esperienza alle spalle, poi sono dei bellocci quindi le Suicide Girls si innamorano di loro… Non come i Gonna Fall Hard che le Suicide Girls li piglierebbero a calci nel culo hehehe…

E quale tra i vostri dischi ti ha dato maggior soddisfazione a livello personale?

L.B.: Tutti mi hanno dato qualcosa. La cosa più bella è avere un rapporto duraturo con le tue band, con alcune funziona alla grande con altri un po’ meno ma l’uscita del disco e la promozione è sicuramente una grande soddisfazione per tutti.

Facci un breve commento sulle band da voi prodotte:

The Difference: grande band e ottime persone! Il loro lavoro è uno dei meglio dischi old school usciti in Italia da anni.

The Vendetta: è uno dei gruppi italiani che gira di più all’estero. Si dice che il batterista sia il fratello figo di Costantino!

Sledge HC: ottime persone, molto disponibili! Uno dei pochi gruppi che suona ancora in stile NY hardcore.

Headed Nowhere: non ho più lavorato con loro… Non saprei che dire        

Gonna Fall Hard: sicuramente la band più odiata d’Italia!  

La prima cosa che blocca una persona al pensiero di mettere in piedi un’etichetta è senza ombra di dubbio il discorso economico. A meno che tu sia miliardario, come ti muovi al momento di mandare in stampa un disco a livello di pubblicazione e promozione?

L.B.: Ed è qui che ti sbagli ragazzo mio… Io sono miliardario! (risate) Metto via un euro su ogni CD che vendo, così un giorno posso comprarmi una macchina abbastanza grande da contenere tutte le puttane che vogliono il mio cazzo e girare per Vicenza tipo L.A.! 

Quanto tempo ti occupa giornalmente a livello gestionale/promozionale l’etichetta?

L.B.: Tutto il tempo che posso dedicarle. Conta che sto ancora a scuola (spero ancora per poco) quindi dipende… Quest’anno per forza di cose ho dovuto mettere come priorità la scuola, ma riesco ugualmente a starci dietro parecchio.

Quanti demo ricevi mensilmente e quale è la cosa da evitare in una presentazione allegata al CD?

L.B.: Dipende, ci sono mesi che ne ricevo davvero tanti, dai venti ai trenta e altri solamente due o tre! Per quanto concerne le cose da evitare, mah non saprei…Forse foto scandalose da myspace con frange stralaccate e slip-on della Vans.

A quale indirizzo una band può mandare il proprio promo?

L.B.:www.countdownrecords.com li trovi tutto! 😉

Sempre parlando di etichette, molte hanno alla base uno stile di vita che cercano di trasmettere anche su quanto prodotto (straight-edge, animal liberation…). Countdown ha anch’essa messaggi personali da diffondere?

L.B.: Per quanto riguarda Countdown io sono SxE, ma la prendo come una filosofia personale. Alcuni membri di band sotto Countdown sono SxE ma sicuramente non mi sento di far passare Countdown come un’etichetta legata principalmente allo SxE o all’animal liberation (anche perché io non sono più vegetariano da anni). Non mi sento neanche di giudicare il fanatismo SxE o Vegano, come fanno tante band di merda che non trovano niente di meglio da dire che sparare cazzate su movimenti di cui non conoscono nulla. Ognuno fa quello che vuole poi sono i fatti che parlano. Preferisco di gran lunga gli Earth Crisis agli Shandon per esempio. Amo divertirmi restando pur sempre SxE, senza uccidermi di droghe o di alcool, mi piace tanto l’hip hop e l’OI! quindi alla fine non potrei fare l’hard line… Non funzionerebbe!

La scena hardcore nazionale sta vivendo un buon periodo sotto tutti i punti di vista. A cosa pensi sia dovuto questo rinato interesse generale e quanto può aiutare una piccola etichetta?

L.B.: Non credo ci sia stato un interesse generale… A meno che tu non parli di emocore e robe da froci. Cioè, se guardi bene è vero che ci sono molte band e il livello tecnico si è alzato parecchio, ma alla fine siamo stati invasi da una marea di finocchi frangiati che passano tre ore al giorno su myspace per farsi foto da froci. La tua band ha 3000 amici su myspace poi quando vai a concerti non vedi nessuno! A meno che non suoni la reunion dei “che cazzo ne so” o gli Atreyu. Tutto quanto si è banalizzato e ridotto a semplice moda, chi segue da diversi anni la scena hardcore (ma anche OI! e punk) si sarà accorto che non c’è più il tiro di una volta, Si faceva casino tutti assieme e ci si divertiva veramente.

Cosa ti piace e cosa non approvi dell’attuale panorama hardcore italiano e non?

L.B.: Come già detto sopra, stiamo riducendo tutto a moda. Che vuoi che ti dica? Tu ci vedi qualcosa di buono nelle Suicide Girls o su myspace? Sono tutte trovate per guadagnare un po’ d’interesse in un genere che ormai è morto da anni. La cosa positiva è che c’è ancora un po’ di gente che se ne tira fuori, conoscete DWT Crew?

Quali nuove uscite italiane e non ti hanno colpito maggiormente di questi ultimi tempi?

L.B.: Non c’è molta roba nuova che mi colpisce… I Madball hanno fatto sicuramente un bel disco! Anche quello dei The Difference è da paura!

E per quanto concerne l’estero, hai qualche contatto che ti permette di distribuire le uscite Countdown? Quale stato europeo pensi vada preso come esempio a livello di scena e interesse oggigiorno?

L.B.: Si certo ho molti contatti in tutta Europa. La scena Belga in particolare mi piace molto… L’ex bassista dei Justice (Spoiler) ha disegnato il nuovo logo di Countdown!

Quali sono i progetti attuali di Countodown?

L.B.: A maggio esce il nuovo CD/EP dei The vendetta con inclusi alcuni videoclip! Poi ci sono altri progetti in ballo più o meno da confermare!

Quali band ti piacerebbe produrre in futuro?

L.B.: Mah… Forse qualche discografia di gruppi passati, questo mi piacerebbe molto. Gruppi attuali non so… Forse Justice, Woptime, 25 Ta Life…

La linea editoriale di Countdown pensi rimarrà inalterata anche per il futuro oppure potreste anche aprire le porte anche a band non prettamente hardcore?

L.B.: Mi piacerebbe un casino fare qualcosa di hip hop italiano. I Settimo Paragrafo sono una band vicentina molto valida, stanno lavorando al nuovo disco. Se ci sarà possibilità potrebbero approdare su Countdown… Chi lo sa?!

Come molte piccole etichette anche Countdown lavora molto sul fattore distro. Quanto incide a livello di introiti per un’etichetta e come gestite la cosa con le case discografiche e le band presenti nella distro?

L.B.: Incide molto. I soldi li ricaviamo soprattutto da lì! Abbiamo una grossa rete di scambi anche con etichette grosse e questo ci permette di far girare il nostro materiale scambiandolo con cose molto valide che vendono bene!

Tatuaggi e hardcore, un connubio ormai consolidato che si rispecchia anche per quanto concerne Countdown o sbaglio? Il vostro vecchio logo ad esempio è stato creato da un tatuatore…

L.B.: Sì, mi piacciono i tatuaggi. Quelli colorati e quelli con mostri e simili sono i migliori… Bare, morti, teste mozze mi fanno invece un po’ impressione. Mi ha introdotto in questo mondo il mio amico Lupo che ha uno studio qua a Vicenza (www.inksidetattooing.com). E’ molto carino (lui, ma anche lo studio hahahaha), se passate di qua fateci un salto. Il logo classico l’ha disegnato lui mentre quello più hardcore, come già detto, l’ha realizzato Spoiler!

Sogni nel cassetto?

L.B.: Prendere un diploma (cazzo, sono anni che ci vado dietro!!!) Poi altre cose: ville con piscine, tatuaggi, rovinare la scena hardcore…

Grazie per l’intervista!!!


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