PATH: Hombre Lobo Session

PATH: Hombre Lobo Session
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PATH: Hombre Lobo Session

Ritorna Path con il secondo disco, ritorna quel ragazzo di Anguillara Sabazia capace di rigirarti l’anima a colpi di plettro, ritorna alla grande con un disco che è un omaggio alla classe lavoratrice, la voce calda e tranquilla prestata a chi non ne ha mai avuta, o non ne ha più e vorrebbe gridare. Come sempre le emozioni quando parlo di Path si fanno pesanti e si intrecciano in una spirale di rabbia e malinconia, ricordi e storie di tutti i giorni, una schiscètta che non vedi l’ora di aprire, piena di vita difficile e salti mortali per avere il pane a tavola, ingiustizie ma anche speranza, storie di vita vera alcune intime e personali, altre che riguardano la sua città o meglio i suoi personaggi ed altre ancora che riguardano tutti noi.

Il suo modo di affrontare gli argomenti, anche i più cupi, è incredibilmente naturale, poesie nate dal cemento sbeccato, poesie stradaiole di cui ormai è maestro, ed ogni singolo pezzo è accompagnato da una struttura musicale semplice ma ricercata, in modo da dare all’ascoltatore la sensazione di essere dentro al pezzo. Oltre alla sua chitarra acustica e l’armonica stavolta troviamo qualche spruzzata di chitarra elettrica ed in un paio di pezzi troviamo la hammond ovviamente di Jimmy Bax ed un bellissimo banjo che mi porta sulle assolate praterie americane, o almeno mi da sta sensazione.

Sono talmente tante le cose che vorrei scrivere su questo disco che non so da dove iniziare, e probabilmente scriverei qualcosa non all’altezza di questo disco, quindi in parte lo lascio scoprire a voi, dico solo che non è facile trovare un pezzo sopra gli altri, forse per emozioni provate sulla mia pelle posso dire che “sempre meglio della paura” mi ronza in testa da qualche settimana, una canzone d’amore così di questi tempi è oro puro…lo chiamano il nostro Billy Bragg, ma mi permetto di dire che non è corretto, non del tutto, nonostante il paragone con lui come con altri cantautori sia d’obbligo credo che Path sia Path, un uomo d’altri tempi che scrive poesie d’altri tempi.

Registrato, mixato e masterizzato da Valerio Fisik all’Hombrelobo studio di Roma, grafica curata da Federica “La Rude” Scaricamazza (ZanzaRude Project), foto di copertina di Simona Strozzi, produzione a cura di Roberto Gagliardi – Hellnation Records e Green Records.

tracklist

lato 1

01. Zafferino

02. uso quello che ho (hammond di Jimmy Bax)

03. un altro giorno di gloria

04. il vestito della festa

05. il fantasma di Toni Toscano

06. beat hop

lato 2

07. l’omicidio di Abd El Salam

08. questo mondo non mi renderà cattivo (banjo di Capitan Karl Lee)

09. statale bis (scritta con Bardo)

10. rolex (banjo di Capitan Karl Lee)

11. sempre meglio della paura (hammond di Jimmy Bax)

12. Oliver bar (demo)

bonus tracks su CD

13. buone notizie dal fronte nord (demo)

14. rio marina (demo)

15. tienimi qui (demo)


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