PERSIANA JONES: Brace for Impact

PERSIANA JONES: Brace for Impact
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PERSIANA JONES: Brace for Impact

“Brace for Impact”, letteralmente “prepararsi all’impatto”, questo il titolo della nuova fatica dei Persiana Jones. Fatica che stavolta porta per interola firma di Darian Rundall, che deve averci preso gusto dopo i tre brani già prodotti del precedente “Agarra la Onda”. Ed è proprio da quel disco che i Persiana sono partiti, accentuando ancora di più la parte ruvida, quasi hardcore, dei brani e lasciando ai fiati e alle ritmiche in levare un ruolo minore ma non meno importante.L’ “impatto”, e proprio il caso di dirlo, è dei migliori: in apertura una title track tanto potente quanto immediata, e non è ancora finito il pezzo che già canti “Brace for Impact”. Andando avanti troviamo poi “Troppo Vuoto”, invettiva durissima eppure sussurrata che esplode nel ritornello, ma anche “Non Certo Eroi” è da meno, una la dichiarazione d’intenti in musica con un Bob Marini in versione rock’n roll. Doveroso poi citare “La Nave”, brano scritto, e cantato, in compagnia di Seby Derozer, e non è difficile immaginare la gente sotto il palco che presto la canterà tutta. Immancabile poi la cover, ovvero una versione decisamente heavy di Livin la Vida Locache certo non ci fa rimpiangere Ricky Martin. Ma sono partito dalla fine per cercare di capire il senso di questo disco, e ascoltando il testo di “Un’emozione” tutto mi è sembrato più chiaro. Il senso di un’avventura nata per scherzo e che va avanti da ben 15 anni, con “quel sentimento strano” che parte dal palco e si trasmette ad un pubblico sempre fedele, il fare musica per divertimento e senza obblighi o mediazioni di sorta, questo sono Persiana Jones e questo è, ancora una volta, “Brace for Impact”. Chi vorrà capire quello che dico non ha che da ascoltarlo; difficilmente se ne pentirà.


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