PUNKREAS: Falso

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PUNKREAS: Falso

A dar retta alle voci che hanno preceduto l’uscita di “Falso”, sembrava che i Punkreas avessero abbandonato quello che è da sempre il loro marchio di fabbrica, il punk-ska in italiano, per dedicarsi ad oscuri incroci di rock, funk e reggae. Niente di tutto questo, anche se il sesto disco di Cippa e soci segna comunque alcuni importanti cambiamenti, primo fra tutti l’abbandono di Mastino, batterista dagli esordi che cede il posto a Gagno, attivo da tempo nella scena punk ma con un background di stampo jazzistico. Registrato al Jungle Sound di Milano, questo disco ci presenta, ed è la prima volta, alcune incursioni in territori mai battuti finora dai cinque del fiume Olona, e così “Dividi e Comanda” diventa hard rock, mentre “Più di Voi” fa l’eco ai Red Hot Chili Peppers. Certo, vi sono anche pezzi più “classici”, “WTO” e “Gran Galà” su tutti, così come non manca il pezzo-tormentone, una “Canapa” che dice tutto già dal titolo. Quello che emerge poi prepotentemente è la crescita stilistica nei testi, che riescono nel difficile compito di essere al tempo stesso fruibili da tutti e mai banali, dimostrandosi in quasi tutti i casi, eviterei il solo episodio di “Falsa”, all’altezza dell’argomento trattato. La gente li segue in massa, la critica parla di loro come di un gruppo “per bambini”, dimenticando il fatto che fino all’altro ieri -diciamo trentamila copie fa…- erano rispettati da tutti e ricordando così che l’invidia è una brutta bestia, tralasciando che “Falso” è un buon lavoro, forse il più “leggero” nelle atmosfere, affatto banale per quello che dice e di certo il più coraggioso per le scelte operate. Ad ognuno la propria opinione, ai Punkreas gli auguri di un futuro sempre in salita.


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