STRYDER: Jungle City Twitch

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STRYDER: Jungle City Twitch

E chi lo ha detto che il college rock lo sanno fare bene solo i Weezer? Qui certamente nessuno, e a riprova di ciò vi segnalo con piacere “Jungle City Twitch” degli Stryder, formazione con base nella east coast dedita appunto a questa commistione di rock, punk, emo e pop. Dopo un cambio di formazione radicale, e a due anni dall’esordio discografico, i nostri si sono chiusi nei Manhattan studios affidandosì così a Ray Martin, che nel suo curriculum sfoggia collaborazioni con Jeff Buckley, Black Crowes e Iggy Pop, e ne sono usciti i dieci pezzi che compongono questo lavoro. Lavoro che spicca per eclettismo; l’iniziale “Billy” potrebbe ricordare gli ultimi Samiam, ma “Summer Coat”, con il suo suono simil-demo acustico, ci porta già mille miglia distanti. Personalmente, e forse era prevedibile, li preferisco quando “imbracciano l’artiglieria”, come ad esempio in “This is the Time”, davvero ben fatta nella sua semplicità, così come in “New Enemy”. Passando ai difetti continuo ad oppormi vivamente ai testi sempre e solo “emo” (stile “donne che ti lasciano e tristezze assortite”) che, anche qui, caratterizzano l’intero lavoro e non capisco come si faccia ancora ad inserire un solo di batteria su un disco di studio nel 2002 -ascoltatevi il finale di “Circular Highway” per capirmi- ma, nel complesso, il lavoro è veramente ben fatto e merita un ascolto agli appassionati più smaliziati del genere. Una menzione speciale va anche alla Equal Vision che dimostra ancora il discreto fiuto che la caratterizza.


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