URLA NEL SILENZIO

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URLA NEL SILENZIO

Anche se datata di diversi mesi non potevamo esimerci nel pubblicare la recensione:
“Perché Urla nel Silenzio? Semplice capirlo per chi vive nella nostra realtà, quella della valle d’Aosta…”

Così si legge sul retro del booklet di questa raccolta proveniente appunto dalla piccola e probabilmente poco conosciuta musicalmente regione italiana. Sicuramente una piccola realtà, ma che si da da fare e che si è fatta sentire, in parte, anche con questo album che più che la classica compilation-minestrone si può considerare come uno split tra sei band, visto che quasi tutte partecipano con ben tre brani a testa.

Ma veniamo alla musica. Aprono le danze gli Abner Brain che propongono un valido brano di hardcore melodico nella prima traccia (Promises) per poi perdere purtroppo un po’ di grinta nelle due tracce successive. Nelle note segnalano che sul loro sito è interamente scaricabile il loro primo demo, scelta lodevole ed utile per chiunque voglia sentirli. Seconda band del lotto sono i Coda di Lupo (nome ‘rubato’ a De Andrè) e prpongono un hardcore che ricorda decisamente i loro famosi compaesani Kina, forse la band che ho preferito delle sei. “Un gruppo veloce, spontaneo, che non fa virtuosismi, ma non banale né sciocco”, così si definiscono questi ragazzi; davvero notevole la canzone ‘Sto bruciando’, ma non sono da meno le due precedenti… complimenti!

Le due canzoni successive sono dei Frontiera, band nata dalle ceneri dei Kina dalla quale riprende la strada interrotta nel 1997. Testo in italiano e suoni alla Husker Dü per ‘Parlare con sé stessi’ e a seguire la strumentale ‘Strange wind’.
Come quarta band abbiamo gli Imprint che propongono un hardcore abbastanza originale, a tratti urlato a tratti quasi parlato, molto tecnico. Due canzoni in inglese per loro ed una (Passato) in italiano. Bravi, li preferisco quando evitano di usare la voce troppo ‘growl’.

Chiudono l’album i Riven e gli Zoo, vicini a certe sonorità metalcore i primi (due brani in inglese molto lunghi, quasi 10 minuti in tutto); tendenti al ‘rock alternativo’ venato di hardcore i secondi, con tre canzoni in italiano dai testi decisamente introspettivi e personali.
In conclusione un punto assolutamente a favore quello di mettere più di una canzone per band, una compilation valida per conoscere i gruppi della Valle con un booklet molto curato con foto, note e contatti. Un buon lavoro! Per informazioni contattate nationonfire@virgilio.it


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