Viña Rock (28.-30 aprile 2018 – Villarrobledo/ESP)

Viña Rock (28.-30 aprile 2018 – Villarrobledo/ESP)
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Pre-festival:

Parto dicendo che andare a questo festival gigantesco almeno una volta nella mia vita era un sogno da qualche anno. Quest’anno, nonostante le difficoltà del caso (dimensioni enormi del festival, voli, hotel, ecc.) anche grazie all’aiuto fondamentale di due grandissime persone come Giorgia e Chris sono riuscito ad organizzarmi. GRAZIE, veramente di cuore.

Day 1:

Parto insieme a Chris alle 5.40 di mattina in direzione Aeroporto Bologna. Arriviamo a Valencia con un pò di ritardo attorno alle 13.30. Prendiamo la macchina noleggiata e ci avviamo subito verso Socuellamos, a circa 20km di macchina dal Viña Rock. Lì incontriamo subito uno staff super-disponibile che ci fa entrare senza troppi problemi nel parcheggio più vicino. Ci raggiunge giorgia, andiamo subito a farci dare i braccialetti del festival e si entra. Poi, nonostante che di concerti ormai ne abbia visto parecchi, sinceramente ci metto un pò a credere in che situazione gigantesca siamo finiti. Per farvi capire giusto un pò: 3 giorni, sei palchi, più di 100 band che suonano e ad alcuni concerti assistono molto più di 60 mila persone.

Purtroppo per questioni di tempo mi perdo il concerto dei Mala Reputacion che spero di rivedere presto. Il primo live che vediamo è quello dei Porretas. Lo storico gruppo di Madrid col suo Punk e i suoi classici mi fa entrare subito in modalità festival. Come sempre loro mi piacciono veramente un sacco ed è sempre un piacere risentirli. Avanti coi Segismundo Toxicomano, conosciuti anche semplicemente come Segis. I punk rockers baschi non si esibiscono a moltissimi festival ultimamente, quindi fa sempre doppiamente piacere risentire dal vivo qualche loro classico come „Mi Vida“. A un certo punto riescono a scendere da quel palco enorme gli Amici Xabi e Grass dei Boikot per un saluto velocissimo. Ma poi tocca proprio a loro. Li vedo tante, tante volte – ma vederli in questo contesto enorme davvero è emozionante. Stare in prima fila quando la tua band preferita suona in un contesto come questo non è roba da poco. Nel loro solito super-concerto c’è spazio anche per il nuovissimo singolo „Hablaran las Calles“, nel quale c’è la collaborazione di varie band come La Raiz, Aspencat, Zoo e Los Chikos del Maiz. Concerto da 10 e lode. Ancora una volta. Dopo vorrei vedermi ancora gli ska-punkers degli Oferta Especial, ma visto che uscire da un bordello del genere (salite al buio in carrozzina quando escono decine di migliaia di persone e via dicendo) non è facilissimo, probabilmente saremo arrivati lì all’altro palco dopo oltre la metà del concerto. Ce la farò a vederli prima o poi? Speriamo. La troppa stanchezza accumulata tra viaggio, spostamenti interni ecc. mi fa anche perdere i mitici Reincidentes che spero di rivedere presto.

Day 2:

Dopo pranzo ci spostiamo nuovamente dall’ostello al festival. Subito il primo live-act è uno di quelli importanti per me: Xavi Sarria, cantante degli Obrint Pas. Fa sia pezzi del suo disco personale che anche qualche classico degli Obrint Pas come la bellissima „Viure“. Un vero peccato che contemporeneamente sull’altro palco a poca distanza suonino i Konsumo Respeto, Irish-Punk-band che vedo sempre con grande piacere. Dopo vediamo il live dei Russkaja, band più o meno ben conosciuta anche in Italia. Me la ricordo perchè a Cesena qualche annetto fa i grandissimi NH3 li avevano aperto una serata. Ad essere sincero non è esattamente lo stile di musica che preferisco quello che fanno i Russkaja ma sono gusti e le loro qualità come live-act comunque non sono in discussione. Dopo una band che dal vivo mi piace sempre un sacco: i baschi dei Kaotiko col loro Punk che mi piace da parecchi anni come sempre sono una certezza e l’ultima – la più famosa „Otra Noche“ come sempre è uno spettacolo. Turno dei rockers asturiani Desakato che come sempre dal vivo trasmettono una gran carica. Dopo tocca al metal dei Soziedad Alkoholika. Io preferisco altri generi, sia chiaro – ma dal vivo sono comunque sempre una garanzia in termini di potenza. Dopo tocca a La Pegatina che col suo mix tra ska, reggea e Punk spero mi ridia l’energia per attendere il concerto dei Non Servium. Ma nulla, sento che il mio fisico dice stop e certi limiti vanno rispettati – purtroppo. Comunque si parla di inizio concerto dei Non Servium alle 2.50…quindi non prestissimo diciamo. Spero solo di rivederli molto presto perchè i loro concerti li ritengo sempre tra i più belli in assoluto.

Day 3:

Terzo e già ultimo giorno. Si parte con il reggae/ska dei valenciani Auxili che come sempre fanno un concerto bello. Live loro da parecchio tempo mi piacciono sempre, mettono sempre allegria e voglia di far festa. Dopo di loro vedo inalmente gli amici galiziani Dakidarria. A me lo Ska-Punk piace moltissimo da anni e anni e quindi non possono che piacermi. Gabri e soci fanno davvero un bel live: potente, energico e suonato benissimo. Finalmente ho visto anche questa bella band. Dopo tocca ai punk Parabellum provenienti dai Paesi Baschi, Band che vedo e sento la prima volta ma che mi piace veramente molto. Dopo salgono sul palco gli El Ultimo Ke Zierre che col loro Punk sono sempre un’autentica certezza. Dopo ci spostiamo a un altro palco per vedere parte del live dei Skakeitan. Band di Ska-Punk che approfondirò ben volentieri. Dopo ci riposiamo un attimo e aspettiamo il turno di La Raiz. La band che col suo mix tra Punk, Ska, Reggae ecc. è una certezza di live energici e coinvolgenti non me la posso perdere l’ultima volta al Viña Rock visto che per loro si parla dell’ultimo tour. Il numero di persone che assiste a questo concerto è qualcosa di assurdo. Infatti dopo ben poco capiamo che la nostra idea di avviarci verso l’ostello prima della fine visto la giornata che ci attende il giorno dopo non si può realizzare in nessuna maniera. Inizia a salirmi già prima che lasci il festival una specie di depressione post Vina Rock e capisco che questi 3 giorni sono stati veramente qualcosa di meraviglioso e indimenticabile.

Dormiamo giusto qualche ora, andiamo a Madrid in macchina la mattina del 1 maggio, volo di ritorno a Bologna e rientro a casa attorno alle ore 20.

Post-festival:

Un GRAZIE grande quanto una casa va a Giorgia e Chris. Due splendide persone, Amici con la A maiuscola che non solo sono stati compagni di festival fantastici ma mi hanno anche aiutato veramente in tutto. Vivere queste emozioni al fianco di persone fantastiche raddoppia la felicità. Il Viña Rock è assurdo e assolutamente da vedere una volta nella vita. È organizzato alla grande (proviamo ad immaginare se in Italia filerebbe così liscio in una situazione di queste dimensioni?) 3 giorni di ottima musica e con la „nostra gente“ per uno come me che vive per queste cose sono semplicemente il paradiso in terra. Vedere una cittadina di 20 mila abitanti invasa per 3 giorni da gente nostra è bellezza allo stato puro. L’anno prossimo torno al Viña Rock. Sicuro.


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