GBH

Grandi si diventa…ma rimanerlo a distanza di anni e anni non è impresa accessibile a tutti.
Quando però nasci negli anni d’oro del punk, nella patria del punk e quasi contemporaneamente ai fondatori del punk…bè le premesse sono tali che non dovrebbero deludere…

GBH + Bloody riot, Dys,Anti you

Punk a Roma 2

c.so sociale  Strike

 

Quando  poi si ha la capacità e l’intelligenza di stare al passo con i tempi, di crescere sempre più e di non rimanere confinati nel passato, allora si che si può parlare di un gran gruppo. I GBH lo sono. Collaudati da tour e tour, sono perfetti tecnicamente, coinvolgenti, puliti nel suonare e soprattutto ancora motivati.

 

Lo Strike è pieno in occasione di questa interessante lezione di storia che i Bloody Riot avviano degnamente con un sound che varia dall’hard core al punk rock più sostenuto vorticoso ed energico. Tanto spettacolo, il cantante è in tutina a strisce a mo’ di carcerato e intervalla i pezzi scattando fotografie al suo pubblico di affezionati. Purtroppo gli Anti you suonano un po’ troppo presto, ma i pezzi veloci e brevi sono interessanti. Anche i DYU non sono affatto male, ma suonare dopo i GBH penalizza tanto!

 

 

Il quartetto inglese suona per più di un’ora, il  batterista, Scott Preece,  l’ultimo arrivato (ex Bomb Disneyland),spacca da morire, è letteralmente una furia! Colin Abrahall in perfetto english punk stile, giubbottino di pelle nero,  pantaloni aderentissimi e capelli ossigenati sparatissimi , concede poco alle cerimonie , poche parole tra cui un omaggio a Valentino Rossi, “ the best rider…”!

I classici della band emozionano : “Sick boy”, “City baby ‘s revenge”  hanno quel sapore di leggenda, di mito dalla morale valida ancora oggi. Qualche piccolo problema tecnico, mi pare fosse l’amplificatore del chitarrista, contribuisce a conferire quel carattere di autenticità e di clima “squatter” anni  ottanta!

 

 Una mano a creare l’atmosfera prettamente inglese la dà il cielo capitolino che accompagna il ritorno a casa con una pioggia sottilissima : come si dice, cantando junkies sotto la pioggia!

 

 

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