PUNKADEKA FESTIVAL 25th Anniversary

GREEN DAY: “Saviors”

Quando esce qualcosa di nuovo dei Green Day, il mio animo accoglie due sentimenti contrapposti: l’amore incondizionato nei confronti della band che mi ha cambiato la vita e la curiosità di leggere i commenti dei detrattori dei GD (non userò mai quel termine lì…) che, anche in questo caso e anche di fronte a un oggettivo ritorno al sound di mostri sacri come “Dookie”“American Idiot”, danno libero sfogo alla fantasia e innescano una gara a chi denigra più simpaticamente il prodotto. Se avete visto e vissuto i Green Day nei loro anni d’oro non siete ganzi, siete vecchi.
Detto questo, è da poco uscito il nuovo album dei Green Day “Saviors”, già abbondantemente anticipato dai singoli The American Dream is Killing Me, Look Ma, No Brains!, Dilemma One Eyed Bastard.
L’album si forma di 15 pezzi in cui Billie Joe Armstrong e soci fanno dimenticare la netta uscita a vuoto del precedente “Father of All Motherfuckers”, buon disco dei Foxboro Hot Tubs, oggettivamente poca roba se li consideriamo Green Day. In “Saviors” c’è tutto: sul lato A (quello che preferisco) c’è il punk rock veloce e tagliente di Look Ma, No Brains! e 1981, le più cadenzate Bobby Sox (Weezer-style) e Dilemma (un plauso a BJA per aver affrontato ironicamente e allo stesso tempo seriamente il proprio problema con l’alcool), quella One Eyed Bastard che rappresenta il pezzo meno Green Day dell’album, lo shuffle dell’iniziale The American Dream is Killin Me e la splendida ballata Goodnight Adeline.
Il lato B parte a bomba con Coma City, pezzo che potrebbe benissimo essere un b-side di “Nimrod.” e porta con sé quella meraviglia di Strange Days Are Here To Stay, probabilmente il pezzo che preferisco di tutto il disco: punk rock. Questa seconda parte di “Saviors” prende poi una piega più rock’n’roll con pezzi come Corvette Summer e Living in the 20’s senza disdegnare lo stile ballad rappresentato da Father to a Son, la title track e la conclusiva Fancy Sauce.
Ovviamente non siamo davanti al punto più alto della discografia dei Green Day, ma è altrettanto ovvio, almeno per il sottoscritto, che “Saviors” rappresenta il vero e degno erede di “American Idiot”, a distanza di 20 anni. Chi si aspettava il nuovo “Nimrod.” o il nuovo “Insomniac” dovrà attendere, magari avrà il tempo di inventarsi nuove esilaranti argomentazioni contra Green Day, passando sopra all’attitudine della band californiana, attitudine che tantissimi di noi (e non solo) si sognano di avere.

Tracklist:

LATO A:
The American Dream is Killing Me
Look Ma, No Brains!
Bobby Sox
One Eyed Bastard
Dilemma
1981
Goodnight Adeline

LATO B:
Coma City
Corvette Summer
Suzie Chapstick
Strange Days Are Here to Stay
Living in the 20’s
Father to a Son
Saviors
Fancy Sauce

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Rimani aggiornato con tutte le news direttamente nella tua inbox!

Iscriviti alla newsletter, inserisci la tua email:

Iscrivendoti accetti il trattamento dei dati (D.L.196/03) NO SPAM! Potrai disiscriverti in qualisasi momento.

Previous Article

LA SINDROME DI PETER PUNK : censurato il video?

Next Article

GREEN DAY: 30 anni di Dookie

Spotify Playlist
Potrebbe interessarti..
LEGGI TUTTO

NICOLAJ

I Nicolaj sono una band svedese nata soltanto un anno fa che ci propone il primo demo di…
Total
0
Share

Cosa aspetti?

Rimani aggiornato con tutte le news di Punkadeka.it direttamente nella tua inbox!

Inserisci la tua email


Iscrivendoti accetti il trattamento dei dati (D.L.196/03)
NO SPAM!
Potrai disiscriverti in qualisasi momento.