NH3: l’intervista esclusiva per Punkadeka!

In collaborazione con Gab De La Vega ed Epidemic Records, pubblichiamo in esclusiva  per Punkadeka l’intervista agli NH3, longeva band pesarese che non ha alcun bisogno di presentazioni! Ci parlano di loro, del nuovo album “Superhero”, di futuro, di concerti e di collaborazioni! 

Gli NH3 sono una formazione punk italiana  dai riflessi hardcore e ska-punk, che come spesso accade, raccoglie molti più consensi all’estero che nella propria Terra. In Germania sono ormai frequentatori abituali dei più importanti festival punk rock e hanno un nutrito seguito di affezionati. Hanno da poco pubblicato un album chiamato “Superhero”, li abbiamo intervistati per approfondire un po’ il discorso!

1) Il vostro gruppo esiste da tantissimi anni. Cosa vi ha consentito di durare tanto nel tempo e non finire come molti fanno a gettare la spugna dopo un paio di dischi?

– Potrei dirti che a me come ad altri della band, la musica ha salvato la vita ma la risposta suonerebbe melensa e non fa per noi. Potrei dirti che quando hai una passione che ti brucia dentro, controllarla è difficile ma anche sta cosa qua sembrerebbe una risposta prestampata che non fa parte del nostro stile e allora ti dico che siamo arrivati ai nostri diciotto anni di NH3 perchè siamo amici prima di essere un gruppo, perché suoniamo per noi prima e per gli altri poi, perché se non lo facciamo stiamo male. Ma male davvero.

2) Secondo voi come mai siete riusciti ad attecchire così bene all’estero più che in Italia? È una questione di genere musicale o qualcosa di più profondo?

–  Il genere musica non ha nulla a che vedere con tutto questo. Il nostro è un paese che si accontenta, che non va più alla ricerca di nulla, che sente ma non ascolta, che si fa trascinare in maniera impietosa da mode e da una mentalità che da vita a veri e propri stereotipi che corrispondono poi alla realtà dei fatti. Siamo sempre a osannare il passato e non guardiamo mai in faccia il futuro, siamo chiusi e rinchiusi in degli abiti che spesso ci cuciono addosso altri. È una questione culturale? Probabile, anzi sicuramente. All’estero non esistono gerarchie nei backstage e quando vai sul palco, fai la tua musica e piaci, le persone ti danno il valore che meriti e a nessuno frega granché di che “crew” fai parte, da dove vieni, che genere fai, sei hai i tatuaggi o se vesti come un manichino in vetrina negli store della Vans.

3) Nella vostra discografia sembra passare nel tempo da un approccio più “street” ad uno più introspettivo e personale, pur rimanendo fedeli al proprio messaggio. È un impressione oppure c’è stata una virata? E se c’è stata, è stata volontaria o involontaria?

– Guardiamo al passato solo per imparare dai nostri errori. Ne abbiamo commessi e la voglia di dare una prospettiva nuova al progetto ci ha spinto a cambiare testi, sonorità e comunicazione. Ora finalmente ci sentiamo a casa, siamo noi e ciò che diciamo e facciamo corrisponde al nostro modo di essere. Attenzione non rinneghiamo nulla, certi ideali rimangono tali ma abbiamo la nausea di bandiere e slogan. Ci siamo guardati dentro dopo 17 anni e abbiamo tirato fuori quello che c’era e ci siamo accorti che forse era arrivato il momento di raccontarlo.

4) Quali sono i vostri gruppi italiani preferiti al momento? C’è qualcuno che vi trasmette qualcosa?

-Talco, Fast Animals And Slow Kids, Meganoidi, Yokoano, Gab De La Vega, Marrano, Ministri…Altri al momento non me ne vengono in mente.

5) “Superhero” è praticamente un concept album. Di questi tempi si parla spesso di “eroi” e “supereroi”. Eppure, il vostro disco esprime un concetto diverso di eroismo, raggiungibile e forse quotidiano. Chi sono i supereroi per gli NH3?

– Tutti, tutti siamo supereroi. Non ti sembra che sia così? Vivere in questa epoca che psicologicamente ti sta addosso, che ti riempie di ansie, angosce, illusioni e paure, sembra diventata davvero un’impresa. Immagino quindi che ognuno di noi ogni sera si guardi allo specchio e, al posto di gettare la spugna, inizi a credere che tutto sommato se la stia cavando bene, che giorno dopo giorno potrebbe essere una persona migliore. È arrivato il momento di fare i conti con noi stessi.

6) A pochi mesi dall’uscita di “Superhero” avete regalato al pubblico una chicca non da poco: una cover di “Waiting Room” dei Fugazi, interpretata insieme a Chris#2, degli Anti-Flag. Come è nata questa collaborazione? Cosa avete imparato dall’incontro con Chris?

–  Le amicizie nascono sulla strada ed è così che, grazie ad un’amica in comune e all’impegno costante nel supporto a Sea Shepherd, siamo venuti a contatto con Chris. Chris è un musicista incredibile, un artista nel vero senso della parola, vero e sincero, crede in quello che fa e crede in quello che fanno gli altri. Cosa abbiamo imparato da lui? Credo ci siano tanti musicisti altezzosi e con la puzza sotto il naso che avrebbero tanto da imparare da Chris.

7) Siete una band da tour, da ore in furgone e viaggi interminabili. Ora è tutto fermo. Che piani sono saltati nel vostro calendario? State già riprogrammando qualcosa? Come vi aspettate che sarà la ripartenza?

– È saltato, come a tutte le band del pianeta, gran parte del tour europeo di “Superhero”. Ci stiamo rimboccando le maniche e abbiamo già chiuso diverse date, tra cui un week end in Russia per il 2021. Per quanto riguarda noi, ripartire sarà come tornare a respirare, non so come sarà “dopo”, non so precisamente cosa aspettarmi, quello che so per certo e che come chiunque al mondo, torneremo a goderci la musica live al 200%.

Grazie per averci fatto compagnia. Avete spazio per dire qualcosa ai nostri lettori!

– Noi in questi anni ci siamo guardati dentro e siamo andati fino in fondo. Non sempre è stato facile ma abbiamo scoperto universi. Provate a farlo e fateci sapere come è andata. 

Simo

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