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PAY: VA PROPRIO TUTTO BENE

Nella mia testa, da metà anni ’00 in poi c’è stata grossa indecisione nel cercare di capire quale band meritasse il titolo di MIGLIOR BAND PIU’ O MENO NUOVA DELLA SCENA PUNK ITALIANA fra Pay e Gerson. Negli anni c’è stata una guerra silenziosa tra queste due band, svolta nella mia testa, a colpi di Dischi Capolavori Assoluti e  Concerti Epici…e io in mezzo che non sapevo decidermi.
Poi con gli anni il tutto è stato ridimensionato alla dimensione oggettiva di sega mentale mia, e “il mondo è andato avanti”.
Perchè  ritiro fuori questa vecchia storia? Perchè vedo un pattern comune, ancora una volta, tra le due band: il disco nuovo di Paolo Gerson è fottutamente pop, il disco nuovo dei Pay non è fottutamente pop, ma sicuramente sbilancia il proprio sound in quella direzione rispetto al passato…la band si è sempre definita: pop-punk-rocknroll, in ogni disco dosando sapientemente questi tre elementi; in questo “Va proprio tutto bene“, hanno decisamente alzato la levetta del pop e abbassato sensibilmente le altre due.
Va bene eh, non c’è niente di radicalmente diverso rispetto al passato…a livello di sound c’è secondo me un “alleggerimento” che dà maggiormente importanza ad elementi pop-rock che non alla classica incazzatura del punkrock. Detto questo la qualità compositiva è indubbia, e pezzi come “Maledetti cantanti”, “Malanoia“, e “Basta Milano” (“il palacoso dove ho visto Cobain” mi ha ucciso) non fanno che confermarlo…un discorso a parte merita “La mia ragazza è in coma“, cover in  italiano di “Girlfriend in a coma” degli Smiths riarrangiata in maniera spettacolare.
Un ultimo applauso per il titolo, perfetto per il periodo assurdo che stiamo vivendo.

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