Punkadeka festival

Punk Rock Holiday 1.9 – Giorno 2: BUSTER SHUFFLE – MASKED INTRUDER – PENNYWISE – LESS THAN JAKE

La palma di giornata migliore però va al Giorno 2. Oggi sarebbe uno di quei giorni in cui ti devi incatenare alla transenna, se non fosse che: 1 – qui transenne non ce ne sono, la prima fila è direttamente attaccata al palchetto per fare stage diving, 2 – l’atmosfera è talmente rilassata, che alla fine di ogni band la gente se ne va a farsi un giro, prendersi una birra, riposare un po’, anche prima degli headliner.
Quindi inizio oggi con un’altra band “strana”: i Buster Shuffle from the UK fanno uno ska-rock che deve molto alle sonorità inglesi: quindi Specials, Clash…e Prodigy, omaggiati nel momento più coinvolgente dello show con una cover di “Out of space“, già a sua volta cover di Max Romeo. Viene coverizzata anche “You never can tell” in un misto di ska e rock’n’roll che fa letteralmente esplodere il parterre. Ottimo inizio, band sicuramente da tenere d’occhio. I Masked Intruder non hanno bisogno di presentazioni, e la loro oretta di punkrock melodico e allegrone è perfetto per iniziare del serio casino sotto il palco. Menzione speciale per il redivivo Officer Bradford, vero catalizzatore delle peggio stronzate, specie da quando si toglie l’uniforme e resta in costume da wrestler gay e spalma il suo sudore su chiunque sopra e sotto il palco. Fantastico. Scaletta Masked Intruder.

I Pennywise probabilmente avevano un impegno il giorno dopo e sono stati messi a metà pomeriggio, quando di solito sono gli headliner del loro giorno. Beh, non cambia molto, il loro show dura semplicemente di meno, ma le caratteristiche sono sempre le stesse: esecuzione abbastanza approssimativa (tecnicamente), scaletta che si chiude con “BroHymn” con Fat Mike al basso e conseguente stage invasion disastrosa e super epica, come ogni anno.
I Less Than Jake nell’inusuale ruolo di headliner hanno semplicemente spaccato. Un po’ come i Mad Caddies l’anno scorso…c’è poco da fare, le band skacore hanno sempre una marcia in più. La partenza è fantastica: “Plastic cup politics” parte con un pezzo di basso e voce, ma il basso non esce…quindi è solo voce. No problem, Roger non fa una piega, finisce l’intro “a cappella” il pezzo parte, e va a sistemare la cosa come se niente fosse. Anche il finale è fantastico, dopo “The science of selling yourself short” escono dal palco, dovrebbe esserci il riposo prima dei bis, se non fosse che Matt Yonker (il batterista) fa partire l’intro di “All my best friends are metalhead” troppo presto e tutti devono rientrare al volo saltellando sul palco per attaccare il pezzo appena l’intro finisce. Adorabili cazzari.
In mezzo un concerto da consumati showmen e (a differenza dei Pennywise) ottimi musicisti, ancora pieni di entusiasmo dopo tutti questi anni in giro. Lo skacore è la next big thing. Segnatevelo 😀

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