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Quattro chiacchiere con Frank Turner

Ecco l’intervista a Frank Turner a cura di Eleonora di Radio Città Aperta (Roma) che l’ha incontrato in occasione della tappa italiana del suo tour con The Sleeping Souls ai Magazzini Generali di Milano, venerdì 06/05/2022. Enjoy it!

di Eleonora Tagliafico

Eleonora Tagliafico: Ciao Frank, come ci si sente ad essere tornati in tour mondiale e come è essere in un tour mondiale?

Frank Turner Fantastico! Gli ultimi due anni sono stati orribili, per tutti ovviamente, ma in particolar modo se hai fatto del viaggiare la tua vita e anche lo stare in piccole stanze insieme a delle persone per fare musica, è stato davvero una merda; ci sono stati momenti, in questi due anni, in cui non sapevamo se saremo tornati a fare tutto questo nuovamente; riguardo all’essere in tour ora, le cose sono ancora un po’ strane in alcuni posti, specialmente nel centro Europa; alcune persone sono ancora nervose circa il partecipare a un concerto o meno e lo capisco assolutamente, ma essere di nuovo ‘on the road’ è veramente magnifico e mi fatto finalmente di nuovo capire cosa sto facendo della mia vita, cosa che non ho percepito per due anni; è fantastico essere qui con la mia band e con la crew, abbiamo anche un nuovo incredibile batterista (Callum Green NDA), ed è la sua prima volta in tour al di fuori degli UK e la sua prima volta in Italia ed è quindi entusiasta di ogni cosa, il che ci rende ancora più eccitati di essere qui, il resto di noi è tremendamente vecchio.

ET Che differenza trovi nel suonare in una piccola venue rispetto a una grande?

FT Per me la cosa importante è l’atmosfera, la vibrazione; automaticamente diventa cool suonare in posti della giusta dimensione per il numero di persone che viene a sentirti, se capisci cosa intendo. Non vorresti suonare in una stanza come questa (dove siamo ora NDA) in una città dove puoi vendere 10.000 biglietti, perché non è giusto, ma allo stesso tempo non vuoi suonare in un posto per 10.000 persone che non si riempie; l’ho fatto nella mia vita e fa schifo. Mi ricordo quando ho fatto il mio primo concerto in un’arena come headliner, ormai 10 anni fa; prima del concerto pensavo in continuazione: devo cambiare la setlist, devo cambiare lo show per adattarlo al tipo nuovo di posto in cui suonare; ma tutto ciò non è realistico: le persone vengono a vedere un concerto annunciato in precedenza e siamo arrivati ad un livello per cui faremo quello che facciamo e cerchiamo di farlo bene, e se ci sono 10 persone, figo, se ce ne sono 10.000, ancora più figo.

Ora, con il nuovo album, è diventato un vero e proprio punk-rock show, cosa che mi piace tantissimo.

ET A proposito di questo, il tuo ultimo album, “FTHC”, uscito a Febbraio 2022 per la Polydore Records e Xtra Mile Recordings, con The Sleeping Souls, può essere considerato un forte ritorno alle tue radici punk. Al giorno d’oggi, ritieni che il punk sia ancora una via importante per esprimersi? Sto pensando anche alle nuove generazioni.

FT Si, probabilmente sono la persona sbagliata a cui chiedere delle nuove generazioni, sono un fottuto quarantenne; comunque, la cosa di tornare alle proprie origini è un cliché e non è vero al 100% per questo album, i miei primi album solisti non suonano affatto così ma, questa è la musica con cui sono cresciuto, sono cresciuto ascoltando punk rock e hardcore, e la sensazione per questo album è stata quella di lasciare che quella parte di me prendesse il controllo, quindi quella di seguire il mio istinto e non avere ripensamenti su alcuna decisione; quindi mi sono detto ”Fuck it, facciamolo come lo farebbe un sedicenne”.

Penso a quello che sta succedendo nella scena (ma il mio pensiero è limitato); negli UK ci sono molte nuove punk band che stanno venendo fuori dandosi da fare, sto pensando agli Idles, i Pet Needs (la band che apre NDA) sono incredibili, ti sbalordiranno, ma anche al di fuori degli UK; ci sono molte più punk band con la chitarra di quante ce ne siano state negli ultimi tempi. E’ fondamentale dire che la cosa più importante del punk rock è l’attitudine. Per decenni abbiamo indossato giacche di pelle, essendo scontenti perché la propria band non suonava esattamente come la band che ci piaceva quando eravamo più giovani. Negli UK negli ultimi anni si è ritrovato lo spirito punk nella scena grime. Conosci Bob Vylan? Lui ne è un grande esempio. A volte sono un gruppo punk, a volte grime, ed è veramente una cosa cool; solo perché non suona come i fottuti Clash è ancora considerabile punk.

Tuttavia, penso veramente che stia arrivando del buon punk rock.

Con questo album, nel decidere se andare per questa strada musicalmente, una grande parte di decisione lo hanno fatto due cose: nel 2019 il Punk Rock Holiday festival in Slovenia e nel 2020 questo split album con i NOFX; con entrambe le cose mi sono sentito come se fossi a casa, che a casa non c’ero stato per un po’, che mi piaceva essere a casa e, solo musicalmente sai, però pensi che tutto questo ti fa stare davvero bene e che quindi sarebbe meglio farne un po’ di più.

ET Aspettavamo infatti di vederti sul palco con i NOFX per il Punk in Drublic a Carroponte quest’anno (che si svolge il 22 maggio 2022)…

FT Si, ne abbiamo parlato un sacco, forse verranno fuori altri loro tour, forse la prossima estate. Comunque è assurdo, non riesco ancora a credere che sia successo.

ET Si, è un fantastico split-album quello che avete fatto tu e i NOFX (West Coast vs. Sussex NDA)

FT Si, sono sempre stato un grande fan dei NOFX e ora sono miei amici, è divertente perché ci siamo presentati come eguali (Oh my God!).

 ET Hai iniziato suonando post-hardcore con i Million Dead, poi nel 2005 hai cominciato la tua carriera solista insieme agli Sleeping Souls, sperimentando in questi anni dal folk punk all’electro pop. Come scegli il genere musicale da abbinare ai tuoi testi?

FT Bella domanda. Penso che dipenda da cosa ho in mente in quel momento; come dicevo, per questo album per esempio, è stata la musica che ho ascoltato crescendo. Con ‘Be More Kind’ per esempio, invece, dal momento che mi è sempre piaciuta la musica elettronica e il pop, e con quel disco in particolare, abbiamo fatto molti concerti con una band canadese, gli Arkells, e ho amato il modo in cui facevano le cose e ho provato a farlo. In ogni momento sono influenzato da qualcosa e in ogni momento questo qualcosa va a cambiare ciò che ascolto. Recentemente ho ascoltato molto black metal, non penso che farò mai un disco black metal ma chi lo sa, forse. Piuttosto spesso cambio quello che faccio di disco in disco ma c’è una parte di me che mi dice di rifare un altro disco come ‘FTHC’, perché mi piace veramente e anche alle persone, quindi forse è il caso di rimanere nello stesso genere per due dischi di fila o forse il prossimo album sarà un disco country. Staremo a vedere!

ET Johnny Cash è stato fonte di ispirazione per te. Quali sono le altre?

FT Springsteen, ovviamente. L’altro giorno un mio vecchio amico che mi conosce bene e con cui ci conosciamo da venticinque anni, ha detto che quello che faccio è qualcosa tra i Black Flag e i Counting Crows, ed è probabilmente vero, adoro quella band e adoro anche i Black Flag, quindi forse sono veramente le mie più grandi ispirazioni.

ET ‘FTHC’ ha anche un forte messaggio emotivo, è una sorta di viaggio interiore. C’è qualcosa in particolare che ci vuoi raccontare a proposito di esso?

FT Ho scritto spesso in uno stile che definirei “confessionale, autobiografico” e non l’ho fatto per un paio di dischi. ‘Be More Kind’ parlava di cose politiche, ‘No Man’s Land’ non riguardava specificatamente me ma altre persone, perciò tornare a scrivere autobiograficamente è bello perché non l’ho fatto per un po’ di anni e ho nuove cose di cui parlare, anche perché ho compiuto quarant’anni, il che fa schifo, ma la cosa bella di diventare più vecchio è quella di essere più sicuri, avere più fiducia in se stessi, essere più stabili e ciò significa anche affrontare cose più difficili. Il principale esempio ne è la mia infanzia e il rapporto con mio padre di cui non ero pronto a parlare prima e ora si, grazie al fatto che so chi sono, dove sono radicato e grazie anche a fondamenta che sono più concrete.

‘Untainted Love’ è una canzone sulle droghe, per tanto tempo ho agito come se fosse vero che mi stessi ripulendo, e non era propriamente vero, e ora finalmente lo è! Quando scrivi in quel modo, devi provare veramente a non pensare a nessun altro, a non avere paura di cosa dirà l’altro, devi essere concentrato solo su quello che vuoi raccontare; scrivere in questo modo durante la pandemia ha avuto la sua utilità, perché non ho visto nessuno perciò solo dopo ho pensato a cosa potessero dire gli altri; registravo demo, ma c’è stato un momento in cui l’album è stato pronto e mi sono detto “Fuck! Cosa ho scritto?! La gente lo ascolterà”. Il momento della scrittura e anche quello della registrazione è qualcosa di puro e tale deve rimanere perché il peggior lato della creatività è provare a indovinare cosa gli altri penseranno, beh, non fatelo!

ET Hai provato anche a dirlo in ‘Non Serviam’ la prima traccia di ‘FTHC’, che contiene a tal proposito una metafora particolare (come Dio chiede a Lucifero di fare come vuole lui e lui si ribella, così l’artista non dovrebbe rispondere a nessuno).

FT Si, è una sorta di ‘Fanculo a tutto/i’. Vedi, amo quella canzone; una delle ragioni è che raramente  nei miei lavori è espresso il concetto del “Sono bravo”. Quando l’ho iniziata a scrivere ho pensato “Questa andrà a far parte di un side project”, ma poi mi sono chiesto il perché e ho realizzato che quella era una mia canzone, perché l’avevo scritta io.

ET Penso che sia il dibattito infinito su cosa l’industria musicale vuole far fare all’artista e cosa invece l’artista voglia farne della sua arte.

FT Assolutamente. Una delle cose belle di essere giunto al nono album è che non si cade in nessun clichè, non c’è nessun ‘difficile nono album’ (come di dice del secondo). Sono stato sempre con la Xtra Mile, questo è il mio ultimo lavoro con la Polydore e penso che abbiano semplicemente rinunciato a dirmi cosa fare, il che è divertente.

ET L’ultima traccia dell’album si chiama ‘Farewell To My City’ perché stai lasciando Londra. Ora vivi nell’ Essex, sei nato a Manama (Bahrein) ma sei cresciuto nel sud dell’Inghilterra (nel Wessex). Che tipo di connessioni hai con questi posti, specialmente per la tua musica?

FT Si, e tutti i miei amici del Wessex mi danno del traditore per essermi spostato nell’Essex (ad est)! Comunque, non ho nessuna connessione con Manama e con il Bahrein perché ci sono stato solo per tre mesi quando ero appena nato, perciò non me lo ricordo. Mi è sempre piaciuto il senso di luogo nella musica. Ovviamente molta folk music lo ha; quello che mi piace di Springsteen è che è veramente radicato nel New Jersey ma non è una cosa assoluta e incondizionata; ci sono un sacco di canzoni su quanto il NJ faccia schifo ma ci trovi ancora un senso di appartenenza. Quando avevo vent’anni capivo cosa stesse dicendo Springsteen nelle sue canzoni perché stava parlando di casa e non era necessario che tu fossi del New Jersey per capire ciò che lui voleva dirti di casa sua.

Ci sarebbero un po’ di cose da dire su dove sono cresciuto, l’Inghilterra, anche a proposito dei miei antenati. I miei mi spedirono in collegio quando avevo otto anni; e all’inizio della pandemia mi sono ritrovato in un unico posto da quando avevo sette anni. Mi piace il senso di luogo ma forse è un po’ presto per scrivere canzoni sull’Essex, dato che ci vivo solo da 18 mesi; ma presto lo farò, mi piace dannatamente come posto, posso vedere il mare dalla camera da letto. E’ il sogno.

ET Cosa ti ha dato e cosa ti ha tolto la pandemia?

FT Come ho detto all’inizio, è stato piuttosto difficile per chi è abituato ad andare in tour, perché non è stato qualcosa a cui eravamo abituati. Ho avuto un problema di identità perché sono stato sempre in tour da quando avevo sedici anni e quindi ho pensato “Chi sono io se non sono in tour? Certo, non sono stato in tour per il 100% del tempo, ma sicuramente per la maggior parte di questo e c’è sempre stato un tour in arrivo, perciò è stato piuttosto duro. Tuttavia, mi ha dato l’opportunità di costruire una vita al di fuori, il che penso sia salutare per la mia salute mentale, perché si rischia di cadere in una dimensione unica altrimenti. Mi sono sposato poco prima della pandemia e sono felice di dire che io e mia moglie siamo stati benissimo anche quando non potevamo scappare gli uni dagli altri. Ho imparato a registrare le altre band, ho costruito un piccolo studio di registrazione per me stesso ed è un altro lavoro che non implica l’andare in tour, ma ora sono davvero felice di essere tornato a fare concerti.

ET Cosa ci dici a proposito dei The Sleeping Souls?

FT Abbiamo un nuovo membro, come ti dicevo prima. Siamo stati insieme in tour per sedici anni; è un periodo di tempo lungo e loro sono i miei migliori amici; abbiamo un gruppo WhatsApp per il tour e per la band. Prima della pandemia ti chiedevi quanto saresti uscito con i tuoi colleghi di lavoro quando avresti avuto un periodo di break dal tour perché prima della pandemia quando avevamo wuesto break non uscivamo insieme, perché lo facevamo ogni volta in tour stando insieme anche per 10 mesi di fila; ma sin dal primo giorno di pandemia ci siamo sentiti ogni giorno, mandandoci stupidi video di gatti, e siamo sempre rimasti in contatto, poi Callum si è unito al gruppo. E’ stato bello scoprire che queste persone sono davvero miei amici, e non è che non lo pensassi prima, ma ora lo so. La crew ugualmente.

ET Cosa pensi che sia necessario al giorno d’oggi per vivere felicemente?

FT Penso che la felicità sia un processo, non una destinazione. Sono più felice quando sono impegnato, quando sto facendo qualcosa che abbia un significato per me e per questo la pandemia ha spinto nel far si che io avessi un progetto, tipo registrare le altre band, perché pensavo: “Se sto qui seduto a non fare nulla, di certo morirò”, e quindi è stato bello passare anche quattro ore al giorno a guardare tutorial, esercitarsi a mixare. Ora siamo in tour, stiamo lavorando, ma stiamo lavorando facendo le cose che amiamo e siamo molto fortunati perché il mio lavoro è far sorridere le altre persone!

ET Si, ma senza aspettative!

(Ridono)

FT Durante uno dei primi concerti in UK che abbiamo fatto quando si è potuto tornare a farli, stavamo facendo il soundcheck e ho realizzato che ogni singola persona stava lavorando: io, la band, la crew, la sicurezza, lo staff del bus tour ed erano tutti felici di farlo; questo non succede con molti altri tipi di lavoro, perciò mi sono sentito molto fortunato a farne parte.

Questa è la felicità per me, essere impegnato per una buona ragione.

Grazie mille a Frank Turner, The Sleeping Souls, Hellfire Booking, eRocks Production e Magazzini Generali.

FRANK TURNER & THE SLEEPING SOULS, 6TH MAY 2022, MAGAZZINI GENERALI, MILAN, ITALY, SHOW 2619 SETLIST:

Four Simple Words
The Gathering
Haven’t been doing so well
Photosynthesis
Plain sailing weather
If ever I stray
Punches
1933
Glorious You
Fatherless
I am disappeared
Out of breath
Farewell to my city
There she is
Dans Song
Be More Kind
I knew Prufrock
The next storm
My Bad/Non Serviam
Polaroid Picture
Get Better
The ballad
Recovery
Try this at home
Still Believe

Eleonora e Frank durante l’intervista

 

 

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