DAG NASTY: Minority of One

DAG NASTY: Minority of One
A cura di   |     |  
 Scrivi un commento!
DAG NASTY: Minority of One

Servono poche presentazioni quando si ha a che fare con un nome come quello dei Dag Nasty. Un gruppo che, a fronte di pochi lavori a proprio nome -solo tre gli album propriamente detti dal lontano 1985- ha saputo costruirsi una solida reputazione tra i più smaliziati ascoltatori di hardcore melodico.Una band atipica, che vede al suo interno l'”istituzione” Brian Baker -dicono qualcosa i nomi Minor Threat e Bad Religion?- assieme ad un altro cardine del sound californiano qual’è Dave Smalley, tra gli altri con All e Down by Law. E, pur trattandosi di “svago”, questo “Minority of One” ha le carte in regola per diventare uno dei dischi caldi dell’autunno; c¹è poco da fare, quando l¹hc melodico lo fa chi lo sa veramente fare il quello che ne esce fuori è di un altro spessore, ascoltare per capire l’attacco dell’iniziale “Ghost”. Le chitarre di Baker disegnano riff, ora potenti ora malinconici, che la voce di Dave Smalley sa ben amalgamare; logico cherisuonino gli echi dei rispettivi gruppi, soprattutto i Bad Religion relativamente al suono della chitarra, ma il gruppo si discosta quanto basta dalle rispettive band madri per creare un suono proprio. Energia e melodia dosati in parti uguali, si pensi a brani quali “Throwing Darts” e “Broken Days”, e una qualità di scrittura che difficilmente trova traccia nei lavori che escono ultimamente; poco importa che il genere ormai sia ultra codificato visto che in questi undici brani ci sono intuizioni che un grupponormale diluirebbe in due-tre dischi, ma d’altra parte Baker e soci un gruppo normale non lo sono. Emo-core prima che l’emo-core esistesse, ecco avoi il ritorno dei Dag Nasty; solo un appunto: se questo è il nuovo che avanza non è che siamo messi troppo bene…


Cosa ne pensi?   ...Scrivi il tuo commento!

Per scrivere un commento puoi:
effettuare il Login o registrarti
 
o compila i seguenti campi: